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CINEGATTO: ATTRAVERSO I MIEI OCCHI

Gli amanti degli animali – e dei cani in particolare – sono avvertiti: lacrime a fiumi con Attraverso i miei occhi, film di Simon Curtis interpretato da Milo Ventimiglia, Amanda Seyfried e, ovviamente, un meraviglioso golden retriever di nome Enzo. Il film è disponibile su Disney +.


Scheda Film

Trama.
Enzo non è un cane come tutti gli altri: filosofo nello spirito, ama guardare la TV e ascoltare attentamente le lezioni di vita del suo padrone, il pilota di Formula Uno Denny Swift.

ATTRAVERSO I MIEI OCCHI

Il titolo originale è anche il titolo del romanzo: The art of racing in the rain, scritto da Garth Stein. Come spesso accade, l’essenza stessa del film risiede nel titolo (originale), e in questo caso “l’arte di correre sotto la pioggia”, oltre ad essere molto poetico, racconta in simultanea la passione del protagonista Danny (Ventimiglia) per le macchine da corsa, e quella di Enzo – ma si potrebbe dire di qualunque cane – per la libertà di correre all’aria aperta, ancor meglio se sotto la pioggia. Proprio la pioggia, viene raccontato nel film, è l’elemento imprevedibile, ciò che può portarti a sbagliare, a sbandare, a perdere il controllo. Ma non se sei in grado di anticiparla: se conosci l’elemento di imprevedibilità non ne hai più paura, ma lo giochi a tuo favore. L’amicizia tra uomo e animale viene spesso portata sullo schermo, perché è un legame sincero, vero, ed è per sempre. Capace di commuoverci nella realtà e nella finzione, di farci piangere e ridere, come ci insegnano Io&Marley e Hachiko. L’amicizia tra Danny ed Enzo, però, ha una passione comune che, come detto, è quello per la corsa. Spiriti liberi di essere loro stessi solo quando il vento soffia sulla faccia/muso, quando la velocità sembra aver preso il sopravvento, ma sempre controllata dalla ragione. 
 
 
In equilibrio tra una consapevole e controllata libertà che porta alla felicità: che sia un cane o un pilota poco importa, la base di ciò che li unisce è la stessa. Così Enzo – da Enzo Ferrari – fin da cucciolo frequenta il mondo delle corse, vede ogni gara in tv, respira quella realtà sempre fedelmente accanto al suo padrone, che considera il migliore degli esseri umani. Si tratta di un cane un po’ più saggio di quelli che siamo abituati a vedere sullo schermo, che sa apprendere e comportarsi di conseguenza, ma con lo stesso limite di tutti: non può parlare. Per lui comunicare senza la parola risulta sempre frustrante e spera un giorno di potersi reincarnare in un essere umano: in Mongolia, quando un cane raggiunge la fine del suo viaggio, viene seppellito sulle alte e verdi colline, così che nessuno lo calpesti. Secondo la leggenda, il cane è libero di correre nelle sconfinate pianure, per poi reincarnarsi in un essere uomano. Durante la loro vita i cani ci osservano, forse proprio per imparare da noi (ma lasciatemi dire che il più delle volte, se non sempre, siamo noi a dover imparare da loro); così Enzo ci spera, non vuole reincarnarsi in uno qualunque, ma mantenere gli insegnamenti appresi nella vita da cane e diventare il più simile possibile al migliore degli esseri umani, il suo amato Danny. 
 
 
Il loro legame rimane fortissimo anche quando Eve (Seyfried) entra nelle loro vite, prima come fidanzata, poi come moglie di Danny e madre della loro bambina. Ci sono tante cose che un cane non sa, ma tantissime che sa meglio di noi. Un cane riesce a “sentire” a un livello che noi nemmeno percepiamo, di cui non immaginiamo l’esistenza. A volte sembra che fiutino dentro di noi, che guardino la nostra anima, che ci conoscano e ci comprendano meglio di noi stessi. E a noi cosa resta fare? Come potremo mai ripagare le incalcolabili ore che hanno passato in silenzio vicino a noi, a consolarci o non farci sentire soli? Penso che la risposta sia l’amore infinito. È l’unica cosa che possiamo dargli, che ci viene spontanea e naturale. Sono felici di stare con noi, che si tratti di stare seduti insieme davanti la tv o di giocare all’aria aperta. 
 

Danny fa proprio questo per tutta la vita di Enzo: è il suo migliore amico, non viene messo da parte mai, né per una corsa né per una donna. Fa parte della famiglia, ed è per sempre. Il film è commuovente, dolce, triste nell’affrontare certe dinamiche della vita. Può sembrare assurdo in alcuni momenti filosofici di Enzo, ma chi lo sa cosa passa davvero per la testa di un cane? Io l’ho apprezzato molto, sia nella trama che nella morale, nel suo finale e in tutti i gesti di amore incondizionato tra i due veri protagonisti, Enzo e Danny.

 Che altro dire, Buona visione!


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