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INTERVISTANDO...ROBERTA FAVIA

Buongiorno readers,
oggi per la rubrica intervistando siamo con un'ospite di eccezione, è con noi Roberta Favia, critica letteraria che promuove la letteratura per l'infanzia.
Video Intervista integrale QUI

 

 

Roberta raccontaci un po' del tuo lavoro...
Se dovessi dire cosa faccio di più faccio comunicazione via web, comunico un lavoro di ermeneutica, di analisi e critica sui testi per bambini e ragazzi; suggerisco libri recensendoli ma soprattutto dando degli strumenti a chi vuole avvicinarsi a questo tipo di letteratura in modo tale che poi i libri possa sceglierseli da solo, a ragion veduta.

Come mai hai scelto di focalizzarti sulla letteratura per l'infanzia?
Io sono specializzata in letteratura del '900, ho fatto diversi lavori su Calvino, D'Annunzio.. mi sarebbe piaciuto lavorare prima con questo tipo di letteratura ma nel dipartimento della Ca' Foscari da cui provengo la letteratura per l'infanzia non era ritenuta sufficientemente elevata... per me non c'è davvero alcuna differenza a livello di analisi e a livello di critica; quando è finito il lavoro all'Università mi sono dedicata a quello che volevo io costruendomi un percorso su misura.

Dall'ambito accademico ai social media...
La sfida è arrivare a quante più persone possibili; in realtà per la fascia d'età di cui mi occupo è più importante arrivare agli adulti che si occupano dei bambini e ragazzi per avere un effetto a caduta.

A chi si rivolgono principalmente i corsi nella sezione Lab di Teste fiorite?
Educatori, insegnanti di tutti gli ordini e gradi, appassionati del settore ma anche genitori.

La settimana Io leggo perché è dedicata alla costruzione e all'ampliamento delle biblioteche scolastiche. A cosa bisogna stare attenti?

Innanzitutto bisogna stare attenti a non costruirle! Bisogna AVERE LE BIBLIOTECHE SCOLASTICHE! La maggior parte delle scuole non le ha o ha testi desueti, improponibili ai ragazzi. Il secondo livello fondamentale è quello di arginare il rischio di avere roba brutta, perché avere libri brutti è peggio che non averne. Un'occasione come quella di Io leggo perché permette di creare una relazione tra l'insegnante e le famiglie. L'insegnante con un'idea di lettura fornisce una bibliografia tra cui i genitori poi scelgono. L'idea di donare quello che a uno viene in mente o peggio donare quello che c'è in casa e si deve dismettere è una pessima idea. Se devo scegliere un libro di qualità per una classe vado dall'insegnante o da un bravo libraio.

Il panorama dell'editoria per l'infanzia nasconde tantissime insidie. Come difendersi? Oltre seguire Roberta Favia sui social!
La conoscenza è l'unica cosa che fa la differenza. Se non ci possiamo arrivare in maniera diretta possiamo arrivarci attraverso la conoscenza delegata degli esperti di settore. Oppure, se mi piace l'argomento, mi aggiorno. Le linee guida per riconoscere un libro di qualità non sono così difficili.

Qualche anno fa hai lanciato l'iniziativa lasciami leggere.

Quest'anno è ripartita ma senza di me. L'idea viene dal nord Europa, dov'è praticata da molto tempo, è quella di avere una routine della lettura a scuola – che non equivale ad obbligare. Ognuno per quindici minuti legge ciò che vuole. Anche l'insegnante, il cui compito è quello di catturare in maniera implicita gli interessi dei singoli alunni e alunne per poter loro proporre libri che vadano sempre verso un maggior livello di qualità. Questo permette di creare anche una maggiore sintonia. Tutto il materiale è disponibile sul sito, scaricabile: il decalogo, la lettera di presentazione del progetto, i segnalibri, la locandina.

A scuola ci si lamenta che bambine e bambini non leggono. Ma a scuola, si legge?

A scuola si legge poco e male, lì dove non c'è un lavoro dedicato alla lettura. La lettura non è imparare a decifrare le lettere e la lettura non è assolutamente la capacità di comprendere un testo per come viene fatta, con le famigerate schede di lettura. Un lavoro sulla lettura implica la lettura ad alta voce, la lettura individuale, il confronto libero, una biblioteca di classe.. è un lavoro complesso. La lettura è un processo che richiede un grande sforzo e può essere accolto e portato avanti sulla base del principio di piacere. Per questo dicevo che un libro brutto è peggio di un non libro: un non lettore a cui capiti un libro brutto non sperimenterà quell'attivazione cerebrale. Tanti testi, tante esperienze per trovare quella che centri il gusto personale con un livello di qualità tale da poter innescare questo circolo.

