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CINEGATTO: NON COSÌ VICINO RACCONTA QUANTO POCO CONOSCIAMO (DAVVERO) GLI ALTRI

Nelle sale italiane Non così vicino, di Marc Forster con Tom Hanks, adattamento cinematografico del libro "A man called Ove" ("L'uomo che metteva in ordine il mondo"). 


Scheda Film



Otto Anderson, rimasto da poco vedovo, è un uomo rigido e incapace di relazionarsi con gli altri. Se la prende con qualunque persona che non rispetta alla lettera i regolamenti. Quando qualcuno entra senza permesso con l'auto nell'area riservata dove c'è anche il suo appartamento o non fa correttamente la raccolta differenziata, ci pensa lui a farglielo notare. Ogni giorno organizza infatti una ronda per controllare se c'è qualcosa che non va. In più non si è mai ripreso dalla morte della moglie Sonya a cui era legatissimo e programma il suicidio in più di un'occasione. A movimentare improvvisamente la sua esistenza c'è l'arrivo di Marisol e del marito che hanno affittato una casa di fronte alla sua. La giovane donna, già madre di due bambine e in attesa del terzo figlio, irrompe come un uragano nella sua vita e tra loro nasce gradualmente un'amicizia che resterà per sempre.

NON COSÌ VICINO RACCONTA QUANTO POCO CONOSCIAMO (DAVVERO) GLI ALTRI 

Non così vicino è una piccola lente d'ingrandimento su un quartiere qualunque, abitato da persone che potrebbero essere i nostri vicini, con vite ordinarie e case poco straordinarie (ma sicuramente più grandi delle nostre). Tra loro c'è Otto Anderson, il vicino scorbutico che organizza le ronde per assicurarsi il mantenimento dell'ordine e che non trattiene le polemiche di fronte a chi calpesta le regole. C'è anche il vicino simpatico, la famiglia trasferitasi da poco, i vecchietti amici da una vita, il gatto randagio. Ma ciò che è interessante si nasconde dietro la facciata. 




Otto ha perso la moglie e non riesce ad andare avanti. Nonostante ogni mattina si alzi dal letto e abbia la forza di lottare contro ciò che lo infastidisce, la sua vita gli appare priva di senso. Così, prova e riprova a togliersi la vita, senza successo. Forse non è il suo momento, fatto sta che ogni tentativo risulta vano a causa di qualche imprevisto che gli salva la vita. Quello che fa riflettere è proprio questo: nessuno dei suoi vicini di una vita immaginerebbe mai cosa Otto tenti di fare. Perché la facciata inganna, volontariamente. Ma non è solo Otto a mentire ai suoi vicini che, come lui, si mostrano in un modo non veritiero. Lo facciamo anche noi, ogni giorno, quando tentiamo di mascherare il dolore dietro un sorriso, di ridere per non far vedere quanto siamo a pezzi, di risultare combattivi anche quando non è rimasto più nulla per cui combattere. O almeno così crediamo. Infatti, spesso, la vita ci manda un segnale. Anche per Otto l'arrivo di Marisol e della sua famiglia restituisce senso alla sua vita, grazie al travolgente ed esuberante carattere della nuova vicina e al nuovo ruolo di nonno che gli viene affibbiato fin da subito. In realtà, Otto non è il personaggio alla Scrooge che ci vogliono far credere, e lo spettatore se ne rende conto fin da subito: è indispensabile, vecchio stampo, sa far tutto e, seppur brontolando, aiuta tutti. A tal proposito, molto carina la sottolineatura del divario generazionale tra il protagonista e la nuova vicina (anzi, il marito della nuova vicina), spunto perfetto per riflettere sull'importanza - ormai quasi persa - del sapere fare da soli e del conoscere come funzionano le cose. I bimbi di Marisol, non a caso, vedono il nuovo nonno come una persona a colori...




Il film ha una durata di circa due ore, adatta al tempo necessario per raccontare una storia che poggia su dei flashback, fondamentali per capire le scelte di Otto oggi. Il regista mostra solo alcuni, fondamentali, momenti della vita di Anderson e li riutilizza per creare nel presente un effetto di comprensione e commozione d'impatto, ma senza mai essere eccessivamente smielato - tra tutti, ho apprezzato particolarmente il cercare la mano della moglie Sonya al mattino nel letto, come d'abitudine, come se lei non fosse mai andata via. Tutto il film è in bilico tra l'ironia e il dramma, permette la riflessione e una immedesimazione nei personaggi che si trovano davanti a scelte, dolore, vita. 
Non così vicino merita di essere visto, non solo per la bella recitazione di Tom Hanks e Mariana Treviño ma anche per la sua dolcezza. 




                                     

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