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RECENSIONE AUTORI EMERGENTI: I VESTITI CHE NON METTI PIU' DI LUCA MURANO

Buongiorno Gattolettori,
come tutti i giovedì eccoci qui con un altro appuntamento con le recensioni della nostra Simon che oggi ci propone una lettura di Luca Murano.


I vestiti che non metti più
di Luca Murano


Genere:
Narrativa
Prezzo:
€ 14,00
Editore: Dialoghi
Pagine: 130
Pubblicazione: 1 settembre 2021

Chi siamo quando nessuno ci osserva? Possiamo davvero sentirci al sicuro? È realmente plausibile, in tali circostanze, riuscire a indossare e sfoggiare la parte più limpida di noi stessi? I protagonisti dei racconti che compongono la presente silloge prendono vita tra le pagine col desiderio di rispondere a queste domande, compiendo azioni apparentemente insignificanti e che invece restituiscono alle storie autenticità e tutta la grazia che può nascondersi dietro le banalità, le paure, le sofferenze e le speranze di cui sono intrinseche le loro esistenze. Una raccolta di outfit dimenticabili, ma di reazioni e gesti indimenticabili perché radicati in profondità in ognuno di noi. Uomini e donne sull’orlo della perdizione, studenti squattrinati, scrittori precari, giocatori d’azzardo, genitori sciagurati e figli egoisti che, con ironia e disincanto, scavano a fondo nella loro interiorità solo per scoprirsi vulnerabili, fallibili e, proprio per questo, umani.

 

RECENSIONE
 
"Noi che, come quelle galline nell'aia, ci affanniamo per sfuggire alla vita che cerca di prenderci e portarci via, dovremo tutti girare lo sguardo a quei luoghi, a quei momenti preziosi e indimenticabili, reali o immaginari, e non dimenticare mai qual è la via, la strada per tornarci. Là dove tutto è iniziato, lontano dal tempo che passa, lontani dai rimpianti e dalle gabbie che a volte ci attendono."

Segmenti, frammenti di vita, ore, minuti, che scavano in fondo all'essere, pensieri non comuni che fanno comprendere, illuminare un'esistenza. Ogni racconto  una chicca, uno sguarcio di vita non ordinaria. E la curiosità mi guidava ad ogni giro pagina. Si parla di rapporti con la famiglia si parla di distacco, rimpianti, disagi, ricordi per le persone perdute e uno scorrere del tempo ineluttabile.

Ed è un narratore poetico, intenso, profondo, imprevedibile di pensieri celati, singolari, azioni inusuali che fanno da sfondo ad una vita che può essere abitudinaria,  monotona, un guizzo dell'anima che si risveglia da un torpore o un guizzo che non fa mai addormentare

 

"La neve che cade e io che cado su di essa"

Ci si cala direttamente dentro le storie, dentro la testa di chi narra, senza inutili passaggi o esteriorità, i racconti vanno dritti, diretti, focalizzati e così anche i finali vanno spesso a sdrammatizzare, senza morale o enfasi, si riappropriano della quotidianità. Un unico neo... Le donne? Ho sentito la mancanza di un pensiero femminile "protagonista", non secondario... magari la prossima volta!!


 



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