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NERDLANDIA: GIOCO DA TAVOLA. TRIAL OF THE GODS

Oggi andiamo nell’antica Grecia, più precisamente ai tempi del mito; infatti, la mitologia greca è da sempre una fonte inesauribile di ispirazione per giochi da tavolo, videogiochi, film e romanzi. Divinità, eroi leggendari, mostri e viaggi impossibili costituiscono un'ambientazione perfetta per raccontare grandi avventure. È questa, in sostanza, è quello che Ludus Magnus Studio ha trasportato nel gioco da tavolo Trial of the Gods, che porta i giocatori nel Mar Egeo, nei panni di valorosi Argonauti impegnati in una sfida per conquistare gloria, ricchezze e soprattutto il favore degli dèi.

 

OBE PIECE - ESCAPE GAME: CACCIA AL TESORO

 

 

Genere: Escape Game
Giocatori: 1-5
Durata: 60 minuti
Età minima: 14+

 

L'ambientazione è immediatamente riconoscibile: isole misteriose da esplorare, creature mitologiche da affrontare, divinità dell'Olimpo da compiacere e il leggendario Vello d'Oro da conquistare. Ma dietro questa veste fortemente tematica si nasconde un gioco strategico ricco di possibilità, nel quale la capacità di pianificare le proprie azioni e costruire un motore efficace diventa fondamentale.

Il gioco combina esplorazione, combattimento, deckbuilding, gestione delle risorse e sviluppo del proprio capitano, creando un'esperienza che, almeno nelle intenzioni, vuole unire il fascino dell'avventura mitologica a una struttura strategica piuttosto articolata. Ma dietro le splendide illustrazioni e l'abbondanza di miniature e componenti si nasconde soprattutto un gioco di ottimizzazione, nel quale ogni scelta può contribuire alla costruzione del proprio motore di gioco.

La prima cosa che colpisce quando si apparecchia Trial of the Gods è la presenza scenica. Il tavolo si trasforma rapidamente in un piccolo arcipelago mitologico, popolato da templi, eroi, creature fantastiche e divinità. L'impressione iniziale è quella di trovarsi davanti a un gioco di avventura, quasi una spedizione epica sulle tracce degli eroi della mitologia greca.

Ogni giocatore interpreta un Capitano degli Argonauti e dovrà guidare la propria spedizione attraverso l'Egeo. L'obiettivo non è semplicemente arrivare alla fine del viaggio: bisogna costruire la propria leggenda. Esplorare, affrontare mostri, ottenere il favore delle divinità, sviluppare il proprio personaggio e competere nelle prove olimpiche sono tutti strumenti attraverso i quali cercare di ottenere la gloria necessaria per prevalere sugli avversari. È proprio questa molteplicità di obiettivi a caratterizzare l'esperienza di gioco.

Uno dei primi aspetti che colpiscono di Trial of the Gods è la quantità di materiale presente nella scatola.


Tra i numerosi componenti troviamo: 

- plance dei giocatori
- tabellone dell'arcipelago
- carte Azione;
- carte relative alle divinità
- carte Talento
- carte dedicate alle creature
- segnalini
- miniature e/o componenti raffiguranti gli Argonauti
- elementi relativi ai templi e alle Case degli dèi
- componenti utilizzati durante le prove olimpiche
- varie risorse necessarie allo sviluppo dei Capitani

Il risultato è un tavolo piuttosto spettacolare, soprattutto quando la partita è ormai entrata nel vivo. Le illustrazioni contribuiscono in maniera importante all'atmosfera e riescono a trasmettere bene il carattere epico dell'ambientazione. La componentistica ha però anche un rovescio della medaglia: il setup è tutt'altro che immediato. Bisogna predisporre numerosi elementi prima di poter iniziare e, alla fine della partita, rimettere tutto nella scatola richiede un po' di pazienza. Anche le dimensioni del gioco richiedono uno spazio adeguato. Non è il classico titolo che si può apparecchiare comodamente su un tavolino particolarmente piccolo.

Il regolamento di Trial of the Gods è probabilmente uno degli aspetti che richiede maggiore attenzione. Il problema non deriva necessariamente dalla difficoltà delle singole regole, ma dalla quantità di sistemi che devono essere compresi contemporaneamente.

Durante una partita entrano infatti in gioco:

- movimento
- esplorazione
- combattimento
- deckbuilding
- gestione dell'Energia
- acquisizione dei Talenti
- Argonauti e Gregari
- creature
- divinità
- prove olimpiche
- condizioni di punteggio 

La prima partita può quindi risultare piuttosto impegnativa. È normale avere la sensazione di dover consultare frequentemente il regolamento e di non riuscire, almeno inizialmente, a comprendere completamente le conseguenze delle proprie azioni.
La situazione migliora sensibilmente dopo la prima partita. Una volta compreso il funzionamento generale, i vari sistemi iniziano a incastrarsi e diventa molto più semplice concentrarsi sulla strategia. La curva di apprendimento è quindi abbastanza marcata, ma il gioco ricompensa chi è disposto a dedicargli il tempo necessario.

