Ci sono gialli che puntano sull’azione, altri sull’enigma, altri ancora sull’introspezione.
La forma delle ombre di Andrea Magrì riesce a tenere insieme tutte queste anime, costruendo un noir raffinato, avvolto in un’atmosfera densa e magnetica, in cui il vero protagonista non è solo il mistero, ma il tempo: ciò che sottrae e ciò che restituisce.
Genere: Thriller
Editore: Altrevoci Edizioni
Prezzo: € 18,90 (ebook € 1,99)
Pagine: 208
Uscita: 19 gennaio 2026
Siamo a Belvedere, un borgo quieto alle pendici dell’Etna, dove il commissario Matteo Ferrante cerca di ricucire una vita che porta ancora addosso i segni di un passato recente e doloroso. Ma la quiete è solo apparente.
Il furto di una bara dal cimitero, con all’interno i resti di una donna morta venticinque anni prima, irrompe nella normalità del paese come una ferita improvvisa, disturbante e impossibile da ignorare.
L’elemento che colpisce immediatamente è proprio questo: un atto che sembra folle e insensato e che invece diventa il primo tassello di una verità molto più ampia e inquietante.
L'autore, Andrea Magrì, costruisce la sua storia partendo da un dettaglio anomalo per poi allargare progressivamente lo sguardo, portando il lettore a scavare insieme al Commissario Ferrante tra una ragazza scomparsa, un omicidio irrisolto e segreti che il tempo non ha mai davvero sepolto.
La forza del romanzo sta nel modo in cui ogni scoperta sembra avvicinare alla soluzione… e allo stesso tempo, allontanarla. Nulla è lineare, nulla è completamente affidabile: ogni indizio può essere un inganno, ogni parola un avvertimento.
Matteo Ferrante è un protagonista silenzioso, che si muove nel racconto con passo misurato, quasi timoroso di ciò che potrebbe emergere. Accanto a lui, Carlo Rivoli – comandante della Polizia Locale – rappresenta la lucidità, l’intuito, la fermezza morale. Il loro rapporto è equilibrato e credibile, mai forzato, e contribuisce a rendere l’indagine solida e coinvolgente.
Ma non sono solo gli investigatori a emergere: il borgo stesso, con i suoi pettegolezzi, le sue mezze verità e le sue figure ambigue, diventa un organismo vivo, fatto di sussurri e ombre che si muovono tra passato e presente.
Andrea Magrì scrive con una prosa pulita, elegante, capace di evocare senza appesantire. Le descrizioni non sono mai decorative: servono a costruire un’atmosfera sospesa, carica di tensione emotiva e psicologica.
Belvedere non è solo un luogo fisico, ma uno spazio dell’anima: un teatro perfetto per una storia in cui ciò che è stato continua a reclamare attenzione.
Il ritmo è misurato ma costante, pensato per accompagnare il lettore in una discesa lenta e inevitabile dentro il cuore del mistero, senza mai cedere a colpi di scena gratuiti o forzature narrative.
Ciò che viene nascosto, ignorato o dimenticato prima o poi torna a galla, magari deformato, magari inquietante, ma inevitabile.
La forma delle ombre racconta questo ritorno con intelligenza e sensibilità, trasformando l’indagine in una riflessione profonda sulla memoria, sulla colpa e sulla responsabilità.
La forma delle ombre è un noir elegante e profondo, che sa catturare non solo per il mistero che racconta, ma per il modo in cui lo fa.
Un romanzo che avvolge, inquieta e accompagna il lettore fino all’ultima pagina con una tensione sottile e persistente.
Questo è un libro per chi ama i gialli atmosferici, i segreti sepolti, le storie in cui la verità non è mai urlata… ma sussurrata.








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