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RECENSIONE: DOPO LA FESTA DI STEVO GRABOVAC

Buongiorno readers e buon lunedì,
Dopo la festa di Stevo Grabovac è un libro che scava nella memoria collettiva e personale, che mette in discussione il ruolo della scrittura stessa e che si muove sul terreno fragile e necessario del ricordo, della responsabilità e della giustizia.

 

Dopo la festa
di Stevo Grabovac

                                              

Genere:
 Noir
Editore: Marsilio
Prezzo: € 20,00 (€ 10,99)
Pagine: 384
Uscita: 28 Novembre 2025
 

Una telefonata dell’Associazione per le persone scomparse porta Stevo a riaprire gli archivi in cui suo padre, morto da poco, aveva scrupolosamente raccolto le testimonianze sui crimini di guerra commessi dal 1992 al 1995 nella ex Jugoslavia. Invitato a collaborare con l’associazione, Stevo viene a conoscenza di un episodio sconvolgente, sul quale nessuno ha mai pensato di dover fare luce: nell’estate del 1992, nella provincia di Bosanski Brod si perse ogni traccia dei bambini rom che viaggiavano su tre autobus verso l’Unione Europea, bambini che non erano né bosgnacchi né croati né serbi; bambini di nessuno che non potevano essere esibiti negli scontri sulla memoria collettiva, e per i quali nessuno ha mai invocato giustizia. In un labirinto di ricordi e inganni, Stevo scava nella memoria, dispiegando brillantemente un mosaico di storie di padri e figli, e intanto si interroga sul ruolo della scrittura e sulla possibilità di mettere il male sulla pagina, nero su bianco. La sua è l’esplorazione tormentata e appassionata di un uomo che raccoglie il testimone del padre, la sua eredità morale insieme all’eredità della scrittura, facendo così proprio l’imperativo di opporsi all’ingiustizia con il cuore aperto e una macchina da scrivere. Da una voce inconfondibile del panorama letterario dei Balcani, capace di raccontare le ferite, lo smarrimento, la solitudine e l’amore con sincerità, e anche leggerezza, quello di Stevo Grabovac è un romanzo che tocca corde universali, dispiegando la forza quieta delle storie che non finiscono quando si gira l’ultima pagina.

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RECENSIONE: SOLO PER VENDETTA DI TONY DAMIANO

Solo per vendetta è un noir secco, diretto e profondamente disilluso, che mette al centro una figura sempre più fragile nel nostro immaginario collettivo: il giornalista. O meglio, un giornalista che non si riconosce più nel mestiere che fa.

 

Solo per vendetta
di Tony Damiano

                                              

Genere:
 Thriller
Editore: idobloni EnigMi
Prezzo: € 18,00 (ebook € 5,90)
Pagine: 131
Uscita: 30 settembre 2025
 

Il mestiere del giornalista non è più quello di una volta. Il lavoro sul campo è diventato solo un trascrivere veline della questura. Così la vede il protagonista di questa storia che decide di trasformarsi in un investigatore privato con l'ambizione di occuparsi solo di casi archiviati dalle forze inquirenti. La sua personale lotta contro il pressapochismo, l’inettitudine e la corruzione.
Viene, così, ingaggiato dalla Signora Catone: ex diva delle passerelle. Vuole trovare il responsabile della morte del figlio Giovanni, ricercatore del CNR, caduto misteriosamente giù da un ponte. Caso chiuso frettolosamente dagli inquirenti come suicidio. Ma lei non ci crede, pensa che esista un movente e un carnefice: pensa che quello del figlio sia in realtà un omicidio. Il neo- investigatore accetta il caso e si ritroverà a condurre un'inchiesta molto singolare, a metà tra giustizia e vendetta, tra spie, servizi segreti esteri, mercanti d’armi e funzionari corrotti. Un'indagine dove ognuno ha un suo doppio; dove non esistono innocenti, ma solo colpevoli.

RECENSIONE


Il protagonista guarda la propria professione con amarezza: il lavoro sul campo è stato sostituito dal copia-incolla dei comunicati ufficiali, dalle veline della questura, da una cronaca che non cerca più davvero la verità. È da questa frattura che nasce la sua scelta radicale: smettere di fare il cronista e diventare un investigatore privato, deciso a occuparsi solo di quei casi che le forze dell’ordine hanno archiviato troppo in fretta.