Come abbiamo già detto, il Mar Egeo è il grande teatro delle nostre imprese. Muovendosi tra le diverse isole, gli Argonauti possono esplorare nuovi territori e andare alla ricerca delle opportunità necessarie per migliorare la propria posizione.
Naturalmente, un viaggio nella mitologia greca non potrebbe essere completo senza mostri. Le creature mitologiche rappresentano una delle principali fonti di confronto e permettono di mettere alla prova le capacità del proprio Capitano. Affrontarle significa però valutare attentamente il rapporto tra rischio e ricompensa. Il combattimento, infatti, non vuole trasformarsi in una lunga simulazione tattica. Gli scontri sono funzionali alla struttura generale del gioco: affrontare un mostro significa cercare di ottenere una ricompensa che possa alimentare la propria strategia.
Anche le divinità non sono semplicemente una decorazione tematica, ma solo parte della strategia, le diverse Case degli dèi rappresentano veri e propri elementi strategici che permettono di sviluppare il proprio Capitano e costruire il proprio stile di gioco.
Durante la partita si acquisiscono carte che entrano nel proprio mazzo e che consentono di compiere diverse azioni.

È qui che emerge il cuore del gioco: il deckbuilding.
La loro acquisizione permette di modificare progressivamente le possibilità del proprio Capitano, creando combinazioni sempre più efficienti. Una partita può quindi iniziare con un Argonauta relativamente limitato nelle proprie possibilità e trasformarsi gradualmente in una macchina capace di concatenare azioni, sfruttare bonus e ottenere sempre maggiori vantaggi. Per me la sensazione di crescita è uno degli aspetti più soddisfacenti del gioco.

Infatti uno degli elementi per me più interessanti è la progressiva evoluzione del Capitano. Durante la partita si accumulano risorse, si acquisiscono Talenti e si ottengono nuovi Argonauti e creature che possono contribuire alla spedizione. Un giocatore può concentrarsi maggiormente sull'esplorazione, un altro può puntare sulla forza militare e sui combattimenti, mentre un terzo può cercare di ottenere il maggior favore possibile dalle divinità. Il bello è che nessuna di queste strade vive completamente separata dalle altre. Trial of the Gods richiede infatti di tenere d'occhio diversi aspetti contemporaneamente e di capire quando sia il momento di cambiare direzione.

Come se non bastasse, a intervallare l'avventura troviamo le prove olimpiche.
Questi momenti introducono una competizione parallela tra gli Argonauti e contribuiscono anche alla gestione dell'ordine di turno. L'idea è molto coerente con l'ambientazione: gli eroi non stanno soltanto cercando il Vello d'Oro, ma stanno anche cercando di dimostrare agli dèi di essere i più valorosi. Dal punto di vista del ritmo, però, le Olimpiadi possono risultare meno integrate rispetto agli altri elementi del gioco. Per alcuni giocatori rappresenteranno una piacevole variazione, mentre per altri potrebbero sembrare una parentesi che interrompe leggermente il flusso dell'avventura. Su questo aspetto penso abbiano voluto riprendere la tregua olimpica (ekecheiria), infatti durante le Olimpiadi veniva proclamata che imponeva la sospensione di ogni guerra in tutta la Grecia.

Trial of the Gods ha l'aspetto di un grande gioco di avventura, ma il suo cuore è decisamente strategico. Non basta muovere il proprio Argonauta sulla mappa e affrontare il maggior numero possibile di mostri. Ogni azione deve essere valutata in funzione del proprio sviluppo. Per questo motivo Trial of the Gods dà il meglio di sé quando tutti i giocatori hanno già superato la fase iniziale di apprendimento e iniziano a vedere le possibilità offerte dal sistema. La prima partita può infatti essere impegnativa: le regole sono numerose e gli elementi da tenere sotto controllo non sono pochi. Dopo aver assimilato il sistema, però, il gioco diventa progressivamente più leggibile e permette di concentrarsi maggiormente sulle proprie strategie. Nonostante il tema suggerisca epici scontri tra eroi, Trial of the Gods non è un gioco basato principalmente sul combattimento diretto tra i partecipanti, l'interazione è soprattutto indiretta. Gli avversari competono per le opportunità disponibili, cercano di ottenere determinate ricompense prima degli altri e devono tenere sotto controllo le mosse dei rivali.

Il gioco è altamente rigiocabile, la costruzione del mazzo e le diverse possibilità di sviluppo del Capitano permettono infatti di sperimentare strategie differenti. Una partita può essere orientata verso l'esplorazione, quella successiva verso il combattimento o verso la ricerca del favore degli dèi. Questa libertà rende le partite successive particolarmente interessanti, perché si comincia a comprendere meglio le sinergie tra le diverse componenti.

La mitologia greca è sicuramente il suo biglietto da visita un gran biglietto da visita: Argonauti, dèi, mostri, templi e il Vello d'Oro creano un’ottima base capace di attirare immediatamente l'attenzione, ma è il sistema di gioco a dare sostanza all'esperienza. La costruzione del mazzo, la gestione delle risorse, lo sviluppo del Capitano e la necessità di scegliere con attenzione come sfruttare ogni turno rendono la partita molto più ragionata di quanto l'aspetto puramente avventuroso potrebbe far pensare. Ed è forse proprio questa la sua caratteristica più interessante: dietro la ricerca del Vello d'Oro non c'è soltanto la storia di un gruppo di eroi, ma una sfida tra giocatori che cercano di trasformare il proprio Argonauta nel campione più celebrato dagli dèi. 

E voi cosa aspettate a partire con Giasone alla ricerca del Vello d’Oro?
 
 

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