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RECENSIONE: IL SOLE SPLENDE ANCORA DI MICHAEL GRUENBAUM

Buongiorno Gattolettori,
sono dell'idea che alcuni fatti non andrebbero ricordati solo una volta l'anno ecco perché anche se il 27 gennaio è passato, ho deciso di leggere un bellissimo libro sull'Olocausto


Il solo splende ancora
di Michael Gruenbaum e Todd Hasaki-Lowy
                                                      

Genere:
Narrativa
Editore: Lapis
Prezzo: € 14,50
Pagine: 368
Uscita: 13 gennaio 2022
 

È il 1939, Misha ha nove anni quando la sua infanzia tranquilla viene sconvolta dall’occupazione nazista di Praga. La sua famiglia viene dapprima obbligata a spostarsi nel ghetto poi, dopo la morte del padre, il ragazzo viene deportato con sua madre e la sorella nel campo di Terezín, dove il padre ha già trovato la morte. All’arrivo, li separano. Misha vivrà nella stanza 7 dell’edificio L417 assieme ad altri 40 bambini per due anni e mezzo. Un luogo piccolo e inospitale, dove sono costretti a convivere con la fame e la disperazione. Si comincia a sussurrare di convogli che partono da Terezín per altri campi di lavoro, serpeggiano i nomi di Auschwitz e Birkenau ma nessuno dei ragazzi sa realmente cosa siano. In quel dolore un ragazzo ha lo sguardo della speranza e della forza: è Franta, un ventenne che diventa il loro punto di riferimento di tutti i ragazzi della baracca. È lui a forgiare il loro spirito di squadra: «Non lasceremo che nulla ci separi dalla nostra umanità». Si fanno chiamare Nesharim, (aquile in ceco) e si sostengono a vicenda in una straordinaria storia di coraggio. Il valore di uno è la forza di tutti. Molti degli amici di Michael vengono deportati. Anche Misha viene fatto salire su un convoglio insieme alla sorella e alla mamma ma è solo grazie all’astuzia di quest’ultima che i tre, alla fine, avranno salva la vita. Michael verrà liberato nel maggio del 1945, quando ha quasi 15 anni. Età di lettura: da 11 anni.
RECENSIONE
 
Non importa quanti libri abbia letto sulla seconda guerra mondiale o l'Olocausto, ogni volta mi emoziono e mi rattristo come se mi ritrovassi a vivere la storia in prima persona.
Il sole splende ancora non è un'eccezione anzi, è una storia coinvolgente, forte, emozionante che, narrata dal punto di vista di un ragazzo di soli nove anni, Misha, con tenerezza e nostalgia, ci racconta dei suoi anni vissuti nei campi di concentramento. 
 
Misha aveva un sogno, rappresentare la Cecoslovacchia alle Olimpiadi. Se come calciatore o atleta non aveva importanza, lui voleva solo esserci. Purtroppo però non sempre i sogni rispecchiano la realtà e Misha sarà costretto a vivere nella stanza 7 dell’edificio L417 assieme ad altri 40 bambini per due anni e mezzo. Attraverso questo libro però, vivremo la storia di un ragazzo veramente coraggioso che pur avendo vissuto parte della sua adolescenza all'interno di un campo, è riuscito a trovare il coraggio di sperare ancora e aiutare altre persone.
Man mano che Misha crescerà a Terezin potremo sentire la sua innocenza e il suo sguardo leggero sul mondo.
 
Una storia toccante, drammatica soprattutto perchè tratto da una storia vera. 
In questi giorni in cui è più facile ricordare grazie al movimento mediatico, Il sole splende ancora di Michael Gruenbaum, è una lettura che consiglio sia ai ragazzi che agli adulti.
Sono queste le storie che dovrebbero essere portate come testimonianza di un passato che "merita" di essere ricordato solo per la vergogna di quello che è stato commesso e che ancora oggi continuiamo, anche se diversamente, a commettere.
Circa sei milioni di ebrei morti non ci hanno insegnato niente?
 
Nonostante la mole poi è un libro che si legge velocemente, la scrittura infatti è molto semplice e leggera. Ho apprezzato molto poi le immagini dei documenti originali e delle lettere che sono state incluse insieme al testo. La narrazione raccontata da un ragazzino ha tenuto a debita distanza gran parte della durezza e della disumanità di quel periodo.
 
Il sole splende ancora? Perché pur essendo una lettura emotiva, vi troverete tra le mani anche una storia di coraggio, speranza e resilenza qualità che spesso, pur vivendo in un periodo storico in cui siamo abitutati ad avere tutto, abbiamo dimenticato di "coltivare".
 
 

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