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IL TRONO DI PELLICOLE: STRANGER THINGS 4: RIFLESSIONI SU VECNA

Buongiorno readers,
i primi sette episodi di Stranger Things 4 sono stati divorati da quasi tutti i fan nel mondo. Adesso siamo in trepidazione per gli ultimi due episodi della stagione che si preannunciano esplosivi. Nell'attesa, facciamo un punto della situazione sulla quarta e decisamente miglior stagione del telefilm. 
Mi raccomando! Non proseguite la lettura se non avete concluso la visione dei primi sette episodi della quarta stagione di Stranger Things o troverete degli SPOILER!!!



STRANGER THINGS 4: RIFLESSIONI SU VECNA


Ci sono degli episodi che vanno collocati leggermente più in alto degli altri: i primi due e il settimo. Tutti e tre sono sotto l'attenta regia e scrittura dei fratelli Duffer e - senza togliere nulla ai registi degli altri episodi Nimròd Antal, Curtis Gwin, Kate Trefy, Shawn Levy, Caitilin Schneiderhan - decisivi nella narrazione dell'intero telefilm. Nel corso della stagione si è definita l'identità di protagonista e antagonista: Undici e Vecna. Si è scoperto che entrambi sono stati sotto le attenzioni di "Papa", che il secondo altro non è che il primo paziente del dottore e che, una volta grande e tenuto sotto controllo all'interno del laboratorio grazie a un michrochip inibitore di poteri, è stato catapultato nel Sottosopra da Undici attraverso l'apertura di un portale da lei stessa creato.




Le informazioni che ci sono state date nell'ultima puntata permettono di scoprire una serie di cose. Innanzitutto Undici non è l'assassina che volevano farci credere, ma una ragazzina con dei poteri enormi e ancora da scoprire; Vecna, invece, è stato mostrato fin dall'infanzia come un bambino insofferente alle regole e alla realtà per come la conosciamo, ribelle e convinto di poter migliorare il mondo depurandolo dal dominio del virus più potente che è l'uomo. Da una parte il ragionamento ha una sua logica: l'uomo distrugge e sottopone al suo dominio ogni cosa, noncurante delle altre creature e della Natura; dall'altra, sembra una motivazione troppo grande per un bambino piccolissimo che non sembra aver vissuto particolari traumi (a meno che la storia del suo passato non venga ampliata negli ultimi due episodi). In ogni caso, il bambino ha deciso di iniziare la pulizia della razza umana partendo dai suoi genitori, e lo fa nel modo cruento che abbiamo visto fin dal primo episodio della stagione, ovvero con rottura di ossa e schiacciamento di occhi (brrrr). Si dimostra da subito peccatore di superbia, crede che i suoi poteri abbiano uno scopo più grande e che le altre creature - gli umani - debbano sottostare alle sue regole. E questo ci porta alla seguente riflessione...




Parlando in termini simbolici, l'intera storia e alcune dinamiche (e forse anche alcuni indizi, come il siparietto gestito da Argyle, rimasto esterrefatto dinnanzi alla bellezza di una ragazza di nome Eden, oppure l'accusa ai protagonisti di far parte di una setta satanica) rendono interessante un paragone tra Vecna e la storia narrata nella Bibbia che tutti conosciamo, ovvero la cacciata da Paradiso dell'angelo che osò ribellarsi a Dio. Facciamo un passo indietro: il personaggio di Vecna è nato per omaggiare i più grandi cattivi del cinema horror, nelle sembianze ricorda palesemente un miscuglio tra Freddy Krueger e il Re della Notte, e il suo nome è stato appioppato dai protagonisti ispirati - come sempre - dal gioco di ruolo Dungeons & Dragons. Però, dietro a tutto questo, c'è una grande somiglianza con l'episodio prima citato, ovvero la cacciata di Lucifero dal Paradiso, la cui caduta avrebbe creato il Monte Purgatorio. Visto inizialmente come un modello di perfezione, la sua superbia lo portò a sfidare Dio, non accettando che delle creature divine e perfette dovessero adorare gli uomini. La scena del finale vede proprio la caduta di Vecna - letteralmente - in una nuova e oscura dimensione. Vecna è Uno, il primo a manifestare dei poteri sovrumani e ad attirare l'attenzione della scienza; è il primo, come Lucifero è il primo angelo di Dio. Anche il Demogorgone, creatura mitologica e citata da Boccaccio, sarebbe il riferimento greco per il personaggio del diavolo, del male. Seppur ancora in gioco l'eterno dibattito tra l'identità di Lucifero che non tutti sovrappongono a quella del diavolo, qui si fa riferimento a qualcosa di più generale che può ben rientrare in una serie tv, ovvero le origini e le radici del cattivo.

Stranger Things è prima di tutto un omaggio al cinema horror e fantasy degli anni '80, ma nella sua quarta stagione si è spinto oltre, raggiungendo un livello tecnico produttivo e di sceneggiatura assolutamente superiore alle stagioni precedenti. Ha avuto il coraggio - e il budget - per elevarsi, per aprirsi oltre ai riferimenti anni '80 e osare in una direzione più matura e horror. Non ci resta che aspettare qualche settimana e goderci gli ultimi due episodi della stagione. 




                                    

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