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CINEGATTO: L'ARMA DELL'INGANNO - OPERAZIONE MINCEMEAT

Il film di John Madden, tratto dall'incredibile storia vera raccontata nel libro di Ben Macintyre, esce oggi nelle sale italiane distribuito da Warner Bros. Pictures


Scheda Film



1943. Gli alleati sono determinati a spezzare la morsa di Hitler sull’Europa occupata, il loro piano è un assalto totale in Sicilia ma si trovano ad affrontare un grande dilemma – come fare per proteggere una massiccia forza d’invasione da un potenziale massacro. Il compito ricade su due straordinari agenti dell’intelligence, Ewen Montagu (Colin Firth) e Charles Cholmondeley (Matthew Macfadyen) che danno vita alla più geniale strategia di disinformazione della guerra – incentrata sul più improbabile degli agenti segreti: un uomo morto. L’arma dell’inganno – Operazione Mincemeat, è la straordinaria storia vera di un’idea che sperava di cambiare il corso della guerra - correndo rischi enormi, sfidando ogni logica e mettendo a dura prova il coraggio dei suoi ideatori


l'arma dell'inganno - operazione mincemeat

La Seconda Guerra Mondiale, con la sua crudeltà e atrocità, è la grande e mostruosa protagonista  della storia contemporanea, con i suoi morti, sconfitti e con il nome indelebile di un dittatore. Ne L'arma dell'inganno tutto questo c'è, ma non si vede. Non si mostra una guerra fin troppo vista sugli schermi, non si racconta per l'ennesima volta di quei soldati che, volontari o meno, si sono trovati sul campo di battaglia; non ci sono gli scoppi delle bombe, né urla di disperazione, né trincee o armi. John Madden ha messo da parte tutto quello che conosciamo sulla Seconda Guerra Mondiale attraverso il film e ha spostato l'attenzione su un piccolo, minuscolo gruppo di persone. Queste persone sono quelle che, con il loro piano, hanno salvato migliaia di vite. 




La storia vera di due ufficiali dell’intelligence che studiano un piano per fermare l'avanzare di Hitler in Europa è diventata prima un libro di Ben Macintyre e poi un film. Ewen Montagu (Colin Firth), Charles Cholmondeley (Matthew Macfadyene), Jean Leslie (Kelly Macdonald), Hester Leggett (Penelope Wilton) e Ian Fleming  (Johnny Flynn) sono i principali protagonisti; in particolare, Fleming è il narratore nella finzione e lo scrittore del Trout Memo nella vita reale, memo in cui descrisse l’idea di ingannare Hitler per mezzo di un uomo morto. E proprio il cadavere di un uomo, al quale verrà creata un'identità precisa e affidato il nome di William Martin, è il mezzo in grado di salvare migliaia di vite in un'operazione che ha cambiato il corso della Seconda Guerra Mondiale. Con documenti falsi e oggetti appositamente sistemati nella sua valigetta, William Martin è il personaggio chiave dell'intera operazione. Si parla di un cadavere, un uomo che si era tolto la vita e che probabilmente non avrebbe mai pensato di poter dare un contributo così grande alla Guerra, né di poter essere tanto importante per salvare delle vite. Dopo la sua vita, nella morte ha trovato uno scopo per mano di quegli ufficiali che sono stati in grado di vedere molto lontano, di correre rischi enormi e di affidarsi al proprio istinto. 




Il regista si focalizza sulla vicenda mettendo da parte la guerra nella sua sfumatura più conosciuta, quella combattuta sul campo. Si concentra sul dietro le quinte, sulla mente del conflitto e sulle strategie dietro i soldati armati di fucili, scava sui personaggi che combattono una "guerra fantasma", che non si vedono ma che hanno un peso maggiore delle armi stesse. Hanno il potere di decidere, di orchestrare, di pianificare, di salvare o sacrificare delle vite. Sono i burattinai dietro una guerra di perdenti. Per una  volta ci si concentra su ciò che di buono nasce da un orrore: usare un corpo morto, reinventargli una vita, strappare agli eventuali familiari la possibilità di seppellire il loro caro, tutto per qualcosa di più grande. Ognuno dei partecipanti ha una coscienza, una moralità che ostacola nel procedere senza rimorsi o dubbi in questo piano assurdo. Ma ci sono quelle migliaia di vite in bilico, senza colpa, tra la vita e la morte. Così si va avanti, e tutto acquista quel senso di "necessario", quella sfumatura eroica e di aver dato senso alla propria morte, perdonando ogni decisione a chi ha organizzato un piano così incredibile. 




Per le poco più di due ore di film si assiste alla stesura di un piano e alla disposizione dei suoi tasselli, alle incertezze e agli ostacoli sempre pronti a far cadere e a colpire con il doppio della potenza. Si guarda a una storia incredibile ma vera e a una tensione fatta, questa volta, di azioni attraverso le parole. Piccola nota sul cast: tra attori di eccezionale talento e dall'affascinante accento inglese, spicca Kelly MacDonald che in questo film risulta una spanna sopra gli altri. 





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