Buongiorno Gattolettori,
oggi vi parlerò di un romanzo per ragazzi che parla vi conquisterà sia per la storia che ì per la fantastica atmosfera.
La città del grande sonno
di Sebastiano Ruiz-Mignone
Genere: Narrativa per ragazzi
Editore: Chiaredizioni
Prezzo: € 14,90
Pagine: 140
Uscita: 11 luglio 2025
Andrea vive un'infanzia e un'adolescenza felice, circondato da amici e personaggi curiosi: pittori, scultori, netturbini, idraulici a tempo perso e cani e gatti fuori dall'ordinario. Ma ciò che rende davvero unica la sua storia è il luogo in cui tutto questo accade. Andrea, infatti, non vive in un quartiere qualsiasi: la sua casa è all'interno di un enorme cimitero monumentale affacciato sul mare. Un luogo solenne e surreale, con tombe grandi come castelli, piramidi, cripte e ville barocche, che sembrano uscite da un film fantasy o da un parco a tema gotico. Una sorta di Disneyland funebre, dove ogni angolo nasconde un'avventura. In questo scenario fuori dal tempo, Andrea cresce tra gioco e scoperta, imparando a guardare la vita e la morte con occhi diversi. Ma, fuori dai cancelli, il mondo non è sempre gentile. Il mare, suo rifugio e confidente, può diventare teatro di paure, soprattutto quando incontra bulli pronti a infastidirlo solo perché è diverso. Eppure, è proprio da queste difficoltà che nasce la sua forza: uno sguardo ironico e profondo, capace di trasformare ogni giorno in una storia da ricordare. Età di lettura: da 13 anni.
RECENSIONE
Sebastiano Ruiz-Mignone ci accompagna in un romanzo di formazione poetico e sorprendente, ambientato in uno dei luoghi più insoliti e affascinanti che si possano immaginare: un grande cimitero monumentale affacciato sul mare, una sorta di “Disneyland gotica” dove la vita scorre tra statue di angeli, cappelle barocche, piramidi e tombe immense come piccole città silenziose.
È qui che cresce Andrea, un protagonista che guarda il mondo con occhi limpidi e curiosi, capace di trovare la meraviglia anche dove gli altri vedrebbero solo l’ombra della morte. La sua infanzia si muove tra personaggi bizzarri e affettuosi – pittori, artigiani, scultori, animali straordinari – tutti accomunati dalla capacità di trasformare un luogo apparentemente freddo in una casa brulicante di vita.
Ruiz-Mignone scrive con una delicatezza contagiosa. La sua prosa è lieve, ironica, intrisa di stupore infantile, ma sa improvvisamente farsi profonda quando affronta temi più complessi come la solitudine, la diversità e la durezza del mondo esterno.
La sua narrazione ha la leggerezza di una fiaba ma il peso emotivo di un romanzo di formazione: ogni capitolo è una piccola avventura, un frammento di vita che si inserisce nel mosaico dell'identità del protagonista.
Lo stile è immediato, ricco di immagini vivide – il mare che respira, il vento che passa tra i mausolei, il sole che si posa sulle statue come una carezza – e allo stesso tempo fortemente metaforico. Il fatto che Andrea viva in un cimitero non è solo un espediente narrativo originale: diventa un simbolo di crescita, un modo per guardare la vita da una prospettiva insolita e piena di significato.
Il romanzo affronta il tema dell’infanzia “diversa”, di chi cresce fuori dagli schemi, imparando prima degli altri a convivere con ciò che gli altri temono. Ma parla anche di resilienza: Andrea scopre presto che al di là dei cancelli il mondo può essere crudele – soprattutto con chi non si conforma – e i bulli che incontra rappresentano quel confine tra innocenza e realtà con cui ogni adolescente è destinato a scontrarsi.
Il mare, presenza costante, è un rifugio, un confidente, ma anche un luogo di prove e paure.
L’autore riesce a dipingere una storia che profuma di salsedine, marmo, vento, ma soprattutto di scoperta: la scoperta che si può essere speciali anche quando tutto fuori sembra sussurrare il contrario.
PRO ✅
È qui che cresce Andrea, un protagonista che guarda il mondo con occhi limpidi e curiosi, capace di trovare la meraviglia anche dove gli altri vedrebbero solo l’ombra della morte. La sua infanzia si muove tra personaggi bizzarri e affettuosi – pittori, artigiani, scultori, animali straordinari – tutti accomunati dalla capacità di trasformare un luogo apparentemente freddo in una casa brulicante di vita.
Ruiz-Mignone scrive con una delicatezza contagiosa. La sua prosa è lieve, ironica, intrisa di stupore infantile, ma sa improvvisamente farsi profonda quando affronta temi più complessi come la solitudine, la diversità e la durezza del mondo esterno.
La sua narrazione ha la leggerezza di una fiaba ma il peso emotivo di un romanzo di formazione: ogni capitolo è una piccola avventura, un frammento di vita che si inserisce nel mosaico dell'identità del protagonista.
Lo stile è immediato, ricco di immagini vivide – il mare che respira, il vento che passa tra i mausolei, il sole che si posa sulle statue come una carezza – e allo stesso tempo fortemente metaforico. Il fatto che Andrea viva in un cimitero non è solo un espediente narrativo originale: diventa un simbolo di crescita, un modo per guardare la vita da una prospettiva insolita e piena di significato.
Il romanzo affronta il tema dell’infanzia “diversa”, di chi cresce fuori dagli schemi, imparando prima degli altri a convivere con ciò che gli altri temono. Ma parla anche di resilienza: Andrea scopre presto che al di là dei cancelli il mondo può essere crudele – soprattutto con chi non si conforma – e i bulli che incontra rappresentano quel confine tra innocenza e realtà con cui ogni adolescente è destinato a scontrarsi.
Il mare, presenza costante, è un rifugio, un confidente, ma anche un luogo di prove e paure.
L’autore riesce a dipingere una storia che profuma di salsedine, marmo, vento, ma soprattutto di scoperta: la scoperta che si può essere speciali anche quando tutto fuori sembra sussurrare il contrario.
PRO ✅
- Ambientazione assolutamente originale: un cimitero monumentale trasformato in un luogo vivo, poetico e sorprendentemente accogliente.
- La scrittura è delicata, ironica e ricca di immagini evocative che incantano il lettore.
- Il romanzo tratta temi importanti – diversità, bullismo, crescita personale – con tatto e profondità.
- Andrea è un protagonista autentico, dolce e coraggioso, capace di conquistare fin dalle prime pagine.
- L’atmosfera è unica: malinconica e luminosa allo stesso tempo, perfetta per accompagnare un percorso di formazione.
CONTRO ❌
- Il ritmo, soprattutto all’inizio, può risultare un po’ lento per i lettori più giovani o impazienti.
- Alcuni personaggi secondari sono così affascinanti che si vorrebbe conoscerli meglio: a tratti si sente la mancanza di un approfondimento maggiore.
- L’età consigliata (13 anni) è appropriata, ma i temi più simbolici potrebbero essere apprezzati appieno da lettori leggermente più grandi.
“La città del grande sonno” è un romanzo che parla della vita usando come sfondo la morte, ma lo fa con una grazia rara e una sensibilità fuori dal comune.
Una storia che invita a guardare il mondo con meraviglia, anche quando sembra avvolto dall’ombra. Un libro che incanta, emoziona e resta nel cuore.
Una storia che invita a guardare il mondo con meraviglia, anche quando sembra avvolto dall’ombra. Un libro che incanta, emoziona e resta nel cuore.








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