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RECENSIONE: RACCONTAMI QUALCOSA DI BELLO DI MASSIMO VACCHETTA

Buongiorno readers,
mi sono sempre chiesta cosa renda speciale una storia. Cosa spinge ad appassionarci e a proseguire la lettura con impazienza, in quella sottile linea di confine tra il voler continuare e il non voler finire. La mia personalissima risposta arriva ogni volta che leggo un libro di Massimo Vacchetta. E le due parole chiave sono “cuore” e “onestà”.    



Raccontami qualcosa di bello
di Massimo Vacchetta
                                                     

Genere:
Narrativa
Prezzo: € 17,00 (ebook € 9,99)
Editore: Sperling & Kupfer
Uscita: 19 ottobre 2021

Massimo Vacchetta, il veterinario che salva i ricci, torna con un libro che sorprende e tocca le nostre corde più profonde. Una notte di aprile 2020 incappa per caso in un video: una delfina immobile a bordo vasca emette strazianti lamenti, abbandonata in un delfinario di Teheran ormai in disuso. Che cosa è successo? Perché la delfina sta male? Massimo scopre che Kasya, dopo aver perso la libertà e la sua unica compagna, Alpha, si sta lasciando morire di tristezza. Da quel momento inizia un'epica impresa di salvataggio che coinvolge volontari appartenenti a diversi Paesi. Massimo alterna la cura dei suoi piccoli pazienti con l'impegno spasmodico per risolvere difficoltà e imprevisti che di continuo si frappongono tra Kasya e la sua nuova vita. In pagine indimenticabili per empatia e umanità, l'autore ci svela come «la cura» per lui sia una filosofia di vita, basata sugli unici valori che possono garantire alla nostra specie un futuro accettabile: passione, solidarietà, amore per i più fragili e attenzione per ogni essere vivente.
RECENSIONE


Reduce del successo di 25 grammi di felicità – a cui sono seguite altre meravigliose pubblicazioni –, l’autore si cimenta in un’impresa enorme, e in questo caso mi riferisco alla realtà. La storia di Kasya è nota a tutti noi attraverso i telegiornali e i social: la delfina abbandonata in un delfinario di Teheran, rimasta da sola dopo la morte di Alpha, unica compagna in quella vasca ormai in disuso. I lamenti e la sua tristezza erano evidenti, Kasya voleva lasciarsi morire. Per fortuna esistono delle persone nel mondo che non restano indifferenti alla sofferenza, che non si limitano a commentare ed esprimere un giudizio, ma che fanno di tutto per cambiare la situazione. Sono dei leader che trascinano inevitabilmente gli altri, che con la loro grinta e il loro cuore riescono a smuovere le coscienze e a innescare un meccanismo senza fine. 

 

Uno di questi è Massimo, che non perde mai occasione di ringraziare gli altri protagonisti del salvataggio di Kasya, e di sottolineare quanto tutti loro abbiano giocato un ruolo fondamentale, a volte dimenticandosi di quanto lui stesso sia indispensabile. La sua importanza ruota intorno al fatto che lui ha passione da vendere, talmente tanta da coinvolgere il lettore in un vortice di energia e di fargli dire “anche io devo fare qualcosa per aiutare”. Il suo buon cuore va a braccetto con questa passione, e gli permette di dare il massimo e di continuare ad andare avanti, mettendo a tacere la stanchezza e il dolore. Sì, perché non è semplice andare avanti quando delle creature indifese come i ricci vengono portati, a volte in fin di vita, al Centro di Recupero Ricci «La Ninna». 

 

Non è facile mantenere le mani ferme, non permettergli di tremare per la rabbia o la tristezza e pensare soltanto a curare quei piccoli esserini. Non è semplice vederli soffrire, a volte morire, e decidere di continuare il proprio lavoro. Massimo, come si intuisce dalle sue parole e dal volto segnato dalla sofferenza e dalla stanchezza di chi ne ha viste tante, continua il suo lavoro perché consapevole che la nostra tristezza e la nostra stanchezza non sono nulla in confronto alle vite da salvare. È una lezione su cui dobbiamo riflettere tutti. Quando ci poniamo dei paletti o vediamo muri insormontabili bisogna chiederci se è davvero il caso di lasciar perdere, se abbiamo fatto di tutto o se ci nascondiamo dietro a delle scuse.     


Il suo racconto inizia con il dolore di un ricordo sempre troppo fresco, la perdita di sua mamma. All’interno del libro – che si chiude con delle utilissime linee guida sul cosa fare e cosa non quando ci troviamo di fronte a un riccio apparentemente ferito – troviamo le storie di alcuni ospiti de La Ninna, l’enorme impresa per salvare Kasya, la difficoltà di questi anni di pandemia, il salvataggio dell’albero di Solimbergo, l’organizzazione del “Singing for Australia”. In ogni storia – che abbraccia ogni creatura senza esclusione e senza limiti di distanza, dalle piante più vicine agli animali in Australia – possiamo leggere la difficoltà della vita, perché si sa che non va mai tutto liscio: leggendo quelle parole ci sembra di vedere i musetti dei ricci che lottano per la vita, le complicazioni, la frustrazione di essere rallentati – se non fermati – da fattori esterni, le sconfitte e le vittorie, in un’altalenante giostra di emozioni che fa battere il cuore anche a noi. Il tutto corredato dal messaggio più importante, quello di non abbatterci mai. “Raccontami qualcosa di bello” è una richiesta che proviene spesso dalla nostra bocca negli ultimi anni, perché abbiamo bisogno di ascoltare qualcosa di bello.

 

La storia che Massimo ci racconta non è solo bella, ma è onesta. Non nasconde le difficoltà e neanche i difetti del protagonista, che a volte perde la pazienza e si auto-bacchetta per il suo carattere. Mi fa sorridere ogni volta, penso a quanto sia meravigliosa una persona che con tutte le responsabilità e con tutti gli impegni che ha si scusa per il suo nervosismo. La maggior parte di noi si lascerebbe andare, vorrebbe staccare la spina per un po’, ripenserebbe a quanto sia stato sacrificato dalla sfera personale. Lui no, lui va avanti perché ha ben chiaro che la sua missione – e aggiungo il suo dono, non è da tutti avere questo mix di carattere, buon cuore e bravura nel suo lavoro – è più importante di ogni egoismo.

 

La sua missione ci ricorda la missione comune: aiutare i più deboli, che spesso sono gli animali e il nostro stesso pianeta. È indispensabile leggere i libri di Massimo Vacchetta, cogliere il suo amore per la natura e per gli animali, imparare dal suo instancabile spirito di sacrificio, dalla sua testardaggine nell’andare avanti che porta sempre a qualcosa di bello. Voglio chiudere raccontando anche io qualcosa di bello: esistono ancora delle persone che possono cambiare il mondo, e sono talmente forti da trascinare anche i più insicuri. Grazie Massimo.

 



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