Non per eroismo.
Ma per necessità.

Il primo incarico arriva dalla signora Catone, ex diva delle passerelle, una donna che non accetta la versione ufficiale sulla morte del figlio Giovanni, ricercatore del CNR, precipitato da un ponte in circostanze sospette.

Per gli inquirenti è un suicidio.
Per lei, no.
Dietro quella caduta, la donna è convinta che esistano un movente e un responsabile. Ed è proprio questa ostinazione – più che una prova concreta – a mettere in moto l’indagine.

Il protagonista accetta il caso e si ritrova presto immerso in un’inchiesta che si allontana rapidamente dal dolore privato di una madre per trasformarsi in qualcosa di molto più ampio e pericoloso.

Tony Damiano costruisce una trama che affonda dentro i meccanismi opachi del potere.
Nel corso dell’indagine emergono spie, servizi segreti stranieri, traffici d’armi, funzionari corrotti, interessi incrociati e giochi di influenza che rendono la ricerca della verità un percorso instabile e rischioso.

Il romanzo si muove in un territorio dove tutto è doppio:
le persone, le versioni, le motivazioni.
E soprattutto, la distinzione tra giustizia e vendetta diventa sempre più sottile.

Il protagonista non è un detective carismatico né un eroe romantico.
È un uomo stanco, arrabbiato, profondamente critico verso il sistema in cui si muove. La sua voce è quella di chi ha smesso di credere nelle narrazioni rassicuranti, ma non ha ancora rinunciato del tutto all’idea che la verità conti.
Ed è proprio questo conflitto interiore a rendere interessante il personaggio: non combatte solo contro un presunto colpevole, ma contro un meccanismo che produce silenzi, archiviazioni rapide e verità di comodo.

Il racconto procede con ritmo sostenuto, alternando dialoghi secchi e scene di indagine che mantengono costante la tensione.
Non c’è spazio per sentimentalismi: anche il dolore della madre, pur centrale, resta sempre filtrato da una narrazione che privilegia l’inchiesta e il lato più oscuro delle relazioni umane.

Uno degli aspetti più forti di Solo per vendetta è la sua visione radicalmente pessimista.
Qui non esistono davvero personaggi puri. Ognuno nasconde qualcosa. Ognuno ha una zona d’ombra. E soprattutto, nessuno è completamente estraneo alle conseguenze delle proprie scelte.
Il romanzo gioca apertamente sull’ambiguità morale: ciò che sembra giusto può rivelarsi interessato, ciò che appare vendetta può avere le forme di una giustizia mancata.

Solo per vendetta è un noir politico e contemporaneo, che racconta una società in cui la verità è fragile, facilmente archiviabile e spesso scomoda.
Tony Damiano firma una storia tesa e disincantata, dove il confine tra cercare giustizia e farsi giustizia da soli è sempre più difficile da tracciare.
Un romanzo che lascia il lettore davanti a una domanda inquietante:
quando la verità non interessa più a nessuno, cosa resta davvero della giustizia?


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RECENSIONE: LA FORMA DELLE OMBRE DI ANDREA MAGRI

Ci sono gialli che puntano sull’azione, altri sull’enigma, altri ancora sull’introspezione.
La forma delle ombre di Andrea Magrì riesce a tenere insieme tutte queste anime, costruendo un noir raffinato, avvolto in un’atmosfera densa e magnetica, in cui il vero protagonista non è solo il mistero, ma il tempo: ciò che sottrae e ciò che restituisce.

