RECENSIONE: IO SONO ZELDA DI ANDREW DAVID MACRONALD

Zelda è invisibile perché è diversa, che, come è solita spiegare, «è un modo più carino per dire ritardata». È nata con un disturbo cognitivo per il quale gli altri non la ritengono in grado di decidere per se stessa, anche se ormai ha ventun anni e ha le idee molto chiare sulla vita, che organizza rigorosamente in liste da seguire.
 

Io sono Zelda
di Andrew David MacRonald
 
                                                      
Genere: Narrativa
Prezzo: € 17,00 (ebook 9,99)
Editore: Sperling & Kupfer
Uscita: 3 giugno 2020

Per Zelda MacLeish «il mondo è un posto dove le cose che contano di più sono il coraggio e far parte di una tribù, in cui siamo tutti vichinghi che remano insieme al ritmo dello stesso tamburo.»
Zelda adora i vichinghi: ne conosce a memoria tradizioni e miti, ne ammira il coraggio e la possibilità che offrivano a tutti di diventare eroi di una leggenda. Anche alle donne (le valchirie erano più forti di tutti). Anche alle persone quasi invisibili come lei.
Zelda è invisibile perché è diversa, che, come è solita spiegare, «è un modo più carino per dire ritardata». È nata con un disturbo cognitivo per il quale gli altri non la ritengono in grado di decidere per se stessa, anche se ormai ha ventun anni e ha le idee molto chiare sulla vita, che organizza rigorosamente in liste da seguire.
A prendersi cura di lei è Gert: il suo fratello, il suo guerriero, l'unica famiglia che le resti. Gert è bravissimo a sopravvivere alle battaglie della vita, ma anche a mettersi nei guai. Così, quando Zelda scopre che il fratello ha trovato un metodo discutibile e pericoloso per guadagnare i soldi necessari a mantenere entrambi, decide di prendere in mano la situazione.
Ben presto, si ritroverà alle prese con una sfida che metterà a dura prova il suo coraggio vichingo e si scoprirà disposta a tutto pur di scrivere da sola la sua leggenda. Anche ad andare contro le regole, se si tratta di salvare la sua tribù.
RECENSIONE

Zelda ama i vichinghi, Zelda è ossessionata dai vichinghi. Ne conosce gli usi, i costumi, la lingua, i modi di dire e di fare. Zelda è una ragazza socievole, che ama imparare nuove parole sconosciute e segue alla lettera le regole imposte dal fratello.
Ha ventuno anni ma è suo fratello maggiore, Gert, ad occuparsi di lei. Zelda è anche molto divertente e innamoratissima di Marxy ma purtroppo spesso viene chiamata con lo spregiovole appellativo: "ritardata.
Zelda infatti soffre di disturbi cognitivi, causati dalla sindrome alcolica fetale, conosce la situazione e proprio per questo non si abbatte quando viene considerata "diversa". Perchè parliamoci chiaro, anche Gert con mille tatuaggi e piercing ovunque, potrebbe essere considerato una persona strana eppure, è uno studente diligente e un fratello premuroso.

Quando scopre però che Gert, per guadagnare i soldi necessari a mantenere entrambi, ha trovato un metodo piuttosto discutibile e pericoloso, Zelda decide di prendere in mano la situazione e di trasformarsi in una vera vichinga e vivere secondo i loro ideali in cui, la tribù, ovvero la famiglia, viene posta al di sopra di ogni cosa.
Prima però avrà bisogno di diventare una leggenda e affermare la sua credibilità di adulta indipendente.
Proprio per questo motivo, si ritroverà invischiata in una vicenda di gang e droga. Riuscirà Zelda a preseguire il suo compito e a diventare una leggenda per salvare suo fratello?

L’eroe di una leggenda vichinga è sempre più piccolo del cattivo. Ecco perché è una leggenda. Toucan era più grande di me. Ma questo non aveva importanza. Quello che conta sono le dimensioni del tuo cuore. Come Karate Kid, che nel film viene picchiato da un combattente più grande di lui finché usa la sua tecnica speciale, il calcio della gru, per sconfiggere l’avversario. È il coraggio a fare l’eroe. Io non sono grande, tranne quando devo essere coraggiosa e proteggere le persone a cui voglio bene, come Marxy e Gert.
Andrew David MacRonald grazie alla sua penna, ha dato vita ad una fantastica eroina imperfetta capace di trasmettere al lettore, empatia e umanità.
Zelda è coraggiosa, impavida e determinata e ci dimostra con forza e ironia, che anche una ragazza con una disabilità mentale, può trovare la propria strada.
Attraverso il suo punto di vista poi, è lei la voce narrante del libro, la sua singolare visione del mondo finirà con l'influenzare anche il lettore più scettico.

In questo avvincente romanzo di debutto, MacDonald è riuscito a bilanciare abilmente il dramma e la violenza, con l'umorismo e la speranza. Vengono infatti trattati diversi argomenti controversi e problemi attuali tra i giovani e gli adulti con disabilità cognitive ma nonostante ciò,  non si lascia guidare dal solo sentimentalismo che dopo un po', annoierebbero qualsiasi lettore, ma con leggerezza, e quasi giocando, evidenzia il desiderio della protagonista, di essere una persona "normale" e indipendente.

Perché leggere io sono Zelda? Perchè l'eroina di questo libro ci insegna che nella vita bisogna sempre mettersi in gioco e mai arrendersi alle prime difficoltà ma soprattutto, che le maschere non sono necessarie, perchè non dovete assolutamente vergognarvi di essere voi stessi.
Zelda diventerà sicuramente un personaggio indimenticabile, la cui voce distintiva è divertente e stimolante.


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