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BLOGTOUR: BERITH. L'ALLEANZA DI MATTEO CORVINO

Buongiorno Gattolettori,
oggi sono qui per presentarvi la seconda tappa del Blogtour dedicato al romanzo d'esordio di Matteo Corvino, Berith. L'alleaza.

 

 


Berith
L'Alleanza
di Matteo Corvino
 
 
Genere: Narrativa Contemporanea
Editore: Altrevoci Edizioni
Prezzo: € 16,40 (ebook € 5,99)
Pagine: 304
Uscita: 20 Maggio

Monaco di Baviera. Teo è un giovane ricercatore, impegnato nel campo dell'architettura sacra. In un momento di crisi del suo percorso accademico, riceve l'inaspettata visita del signor Kramer, un anziano gentiluomo in possesso di uno strano reperto, custodito dalla sua famiglia da generazioni. Invogliato dalla promessa di un lauto compenso, Teo accetta l'insolito l'incarico di indagarne l'origine e di stimarne il valore, arrivando così a scoprire che l'oggetto ha in effetti più di 3000 anni. Ma da dove proviene? Come ne è venuto davvero in possesso Kramer? Chi è Stern, l'amico fin troppo interessato a tutta la faccenda? E perché i due spariscono senza lasciare traccia proprio quando Teo nota le prime incongruenze? Per ottenere risposte che sembrano non voler essere trovate, Teo si spingerà in una ricerca sempre più insidiosa, fino a svelare, tra sacro e profano, un segreto dalle radici antichissime.
FOCUS PERSONAGGIO CON INTERVISTA AL PROTAGONISTA

Chi è Teo: un ragazzo italiano trapiantato in Germania. Dal cognome si capisce che è veneto.
Quanti anni ha: all’epoca di Berith, 30.
Che lavoro fa: È ricercatore universitario. Il suo campo di studi è l’architettura sacra
Tre pregi e tre difetti: Inizio con i difetti: testardo, orgoglioso, tende a mettere il naso dove non dovrebbe. Ma questi sono anche pregi, no? Aggiungerei intelligente.
Dove vive: a Monaco di Baviera, lavora presso la Technische Universität (TUM).

Ciao Teo e grazie per questa intervista. Come descriveresti l’avventura che vivi in BERITH  - L’ALLEANZA?
È la storia di una persona normalissima, forse un poco depressa, che si ritrova coinvolta in una cosa enorme. La ragione gli direbbe di lasciar perdere, di non immischiarsi, ma lui non ce la fa, ha bisogno di vivere un’avventura che, al pari di una droga, gli faccia dimenticare il suo fallimento accademico. Così, ci si butta di testa, non può fare a meno di capire, perché ha bisogno di dare un senso alla sua vita e crede che andare in fondo a questa storia glielo darà. Ma fa irritare alcune persone, che non vogliono essere ostacolate dal primo cretino che passa. Quel cretino sono io, appunto.

Qual è il tuo personaggio preferito del libro?
Nonostante tutto quello che è successo, non posso fare a meno di provare un certo rispetto per Stern. E, anche se siamo partiti con il piede sbagliato, devo ammettere che Sara mi piace. E non lo dico solo perché ha ospitato me e Agata quella notte che scappavamo da Pienza.

E il tuo momento preferito?
Quando mi sono lasciato andare completamente, e ho deciso di seguire questa storia fino in fondo. Adesso che ci penso, non ricordo esattamente quando sia successo: forse quando ho preso l’aereo per Amman. O forse lo avevo già deciso quando da Monaco sono partito per la Toscana. Mah.

Pensi di essere cambiato dall’inizio alla fine del libro?
Direi di sì. All’inizio di questa storia ero parecchio confuso, e un tantino apatico. Ora sento di essere molto più deciso, sicuro di me, ma sono anche più arrabbiato, e quello non è necessariamente un bene. Il mio stomaco ne risente.

C’è una cosa che Matteo Corvino (l’autore, ndr) ti ha fatto fare ma tu non avresti voluto?
Non sono sicuro che trattare Agata in quel modo sia stata una buona idea. A dire il vero, niente di quello che ho fatto è stata propriamente una buona idea.
Ma si fa quel che si ha da fare, come dicevano gli Arditi. Non ci può sottrarre alla propria chiamata, giusto?

 

Allora che cosa ve ne sembra? Vi ho incuriosito?



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