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PAGINA 69 #31

Eccomi nuovamente qui readers,
è arrivato il momento della Rubrica di Pagina 69. Oggi sul Blog troverete Antonella Perrotta e il suo romanzo, Giuè

Pagina 69

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Autore Emergente se ti sei appena sintonizzato sul mio blog, il giovedì è dedicato a te quindi scegli come vuoi avere un po' di visibilità (segnalazione o pagina 69) e invia un email a gattolibraio@libero.it con il libro 

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Ricordo che la rubrica è stata ideata da Ornella di Peccati di Penna.
 
GIUÈ - ANTONELLA PERROTTA

Genere: Narrativa
Prezzo: € 15,00
Editore: Ferrari Editore
Pagine: 200
Pubblicazione: 6 novembre 2019

Calabria, sabato 1 maggio 1920: la quotidianità di Giosuè, detto Giuè, contadino analfabeta, scorre come sempre, nel suo piccolo mondo lontano da tutti. Non sa che di lì a poco la sua vita cambierà, non sarà mai più la stessa. Si ritroverà di colpo inchiodato a una sorte che lo trasformerà in un perfetto capro espiatorio da consegnare alla grottesca verità. L'immaginazione narrativa di Antonella Perrotta, partendo da un fatto realmente accaduto, distilla una fiaba giudiziaria ricca di grovigli di tensione, in bilico tra dramma e leggerezza, tra superficie e abisso, tra disperazione e speranza. La storia di Giuè diventa così una delicata e potente analisi dell'ipocrisia, della giustizia mancata, dell'indifferenza ma anche della capacità di reagire all'imprevisto. Una fruttuosa commistione tra realtà e fiction, per un romanzo ambientato nel tumulto del primo dopoguerra, con fatti e misfatti tanto attuali come allora.

ESTRATTO


"Si chiamava Giosuè. Come il Poeta.
 Ma non sapeva chi fosse il Poeta e non lo sapevano neanche sua madre Elvira e suo padre Salvatore detto Turuccio, analfabeti per tradizione e senza alcuna voglia di cambiare le usanze di famiglia.
Il nome gli era stato dato dal dottor Emilio Cantalupi, medico condotto con la passione per la letteratura, accorso in aiuto della partoriente che da ore strepitava e bestemmiava nel tentativo di far uscire suo figlio dal ventre. “Sta di schiena” aveva detto il dottore che, infilata la mano nell’utero della paziente, era riuscito a mettere la creatura in posizione. “E mo spingete” aveva aggiunto.
Ed Elvira aveva spinto.
Quando il bambino aveva finalmente visto la luce, il medico l’aveva messo tra le braccia della madre e lei gli aveva regalato un largo sorriso a labbra distese, incurante di due incisivi superiori mancanti che parevano un portone spalancato tra i denti.
“Giosuè. Come il Poeta. È un bel nome” aveva suggerito il dottor Cantalupi con lo sguardo rivolto al portone.
“Sì, sì. Giuè” aveva risposto la donna e aveva continuato a sorridere come solo lei sapeva, senza vergogna e senza misura.
Il medico condotto, per precauzione, aveva allora scritto a chiare lettere il nome e il cognome del neonato, Giosuè Palmitano, su un pezzetto di carta e l'aveva consegnato a Turuccio che lo aveva conservato nella tasca della camicia. “Per l’anagrafe” gli aveva spiegato. “Ma a voi, Turu', il nome Giosuè piace?” aveva chiesto.
“Sini! È bello Giuè!” gli aveva risposto Turuccio e aveva anche lui sorriso di gusto mentre un altro portone, a causa di due incisivi inferiori mancanti, si spalancava dinanzi agli occhi increduli del medico.
Emilio Cantalupi aveva storto le labbra. Mai aveva visto un simile caso clinico: due bocche per fare una sola dentatura completa.
Era l'alba del 20 febbraio 1901. Un vento gelido soffiava dal mare.
Quella mattina, il dottor Cantalupi, stretto nel suo cappotto, si era allontanato dalla casa dei Palmitano con un sacco di patate silane per compenso e una riflessione sulle strane casualità della natura per la testa.
All’anagrafe il nome del piccolo Giosuè era stato registrato correttamente grazie all’appunto del medico condotto, ma ciò non impedì ai Palmitano, e non solo a loro, di continuare a preferire Giuè."
[...]

ANTONELLA PERROTTA

 
Antonella Perrotta nasce in Calabria, dove vive e lavora. Laureata in Giurisprudenza, appassionata da sempre di Storia e di storie, scrittura e letteratura, pubblica con Ferrari editore il suo primo romanzo, GIUÈ, in cui l’amore per la sua terra, le sue passioni, le sue competenze diventano espressione creativa. Suoi racconti sono presenti in volumi collettanei.
Allora che cosa ve ne sembra? Vi ho incuriosito? Correte ad acquistarlo...


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