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PROGETTO INFANZIA: TI CONOSCO, MASCHERINA DI FRANCESCA ROSSI

Salve Gattolettori,
nuovo appuntamento con la rubrica di Progetto Infanzia, visto che il Carnevale ormai è alle porte, ecco qui un simpatico albo sulle maschere.


Ti conosco, mascherina
di Francesca Rossi


Editore: Edizioni Corsare
Prezzo: € 14,90
Uscita: 30 gennaio 2020
Link d'acquisto: QUI

Attori girovaghi, carrozzoni con teatri smontabili, bauli pieni di bellissimi abiti di scena e... le maschere tradizionali: da Arlecchino a Pantalone, da Pulcinella a Brighella, da Colombina a Rosaura. Il meraviglioso mondo della Commedia dell'Arte e le sue maschere si presentano al lettore per fargli conoscere il fantastico gioco del travestimento e del Carnevale, l'eterno gioco del teatro. Età di lettura: da 4 anni.
RecensionE


Colombina la messaggera cerca, cerca la Primavera
la più bella che ci sia me la voglio portare via.

Ecco qui che l’ha trovata, tutta bella incipriata
con le scarpe di cioccolata, Colombina vuol ballar.

È la sera di Carnevale, Colombina vuol ballare
e si fece accompagnare da un vecchio Barbablù
che saresti proprio tu.


Questa canzoncina veniva intonata appena si avvicinava il Carnevale, uno dei momenti più belli dell'anno, vent'anni fa infatti questa festa era molto più sentita di adesso. Pagliacci, pulcinelle, arlecchini, punk, conigli ecc scendevano tutti nelle piazze per mettersi in mostra e intraprendere delle vere e proprie guerre con i coriandoli. Ora purtroppo ti accorgi che è arrivato il Carnevale solo grazie alla frappe e alle castagnole. Sembra che non ci sia neanche più il tempo per mascherarsi e i pochi che lo fanno, abbandonano la fantasia e le maschere classiche, per supereroi o prodotti già pronti.

Ti conosco, mascherina è un albo molto carino che ha la capacità sia di far fare agli adulti un bel tuffo nel passato, che consocere ai più piccoli le vere maschere tradizionali: da Arlecchino a Pantalone, da Pulcinella a Brighella, da Colombina a Rosaura e così via...
Il libro inizia proprio con l'arrivo in città di un carrozzone pieno di attori/maschere, pronti a mettere su un grandissimo spettacolo. Un carrozzone che nasconde un mondo magico, ricco di costumi, trucchi ecc



Volete conoscere alcune delle maschere che appartengono al meraviglioso mondo della Commedia e dell'Arte?

COLOMBINA è una maschera del Veneto, nata a Venezia. L’unica maschera femminile ad imporsi in mezzo a tanti personaggi maschili è Colombina, briosa e furba servetta. E’ vivace, allegra e sapiente, civetta e furba, graziosa, bugiarda, maliziosa e pungente, spensierata, chiacchierina e parla veneziano. E’ molto affezionata alla sua signora, altrettanto giovane e graziosa, Rosaura, e pur di renderla felice è disposta a combinare imbrogli su imbrogli. Con i padroni vecchi e brontoloni va poco d’accordo e schiaffeggia senza misericordia chi osa importunarla mancandole di rispetto. Indossa una cuffia e un vestito a fiori bianchi e blu che spiccano sulla gonna blu e sulle calze rosse. Sulla fibbia delle scarpe c’è un fiocchetto azzurro. Prende in giro le persone che le stanno vicino ed è portata a farsi beffe di loro. 

PULCINELLA è forse la maschera più antica del nostro paese. conosciuta ai tempi dei Romani e sparita con l’arrivo del Cristianesimo, la maschera di Pulcinella è risorta nel ’500 con la Commedia dell’Arte. Da allora questa maschera personifica virtù e vizi, del borghese napoletano, ma, accolto in tutta Europa ha assorbito  le caratteristiche nazionali: in Inghilterra è Punch, corsaro e donnaiolo; in Germania è Pulzinella e I-lanswurst cioè Giovanni Salsiccia; in Olanda è Tonelgeek; in Spagna è Don Christoval Polichinela. La maschera di Pulcinella si adatta ad ogni ruolo: padrone, servo, domestico, magistrato, ma in nessun caso atletico. Sobrio nei movimenti, lento, goffo e di poche parole, ma, quando parla, è sempre secco e mordente.

 
La maschera di ARLECCHINO proviene dalla Lombardia. E’ tra le maschere più famose. Nato a Bergamo, è molto conosciuto per il suo vestito di “cento” colori. Il suo vestito è così colorato perché, essendo povero, i suoi amici, in occasione del Carnevale, gli regalano dei pezzi di stoffa avanzati dai loro costumi, in modo che possa averne uno anche lui. Pare anche che la madre, poverissima, gli abbia cucito il vivace costume con stoffe di vari colori. Secondo un’altra versione, sembra che Arlecchino sia stato al servizio di un avarissimo speziale che lo vestiva con le toppe dei propri abiti sdruciti. Durante il periodo della Commedia dell’Arte, nella quale le Maschere Italiane raggiunsero un grande successo ed ebbero anche un pubblico europeo, gli attori che impersonavano Arlecchino, la trasformarono, conservando la maschera nera e il berretto bianco, sostituendo l’antico abito rappezzato con un elegante costume, nel quale le toppe dei tempi poveri sono vagamente ricordate da losanghe a colori alterni, ma ben disposte. Ha una maschera nera e una spatola di legno. E’ stravagante e scapestrato, ma pieno di astuzia e di coraggio. Soffre di una brutta malattia: la pigrizia.

Le illustrazioni quindi aiuteranno i più piccoli a conoscere sia gli attori/maschere, che l'origine della commedia Italiana. 
I testi poi, pur essendo molto poetici, non seguono uno schema narrativo preciso, le rime sono libere e per questo risulta molto semplice da comprendere.

Ne volete sapere di più? Allora non perdetevi la lettura di questo bellissimo albo, illustrato da Francesca Rossi che, tra carovane, maschere e spettacoli, vi trascinerà verso un viaggio affascinante e pieno di colori. 

Mamme... ritiriamo fuori le maschere classiche, lasciamo per un attimo spider-man, hulk, capitan america o Masha, erano così belli quegli anni delle semplici e fantasiose.


1 commento

  1. Una volta mi sono vestita da Arlecchino: è stato divertente! Questo albo è molto interessante <3

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