 

La forma delle ombre
di Andrea Magri

                                              

Genere:
 Thriller
Editore: Altrevoci Edizioni
Prezzo: € 18,90 (ebook € 1,99)
Pagine: 208
Uscita: 19 gennaio 2026
 

Nel tranquillo borgo di Belvedere, adagiato alle pendici dell’Etna, il commissario Matteo Ferrante conduce un’esistenza appartata nel tentativo di lasciarsi alle spalle un recente passato che ancora brucia. Ma la pace viene subito spezzata dal furto di una vecchia bara dal cimitero locale con, al suo interno, i resti di un’anziana signora morta e sepolta venticinque anni prima. Affiancato dalle intuizioni brillanti di Carlo Rivoli, integerrimo comandante della Polizia Locale, Ferrante ben presto comprende che quel furto – un gesto folle e apparentemente insensato – nasconde in realtà molto di più: una pista che porta a una ragazza scomparsa nel nulla, un omicidio irrisolto e segreti che qualcuno cerca di riportare a galla. Tra pettegolezzi di paese, il ritrovamento di un vecchio diario e personaggi ambigui, che si muovono come ombre mutevoli sospese tra passato e presente, Ferrante si troverà a inseguire una verità sfuggente, in una caccia nel buio dove ogni indizio potrebbe essere un inganno, e ogni sussurro un avvertimento. Perché il tempo, a volte, non cancella. Restituisce.

RECENSIONE


Siamo a Belvedere, un borgo quieto alle pendici dell’Etna, dove il commissario Matteo Ferrante cerca di ricucire una vita che porta ancora addosso i segni di un passato recente e doloroso. Ma la quiete è solo apparente.
Il furto di una bara dal cimitero, con all’interno i resti di una donna morta venticinque anni prima, irrompe nella normalità del paese come una ferita improvvisa, disturbante e impossibile da ignorare.

L’elemento che colpisce immediatamente è proprio questo: un atto che sembra folle e insensato e che invece diventa il primo tassello di una verità molto più ampia e inquietante.
L'autore, Andrea Magrì, costruisce la sua storia partendo da un dettaglio anomalo per poi allargare progressivamente lo sguardo, portando il lettore a scavare insieme al Commissario Ferrante tra una ragazza scomparsa, un omicidio irrisolto e segreti che il tempo non ha mai davvero sepolto.

La forza del romanzo sta nel modo in cui ogni scoperta sembra avvicinare alla soluzione… e allo stesso tempo, allontanarla. Nulla è lineare, nulla è completamente affidabile: ogni indizio può essere un inganno, ogni parola un avvertimento.

Matteo Ferrante è un protagonista silenzioso, che si muove nel racconto con passo misurato, quasi timoroso di ciò che potrebbe emergere. Accanto a lui, Carlo Rivoli – comandante della Polizia Locale – rappresenta la lucidità, l’intuito, la fermezza morale. Il loro rapporto è equilibrato e credibile, mai forzato, e contribuisce a rendere l’indagine solida e coinvolgente.

Ma non sono solo gli investigatori a emergere: il borgo stesso, con i suoi pettegolezzi, le sue mezze verità e le sue figure ambigue, diventa un organismo vivo, fatto di sussurri e ombre che si muovono tra passato e presente.

Andrea Magrì scrive con una prosa pulita, elegante, capace di evocare senza appesantire. Le descrizioni non sono mai decorative: servono a costruire un’atmosfera sospesa, carica di tensione emotiva e psicologica.
Belvedere non è solo un luogo fisico, ma uno spazio dell’anima: un teatro perfetto per una storia in cui ciò che è stato continua a reclamare attenzione.

Il ritmo è misurato ma costante, pensato per accompagnare il lettore in una discesa lenta e inevitabile dentro il cuore del mistero, senza mai cedere a colpi di scena gratuiti o forzature narrative.
Ciò che viene nascosto, ignorato o dimenticato prima o poi torna a galla, magari deformato, magari inquietante, ma inevitabile.
La forma delle ombre racconta questo ritorno con intelligenza e sensibilità, trasformando l’indagine in una riflessione profonda sulla memoria, sulla colpa e sulla responsabilità.

La forma delle ombre
è un noir elegante e profondo, che sa catturare non solo per il mistero che racconta, ma per il modo in cui lo fa.
Un romanzo che avvolge, inquieta e accompagna il lettore fino all’ultima pagina con una tensione sottile e persistente.
Questo è un libro per chi ama i gialli atmosferici, i segreti sepolti, le storie in cui la verità non è mai urlata… ma sussurrata.


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RECENSIONE: L'ENIGMA DI KAMINSKI DI PAOLO ROVERSI

Buongiorno Gattolettori,
oggi sono qui per parlarvi di un fantastico noir ambientato a Milano.



