Buongiorno readers,
oggi vi parliamo un di librogame che ha vinto il concorso I
Corti di Librogames Land 2025, scritto da Michele Buonanno (stesso
autore di 49 Chiavi e La Casa degli Automi) ed inserito da Aristea come terzo
libro della collana Per Speculum
“Non dipingo ciò che
vedo, ma ciò che ho visto.”
Edvard Munch
In un angolo dimenticato della Polonia, tra le onde gelide del Mar Baltico, si erge una villa fatiscente che, più che un semplice edificio, sembra un sadico enigmista in attesa di farci scoprire l’orrore. Questo è il cuore pulsante di Mir’aat, un affascinante librogame che fonde il mistero con il paranormale ed invita il lettore a perdersi nei suoi enigmi.
La storia ci pone nei panni di un uomo in cerca di un vecchio amico, un pittore di nome Victor Alder, che, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale si è rifugiato, insieme a due suoi amici, in una villa isolata e se né persa ogni traccia. La villa, lontana dalle luci della città e dimenticata dal tempo, è avvolta da un’aura inquietante. Mentre il protagonista esplora le stanze polverose e scivola tra i corridoi, l’atmosfera si carica di segreti, ed il lettore è trascinato in una spirale di smarrimento e orrore.
La narrazione ci porta ad una serie di scelte che pongono il lettore di fronte a enigmi e misteri da risolvere. La villa, infatti, è un puzzle in cui ogni stanza, ogni oggetto, ogni interazione è una tessera da collocare con attenzione. Non ci sono dadi né punteggi da accumulare; ciò che conta è la capacità di osservare, ricordare e ragionare, come in un’avventura grafica o in un gioco punta e clicca. Chi ha già giocato a 49 Chiavi può riconoscerne il design ed i tecnicismi che si traducono in assenza dei tiri di dado o di scelte fortunose, ma solo logica e intuizione.
Ogni passaggio ci avvicina un po’ di più alla verità, ma ogni errore può condurre a nuove rivelazioni e a smarrimenti profondi. La trama, con il suo lato oscuro e tormentato, è arricchita da un’atmosfera che sembra provenire da una fiaba gotica, dove l’arte, il dolore e il soprannaturale si intrecciano in modo inquietante. La riflessione sull’arte e sul sacrificio personale è il filo conduttore che accompagna il protagonista e il lettore lungo il viaggio.
Il libro, pur essendo relativamente breve (si può anche finire in una sola sessione di lettura), ha una profondità notevole. Ogni paragrafo invita a prendere appunti per scoprire nuovi dettagli in futuro, ad interpretare segni nascosti ed a risolvere enigmi. Le illustrazioni di Erica Rossi contribuiscono ulteriormente a intensificare l’atmosfera misteriosa, con immagini che riflettono perfettamente il tono oscuro della narrazione.
Per chi ha già apprezzato opere come 49 Chiavi, Mir’aat ne rappresenta una sorta di fratellino in miniatura, perfetta per chi desidera un’esperienza breve ma intensa. Il formato compatto lo rende un’ottima introduzione al genere dei librogame senza alea, mantenendo la stessa intensità, la stessa ricerca di logica ed intuizione che contraddistingue gli altri lavori dell’autore.
In conclusione, Mir’aat è un libro che cattura stimolando il ragionamento e che ti lascia con una sensazione di riflessione ben oltre la fine della lettura. Un’esperienza da trascorrere con la mente immersa in un enigma dopo l’altro, dove la verità si cela dietro le scelte più difficili. Michele Buonanno, ancora una volta, dimostra la sua maestria nel costruire storie che non si limitano a intrattenere, ma che coinvolgono profondamente il lettore.
Cosa stai aspettando? Sali in auto e vai dal tuo amico, e non dare troppo adito a quella storia dell’occhio.
PRO
Immersivo
Enigmi ben fatti
Veloce
CONTRO







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