. CINEGATTO: IL MONDO DIETRO DI TE MOSTRA LA NOSTRA INFELICITÀ - Il Salotto del Gatto Libraio CINEGATTO: IL MONDO DIETRO DI TE MOSTRA LA NOSTRA INFELICITÀ - Il Salotto del Gatto Libraio

Fumettilandia

Cinegatto

LeacchiappaVip

CINEGATTO: IL MONDO DIETRO DI TE MOSTRA LA NOSTRA INFELICITÀ

Il film diretto da Sam Esmail, con Julia Roberts, Ethan Hawke e Mahershala Ali è disponibile su Netflix. 


Scheda Film


 

In questo thriller apocalittico dal premiato sceneggiatore e regista Sam Esmail (Mr. Robot), Amanda (il premio Oscar® Julia Roberts) e il marito Clay (il candidato agli Oscar® Ethan Hawke) affittano una casa di lusso per un fine settimana con i figli Archie (Charlie Evans) e Rose (Farrah Mackenzie). La vacanza viene subito sconvolta dall'arrivo di notte di due sconosciuti: G.H. (il premio Oscar® Mahershala Ali) e la figlia Ruth (Myha’la), che li informano di un misterioso cyberattacco e vogliono rifugiarsi nella casa di cui dicono di essere i proprietari. Le due famiglie fanno il punto del disastro che incombe e che diventa sempre più terrificante, obbligandoli a venire a patti con il loro ruolo in un mondo prossimo al collasso. Il film è tratto dal romanzo - candidato ai National Book Award - di Rumaan Alam, Il mondo dietro di te, ed è prodotto da Esmail Corp e Red Om Films. La produzione esecutiva è di Higher Ground Productions.

 

IL MONDO DIETRO DI TE MOSTRA LA NOSTRA INFELICITÀ

Basato sul romanzo di Rumaan Alam, Il mondo dietro di te è un thriller che nasconde tematiche più profonde di quanto non voglia dare a vedere. A prima vista, infatti, sembra di trovarci davanti a un classico thriller in cui degli estranei entrano in casa (non tua, ma la casa che hai affittato per un week-end fuori porta) e le cui intenzioni potrebbero non essere delle migliori. Ma col passare dei minuti, il film prende un'altra piega: non sono più quegli estranei il problema, ma il mondo fuori da quella casa. 




Gli Stati Uniti sono sotto attacco, non si sa di chi, non si sa perché. Non ci è dato sapere, né a noi né ai protagonisti. Perché una delle prime cose a essere messa fuori uso è la tecnologia. Niente internet né tv e nemmeno radio. Impossibile sapere se ciò che sta accadendo è limitato al luogo in cui si trovano Amanda, Clay e i loro figli Archie e Rose, o se riguarda tutti gli Stati Uniti, se non il mondo intero. Così, dalla loro casa vacanze a Long Island possono solo vedere una New York lontana, senza la possibilità di sapere di più, ma con la certezza di essere osservatori di una catastrofe. Per quanto anche loro siano colpiti, si trovano in una posizione di distanza rispetto all'epicentro del disastro. 




Esmail propone un film audace, con inquadrature perfette ma che inizialmente possono catturare eccessivamente l'attenzione. Ci si chiede il perché di quelle vorticose inquadrature, quasi da capogiro, che seguono una storia in cui di certo il mondo è sottosopra, ma che distraggono inizialmente l'occhio. In un mix di stile alla Lanthimos, con richiami a Lost e quant'altro, irrompe prepotentemente Friends, il telefilm degli anni '90 che cattura i pensieri della piccola Rose, disperata per la mancanza di connessione che non le permette di vedere il finale della sua amata sitcom. C'è Clay, il papà che è perso senza gps, senza internet, senza cellulare, che si comporta da papà solo quando viene messo a dura prova. C'è la mamma Amanda che odia tutti, la razza umana, che non si fida, e che rappresenta decisamente tutti noi. C'è il figlio Archie che sembra non accorgersi di quello che sta succedendo, quasi non toccato da nulla intorno a lui. E poi ci sono i due estranei, G.H. e Ruth, padre e figlia che dicono di essere i proprietari della casa in cui la famiglia di Clay sta passando il week-end, e di aver bisogno di entrare. 




Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio... ma Il mondo dietro di te vuole raccontare la nostra infelicità, il nostro essere così attaccati al passato e alla finzione da non voler vedere cosa davvero sta accadendo. Vuole mostrarci quanto siamo inghiottiti in un meccanismo di autodifesa che identifica immediatamente l'altro come nemico. E poi, vuole mostrarci disumanizzati, perché siamo più simili a degli schiavi dei telefonini che altro. 




                                          

 

Nessun commento

Powered by Blogger.