Buongiorno Gattolettori,
vi capita mai di leggere libri in cui l'ambientazione diventa quasi un personaggio?
In "Tutto è nel bosco” di Antonio G. Bortoluzzi accade proprio questo! La montagna non fa semplicemente da sfondo, ma entra nelle vite dei protagonisti, le accompagna, le mette alla prova e, in qualche modo, custodisce anche i loro segreti.
di Antonio G. Bortoluzzi
Genere: Narrativa
Editore: Marsilio
Prezzo: € 18,00 (ebook € 11,99)
Pagine: 272
Uscita: 29 settembre 2026
Tra la fine degli anni Ottanta e il 2011, a Valdisasso, le grandi vicende del mondo risuonano come un’eco lontana attraverso i notiziari della sera. Lungo le strade del paese, nelle valli e sulle pendici delle montagne che lo circondano, si muovono personaggi le cui vite, tese su un filo sottile e tenace quanto il paesaggio alpino, finiranno per toccarsi. Virginia, impiegata schietta e di poche parole, è diventata madre troppo presto. Nicholas, suo figlio, è un ragazzo costretto a crescere senza un padre, e a trovare il suo sostituto in Andrea, un uomo sensibile e innamorato della madre, che lotta per difendere un intero ecosistema dalle bramosie di chi vorrebbe ampliare una cava. Bruno, inquieto e solitario, è un bracconiere ossessionato dalla cattura dell’orso del vallone. Nei boschi che assediano Valdisasso, in seguito a un tragico incidente, i loro destini s’intrecceranno in una storia che affonda le proprie radici nell’isolamento di una valle montana lontana da tutto, un luogo a tratti spietato, ma permeato di un’umanità che conosce l’amore anche se non lo nomina quasi mai. Dopo Come si fanno le cose e Il saldatore del Vajont, Bortoluzzi torna al romanzo per raccontare la montagna e le valli che conosce bene, strette tra le Dolomiti e la pianura, interrogandosi su cosa si può fare quando le persone a noi più care se ne vanno e si è troppo piccoli per dare un nome alla morte, su cosa significa tenere fede a una promessa, su cosa vuol dire prendersi cura di un luogo accanto alle persone con le quali ci troviamo a condividere un pezzo della nostra esistenza. Una storia di montagna in cui molte cose crollano, ma dove ciò che resiste brilla come una speranza.
Il romanzo ci porta a Valdisasso tra la fine degli anni Ottanta e il 2011, in un piccolo paese circondato da valli, boschi e montagne.
Mentre le grandi vicende del mondo arrivano attraverso i notiziari della sera, qui la vita sembra procedere con un ritmo tutto suo.
Fin da subito facciamo la conoscenza di Virginia, diventata madre troppo presto, e suo figlio Nicholas, cresciuto senza un padre. Accanto a loro c'è Andrea, innamorato di Virginia e impegnato a difendere il territorio dalla possibile espansione di una cava.
E poi c'è Bruno (non è il non si nomina Bruno di Encanto), solitario, inquieto, un bracconiere ossessionato dalla cattura dell'orso che vive nel vallone.
Personaggi apparentemente lontani tra loro, fino a quando un tragico incidente nel bosco finirà inevitabilmente per intrecciare i loro destini.
Devo dire che questo romanzo mi ha conquistata soprattutto per l'atmosfera.
Il bosco è bellissimo, ma non è mai rassicurante fino in fondo. La montagna può proteggere, ma può anche essere dura e spietata. E gli uomini che la abitano sembrano aver imparato proprio da lei a mostrare poco quello che sentono.
In questo libro, infatti, l'amore raramente viene dichiarato e forse questo è l'aspetto che mi è piaciuto maggiormente.
L'autore ci racconta di personaggi che portano addosso solitudini, assenze e ferite senza trasformarle continuamente in parole. Anche il dolore viene affrontato in modo molto concreto, soprattutto attraverso Nicholas e quella domanda difficilissima che prima o poi tutti siamo costretti ad affrontare: come si impara a convivere con l'assenza di qualcuno che amiamo?
È un romanzo malinconico, a tratti duro, ma non l'ho trovato privo di speranza anzi, forse il messaggio che mi è rimasto maggiormente in presso, è proprio questo: alcune cose inevitabilmente crollano, altre invece riescono a resistere.
Consiglio questo romanzo a chi ama le storie di montagna, i romanzi familiari e quei libri fatti di personaggi che parlano poco ma riescono comunque a dire moltissimo.
Perché a Valdisasso gli uomini possono provare a nascondere i propri sentimenti quanto vogliono ma il bosco, alla fine, sembra sapere tutto.








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