Mi sembra che in Italia ci sia la tendenza a pensare che la lettura debba insegnare qualcosa...
Questo è l'intento didascalico, una delle due scintille che fa nascere un libro per bambini e ragazzi. Ci sono due correnti: quella della grande letteratura per bambini e ragazzi, che produce estetica e si porta dietro i suoi lettori, e quella invece che è fatta per ammaestrare. Gli adulti hanno un ruolo di autorevolezza, di insegnamento nei confronti dei più giovani ma questo non è il ruolo dei libri. I libri non stanno dalla parte degli adulti: i libri per bambini stanno dalla parte dei bambini, i libri per ragazzi stanno dalla parte dei ragazzi, quindi raccontano quelle storie che vibrano dentro di loro, non che fanno il piacere a noi di come dire una cosa... Abbiamo dei momenti in cui le due correnti si sovrappongono ma sono capolavori e non è il punto di partenza di quegli autori, che non si erano prefissati di insegnare qualcosa ma si solo di provare a fare un buon libro.

Quali sono i paesi in cui viene coltivato il piacere della lettura?
Posso dirti i paesi da cui da molto tempo sta venendo fuori la migliore letteratura per l'infanzia: la Francia, i paesi anglosassoni, i paesi nordici... I testi che stanno arrivando soprattutto di narrativa dai paesi nordici sono qualcosa di strepitoso. C'è anche un altro tipo di cultura nella vendita dei libri. Ci sono libri magnifici a prezzi più bassi perché esistono sia nelle edizioni pregiate che in quelle meno costose, che in questo modo possono arrivare a tutti abbattendo il problema economico, posto che io penso che quello economico rispetto ai libri è un falso problema perchè abbiamo le biblioteche (anche se sto scoprendo che in Italia abbiamo decine e decine di Km senza! E questo è un problema oggettivo).

In Italia non c'è la cultura dell'andare in biblioteca..
No ed è uno degli aspetti che fa sì che la lettura non sia così presente da noi. Non c'è neanche l'abitudine ad andare in un museo: i luoghi della cultura non fanno parte della nostra routine.

A chi spetta l'onere di sensibilizzare le famiglie ad andare in biblioteca?
Spetta alla politica e all'amministrazione locale però c'è una cosa che può fare chiunque di noi, cioè fare il proprio. Uno, dando l'esempio. I neuroni specchio si attivano solo in questa maniera. Due, ci sono insegnanti che da soli contro un sistema che non è pensato per questo tipo di didattica riescono a fare miracoli. Una fatica mostruosa, ma fanno la differenza!

Le “teste” che si rivolgono a te hanno già un terreno fertile?
Di solito trovo un terreno vuoto, non già fiorito. La differenza non è quanta fioritura c'è ma quanta fertilità. Mi piacerebbe produrre una sensibilità anche in chi non ci aveva pensato prima.

Raccontaci del tuo “Attraverso il libro”..
Attraverso il libro è nato come una raccolta di saggi originariamente uscita sul blog, ho scelto di non avere un editore perché volevo che fosse un figlio di Teste fiorite a tutti gli effetti. Laura Capra di Mammachilegge è la persona che più mi ha seguito, il libro lo abbiamo fatto insieme.

Hai mai pensato di scrivere un libro per bambini?
No, e spero che non mi verrà mai questa idea in mente! Scrivere un libro per bambini è molto difficile e non è la mia prifessione.

L'Italia non è un popolo di lettori ma è un popolo di scrittori?

Anche troppo! Ricevo tantissime mail di genitori che hanno inventato storie per i loro figli e pensano che il modo intero voglia goderne. La scrittura è un lavoro complesso: oltre al talento ci sono la tecnica, la conoscenza, la pratica.. Nessuno di noi pensa di essere scultore perché non  sappiamo tenere in mano uno scalpello ma tutti possiamo pensare di essere scrittori perché una penna o la tastiera tra le dita la sappiamo tenere.

Criteri per la costruzione di una biblioteca scolastica o di classe?

Uno la selezione qualitativa. Due la selezione quantitativa per tipologia; è essenziale che ci siano gli albi illustrati, i fumetti, la narrativa, i libri senza parole, la divulgazione.. Ci sono un sacco di probabili lettori di divulgazione che non leggerebbero mai una narrativa e se non gliela facciamo incontrare sono lettori persi... sul canale Youtube sono usciti numerosi video dedicati a questo argomento.



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