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CINEGATTO: CENERENTOLA

 Su Amazon Prime è disponibile il nuovo musical di Cenerentola!


Scheda Film




In un regno di fantasia, l'orfana Ella, chiamata Cenerentola per la fuliggine che le resta addosso dopo aver fatto le pulizie, fa da serva alle sorellastre e alla matrigna. Nello scantinato della grande abitazione dove vive e lavora, sogna di fuggire ed entrare nel mondo della moda. Contemporaneamente, il principe Robert, pressato dal re e dalla regina, è spinto a trovare una moglie. L'erede al trono ideale sarebbe la sorella Gwen, ma in un mondo maschilista solo gli uomini possono pensare di governare. Viene così organizzato un ballo per trovare una pretendente per Robert, al quale Ella si presenta vestita come una principessa grazie alla magia della Fata Madrina.  

CENERENTOLA

Cenerentola è una fiaba molto antica, che vede la sua versione più conosciuta nei fratelli Grimm e, cinematograficamente, nel grande successo dalla Disney del 1950. Per grandi linee, siamo di fronte alla storia di una ragazza sfortunata, la cui vita cambia drasticamente dopo la morte dei genitori. Trattata come una serva dalla matrigna e dalle sue figlie, Cenerentola è costretta a sopportare giorno dopo giorno, finché l'amore del principe - colui che riesce a vedere la sua bellezza esteriore e interiore - non la salverà. 




Nel 2021 questo brevissimo riassunto può sembrare fin troppo "antico", fuori moda, inverosimile. Chi ha bisogno del principe azzurro nel 2021? Ed è proprio da questo presupposto che parte il musical Cenerentola in streaming su Amazon Prime Video. Rivoluzionare le figure solide delle fiabe e delle favole sembra ormai una moda inarrestabile, così come il girl power, le pari opportunità, il politically correct e quant'altro, sembrano aver pervaso ogni campo della vita, dal quotidiano all'arte. Niente di sbagliato, se non fosse che siamo ormai dentro un'unica via percorribile, anche nei film. Sembra quasi un'eresia parlare di una Cenerentola che s'innamora del principe e "accetta" di essere portata via dalla casa dei matti, di vivere in un catello e di diventare principessa; sembra impensabile che una donna, per giunta promettente stilista (perché nella versione di Prime Cenerentola vuole diventare stilista), possa limitarsi a una vita accanto al principe azzurro senza desiderare qualcosa di più che riguardi solo lei e la sua vita. Le versioni popolari o quella dei Grimm risultano così assurde, ma questa demonizzazione della tradizione non è totalmente positiva. 




Erano tempi in cui la figura maschile predominava nell'immaginario collettivo, mentre quella femminile era circoscritta a determinati ruoli di pulizia della casa e baby sitting dei figli. Ed era sbagliato, senza alcun dubbio. Ma nelle fiabe e nelle favole ci sono sempre dei non detti, delle morali e degli insegnamenti che vanno colti per non prendere un abbaglio e distorcere il senso della storia. Cenerentola ha perso i genitori, i suoi punti fermi, probabilmente è così piccola da non avere neanche idea di come si realizzi un vestito, e non ha abbastanza esperienza nel mondo per valutare delle opzioni di scelte e desideri per il suo futuro. Di sicuro sa che non vuole passare la vita a pulire casa (tra l'altro compito dato dalla matrigna, una donna, non dal maschio di turno), ma vuole inseguire il suo al momento unico sogno, il voler andar via da lì. Ci sono delle figure magiche nel racconto, tra cui quelle delle colombe bianche che proteggono Cenerentola e impersonano i genitori: sono dei guardiani, pronti ad attaccare le sorellastre o chiunque voglia fare male alla propria bambina. O ancora, la Fata Madrina, un elemento magico e sovrannaturale che aiuta la ragazza a farsi notare da chi può salvarla. Si tratta di apparenza, ma ancora oggi è in grado di aprire delle porte, vogliamo davvero biasimare la scelta della Madrina di trasformare Cenerentola in una ragazza ben vestita e sbrilluccicante? La protagonista del racconto è un'orfana, che cerca solo un po' di serenità e quel senso di protezione che non ha più da quando le uniche persone al mondo al suo fianco sono morte. Si rifugia nell'amore dii un principe, o meglio, proprio nel concetto di amore. Nel finale, poi, ci sono diverse versioni: quella in cui Cenerentola perdona la matrigna e le sorellastre, oppure quella in cui le fa attaccare dai colombi, fino a cavarne gli occhi. 




In fin dei conti parliamo di una ragazza che vuole mettersi sul binario giusto e che incontra l'amore, che ha un gran cuore o che - nell'altra versione - dà sfogo alla sua cattiveria una volta uscita dal suo incubo. Solo da quel momento in poi potrà crescere e trovare sé stessa, per questo non punterei troppo il dito verso una scelta che ai tempi era normalissima per il finale di un racconto. Una figura molto umana, sfortunata, ma molto forte. Per questo, nonostante il nuovo film di Cenerentola sia gradevole e soprattutto goda di bellissime rivisitazioni di classici musicali (dai Queen a Ed Sheeran), è un'operazione già vista, che punta non tutto ma quasi sui concetti di emancipazione, parità di diritti, uguaglianza tra persone di ogni estrazione, colore e orientamento sessuale. Tutto giustissimo, ripeto, ma sono un po' stanca di vedere questi temi continuamente buttati qua e là nel cinema. Il cinema è un'arte che il compito di farsi portavoce di questioni importanti - visto la sua influenza sulla massa, fa benissimo a portare sullo schermo questioni del genere, ma deve avere coscienza di quando e quanto -, però allo stesso tempo deve far sognare, volare con la fantasia, commuovere, strappare via dalla realtà, far ridere, alleggerire, far riflettere, motivare, stupire; deve infrangere le regole, riscriverle, realizzare imprese impossibili, dare speranza, e non temere nessun limite. Non deve seguire la moda, deve dettarla. Non deve autocensurarsi o cambiare idea solo per essere autorizzato a parlare, non deve evitare una battuta (il cinema fino a qualche anno fa non si è mai fatto problemi di questo tipo). Per tutto questo, Cenerentola è un prodotto abbastanza riuscito, ma che solo di facciata si riallaccia alla storia originale del suo titolo, inserito in una lista di film realizzati esclusivamente per sostenere la battaglia del momento. 





 



4 commenti

  1. Io non vedo l'ora di vederlo, sinceramente! Adoro tutti i retelling, per cui anche quelli filmeschi!

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  2. Sono molto d'accordo con te. Il film mi è piaciuto molto ed ha una bella colonna sonora, ma avrei forse preferito se fosse stato presentato come storia originale e non un retelling di Cenerentola. Come dici tu ciò che solitamente caratterizza Cenerentola è che nonostante le angherie subite continua a mantenere i suoi toni gentili e non smette mai di sognare, chiede una serata fuori (non un principe) per provare anche lei il sogno di ogni ragazza di partecipare ad un ballo, il fatto che poi si scontri con l'amore e sia proprio quello a cambiarle la vita è una conseguenza fortuita. Su questo punto credo che il live action del 2015 con Lily James mantenga più lo spirito originale mentre questo calchi molto sul dover essere imprenditrici ed ignorare il resto. Detto ciò non si dice mai di no ad un bel retelling in salsa pop e Pierce Brosnan che fa serenate è l'elemento comico bonus a cui non puoi dire no

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    1. Esatto! Anche io ho adorato il live action della Disney, giusto mix tra il rispetto della tradizionale storia e un pizzico di novità. Pierce effettivamente ha il suo perché! XD

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