L'Enigma Kaminski
di Paolo Roversi 

                                                 

Genere:
Thriller
Editore: Mondadori
Prezzo: € 17,50 (ebook € 9,99)
Pagine: 264
Uscita:13 maggio 2025

 

Milano, ancora euforica per il successo dell'Expo, si prepara a brillare sotto le luci di Natale. L'8 dicembre, però, un'ombra scura cala sulla città: Giovanni Ferri, noto e stimato antiquario di Brera, viene ritrovato senza vita in Duomo, al termine della messa dell'Immacolata. Un infarto, a prima vista. Luca Botero, il commissario insofferente alla tecnologia e dotato dello spirito di osservazione del miglior Sherlock Holmes, è invece certo che sia stato ucciso. Quando l'autopsia conferma i suoi sospetti, l'indagine si accende, perché in tanti potevano volerlo morto. L'attenzione dell'investigatore, però, viene calamitata altrove perché, nelle stesse ore, dal passato riemerge il suo più terribile incubo: Jacek Kaminski. Lo spietato criminale che anni prima l'aveva quasi ucciso adesso lo sfida a viso aperto. Botero sarà costretto a mettere in gioco la sua stessa vita e affrontare antichi fantasmi, accettando il rischio che gli enigmi del suo avversario siano solo l'ennesima trappola per farlo cadere. Torna, in una nuova e sorprendente indagine, l'ultima fortunatissima creatura letteraria di Paolo Roversi, il commissario che nella Milano supertecnologica indaga alla vecchia maniera.

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RECENSIONE. ROMA CAPUT ZOMBIE DI MARCO RONCACCIA

Ciao a tutti oggi sono veramente stanca, mi sento quasi uno Zombie quindi perchè non aprire le danze con ROMA CAPUT ZOMBIE!!

Roma Caput Zombie
di Marco Roncaccia

Genere: Horror
Editore: NeroPress
Pagine: 204
Data di pubblicazione: 1 gennaio 2015
Per Aldo la vita è dura ma anche la morte non scherza. La sua compagna l'ha lasciato, la cooperativa per cui lavora non lo paga ed è sotto sfratto. Scambia con un tossico la sua auto, per un posto in una stanza in una palazzina popolare fatiscente di un quartiere degradato di Roma. Viene morso da un piccione che gli arriva in casa dalla finestra. Da quel momento nulla sarà più come prima. Si sorprenderà a divorare il cane di un pastore sardo, i furetti allevati da un homeless che vive nel parco, fino a scoprire il raccapricciante piacere di un pasto di carne umana. Un'avventura tra orrore e degrado, in una periferia romana tristemente in rovina.
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RECENSIONE: ROSSO E NERO DI STEFANO MAZZESI

Buonasera a tutti miei cari lettori, oggi qui a Roma le temperature sono un po’ scese… stiamo ancora tutti sbracciati ma la mattina inizia ad esserci quella leggere ebrezza che ti fa pensare che tra poco i giochi sono finiti…e da voi invece che tempo fa?
Lasciamo comunque il tempo ai meteorologi e parliamo di quello che più ci piace, i libri!
Oggi la mia attenzione va su un libro breve che mi ha gentilmente inviato la Nero Press Edizioni 
e, se siete amanti dei thriller come me, non potete perdervi questa recensione.

Rosso e Nero
di Stefano Mazzesi

Genere: Noir
Editore: Nero Press
Ebook: 0,99 €
Pagine: 41
Data di pubblicazione: 14 giugno 2015

Ravenna, anni ’50. L’atroce uccisione di un bambino altera gli equilibri di Borgo San Rocco, una comunità stretta nella morsa di un inverno gelido e in quella ancora più pericolosa del pregiudizio. Il commissario Marras, per venirne a capo, chiede aiuto al collega e amico “particolare” Aldo Bandini, anche lui commissario ma della polizia stradale. Bandini, nato e cresciuto nel Borgo, conosce praticamente tutti. L’indagine lo porterà a scoprire antichi segreti di famiglia fino ad allora sconosciuti, in cui egli stesso si troverà coinvolto più di quanto si sarebbe aspettato. Un giallo d’epoca dai risvolti amari, dal sapore vagamente noir.
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