Solo per vendetta è un noir secco, diretto e profondamente disilluso, che mette al centro una figura sempre più fragile nel nostro immaginario collettivo: il giornalista. O meglio, un giornalista che non si riconosce più nel mestiere che fa.
Genere: Thriller
Editore: idobloni EnigMi
Prezzo: € 18,00 (ebook € 5,90)
Pagine: 131
Uscita: 30 settembre 2025
Il protagonista guarda la propria professione con amarezza: il lavoro sul campo è stato sostituito dal copia-incolla dei comunicati ufficiali, dalle veline della questura, da una cronaca che non cerca più davvero la verità. È da questa frattura che nasce la sua scelta radicale: smettere di fare il cronista e diventare un investigatore privato, deciso a occuparsi solo di quei casi che le forze dell’ordine hanno archiviato troppo in fretta.
Non per eroismo.
Ma per necessità.
Il primo incarico arriva dalla signora Catone, ex diva delle passerelle, una donna che non accetta la versione ufficiale sulla morte del figlio Giovanni, ricercatore del CNR, precipitato da un ponte in circostanze sospette.
Per gli inquirenti è un suicidio.
Per lei, no.
Dietro quella caduta, la donna è convinta che esistano un movente e un responsabile. Ed è proprio questa ostinazione – più che una prova concreta – a mettere in moto l’indagine.
Il protagonista accetta il caso e si ritrova presto immerso in un’inchiesta che si allontana rapidamente dal dolore privato di una madre per trasformarsi in qualcosa di molto più ampio e pericoloso.
Tony Damiano costruisce una trama che affonda dentro i meccanismi opachi del potere.
Nel corso dell’indagine emergono spie, servizi segreti stranieri, traffici d’armi, funzionari corrotti, interessi incrociati e giochi di influenza che rendono la ricerca della verità un percorso instabile e rischioso.
Il romanzo si muove in un territorio dove tutto è doppio:
le persone, le versioni, le motivazioni.
E soprattutto, la distinzione tra giustizia e vendetta diventa sempre più sottile.
Il protagonista non è un detective carismatico né un eroe romantico.
È un uomo stanco, arrabbiato, profondamente critico verso il sistema in cui si muove. La sua voce è quella di chi ha smesso di credere nelle narrazioni rassicuranti, ma non ha ancora rinunciato del tutto all’idea che la verità conti.
Ed è proprio questo conflitto interiore a rendere interessante il personaggio: non combatte solo contro un presunto colpevole, ma contro un meccanismo che produce silenzi, archiviazioni rapide e verità di comodo.
Il racconto procede con ritmo sostenuto, alternando dialoghi secchi e scene di indagine che mantengono costante la tensione.
Non c’è spazio per sentimentalismi: anche il dolore della madre, pur centrale, resta sempre filtrato da una narrazione che privilegia l’inchiesta e il lato più oscuro delle relazioni umane.
Uno degli aspetti più forti di Solo per vendetta è la sua visione radicalmente pessimista.
Qui non esistono davvero personaggi puri. Ognuno nasconde qualcosa. Ognuno ha una zona d’ombra. E soprattutto, nessuno è completamente estraneo alle conseguenze delle proprie scelte.
Il romanzo gioca apertamente sull’ambiguità morale: ciò che sembra giusto può rivelarsi interessato, ciò che appare vendetta può avere le forme di una giustizia mancata.
Solo per vendetta è un noir politico e contemporaneo, che racconta una società in cui la verità è fragile, facilmente archiviabile e spesso scomoda.
Tony Damiano firma una storia tesa e disincantata, dove il confine tra cercare giustizia e farsi giustizia da soli è sempre più difficile da tracciare.
Un romanzo che lascia il lettore davanti a una domanda inquietante:
quando la verità non interessa più a nessuno, cosa resta davvero della giustizia?








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