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STORIE SENZA TEMPO - 1° APPUNTAMENTO: PETER PAN

Buongiorno readers,
parte oggi la nuova rubrica gestita da me e da Annalisa che ci vedrà mettere a confronto un libro e la sua transposizione Disneyana. Chi la spunterà? Io con il libro o lei con la Disney?

 

Peter Pan
LIBRO VS DISNEY

Differenze tra libri e mondo Disney

Sonia: Anche se non era tra i miei cartoni Disney preferiti, da piccola ho visto diverse volte Le avventure di Peter Pan, ma solo ora da adulta mi sono soffermata a leggere il libro di J.M. Barrie. Ovviamente Peter Pan è sempre stato un personaggio affascinante, simpatico e libero, ma proprio questa propensione per la libertà, questa repulsione nel seguire le regole, spesso me lo ha reso antipatico e devo dire che il libro, rispetto al cartone della Disney, accentua ancora di più questi lati un po' oscuri.
 
Annalisa: Peter Pan della Disney non rientrava, neanche per me, nella lista dei miei classici del cuore. Ho sempre preferito il film di Steven Spielberg! Poi però, ormai parecchi anni fa, ho letto il libro di Barrie: è diviso in due volumi ("Peter Pan nei Giardini di Kensington" e Peter e Wendy"), entrambi parte di un unico libro. Mi sono innamorato del primo racconto, in cui si tracciano le origini di Peter, il perché lui è il bambino che non cresce mai. Per ovvie ragioni, non è questa la parte della storia ripresa dalla Disney, che ha preferito puntare su un più spensierato secondo volume. 

Peter Pan

 
Sonia: Peter Pan ovviamente è il vero e proprio protagonista della storia. Nel libro Peter Pan è un bambino che non vuole assolutamente crescere e insieme ai bimbi sperduti, vive nel "Paese che non c'è".  Ama ascoltare le storie di Wendy Darling e quando una sera perde la sua ombra, propone alla ragazza di venire con lui nel Paese che non c'è e fare da mamma ai Bimbi Sperduti. Peter Pan non sempre prende delle scelte sagge anzi, spesso risulta essere un bambino viziato, odioso e incapace di amare. In sintesi nel libro, Peter è un bambino capriccioso che detta legge e che non esita a uccidere chi gli disubbidisce.
Sicuramente la Disney ha addolcito molto il carattere di questo personaggio

Annalisa: il Peter Pan del classico Disney appare quasi come uno spiritello dispettoso. Col il suo flauto costruito da sé in canne (che riprende la mitologia di Pan e anche il Peter del libro, un bambino che non poteva cantare la felicità come gli uccellini che tanto ammirava per la loro libertà di librarsi in volo), Peter è simbolo di avventura, di fuga dalla realtà verso l'Isola che non c'è. Nella mente dei bambini esistono sempre grandi imprese, a volte con pirati, sirene e coccodrilli, e lui è il traghettatore verso questo mondo fantastico. Come nel libro, Peter imita le voci di qualunque personaggio, a tal punto da riuscire a raggirare Spugna dando i comandi in veste di un perfetto Capitan Uncino. Il protagonista Disney non può ricalcare espressamente ciò che è invece il personaggio di Barrie, perché dietro a un viso da angelo c'è una vita spezzata e in gabbia, conseguenza paradossale dell'aver cercato la libertà fuori da una finestra. Non è uno spirito malvagio, ma è un bambino (viene descritto con i denti da latte) egocentrico, incurante del pericolo, quasi incosciente e decisamente permaloso. Carattere molto addolcito nel cartone disneyiano.
 
 Wendy

 
Sonia: Wendy Darling mantiene quella dolcezza e quella saggezza del cartone anche se è impressionante pensare che io a trentasette anni faccio ancora fatica a cucire un bottone dritto e lei invece sa addirittura confezionare degli abiti.

Annalisa: ma tu ci piaci così, amica! Wendy Darling è la mamma del gruppo, colei che si prende cura di Michael e John, ma anche dei bimbi sperduti. Il suo personaggio è molto simile alla descrizione del libro: istintivamente materna, razionale, con una cotta per Peter. E di conseguenza odiata da Campanellino e dalle sirene. Non è il primo bacio di Peter (nel libro la risposta!) ed è l'unica a restare con i piedi per terra, per quanto possibile.
 
 Campanellino
 
 
Sonia: se nel classico Disney Campanellino non mi ha mai convinta tranne per la sua invidiabile bellezza, nel libro l'ho trovata una protagonista ancora più odiabile che ha quasi causato la morte di Wendy. E mentre nel cartone Disney è il braccio destro di Peter Pan, sul finale del libro Campanellino sarà semplicemente dimenticata...

Annalisa: L'unica Campanellino simpatica è Julia Roberts in Hook! Nel cartone Disney è un piccolo pallino di luce dispettoso, innamorata di Peter (?), che tiene il broncio quasi sempre e che cerca in tutti i modi di mettere in difficoltà Wendy. Nel libro, per quanto non sia ugualmente un bel personaggio, è quantomeno inquadrata nel contesto delle fate: bellissima la descrizione delle fate che escono di notte nei giardini di Kensington, temute dai bambini sperduti (rimasti nel giardino oltre l'orario di chiusura per distrazione dei genitori o delle tate) che conoscono la loro vera natura.
 
Capitan Uncino


Sonia:
  Fatemelo dire, il capitano della Jolly Roger, James Uncino non so per quale motivo insensato, ma rimane sempre il mio personaggio preferito. Nel libro poi, nonostante abbia tentato di avvelenare Peter Pan e uccidere i Bimbi Sperduti sembra un protagonista così saggio e affascinante. Ama molto anche la musica e i fiori e con Wendy è estremamente gentile. Peccato che nel libro faccia una brutta fine.

Annalisa: D'accordissimo con te! James Uncino, si dice, è ispirato a una personalità realmente esistita. Rappresenta in ogni caso una delle due sfaccettature dell'autore: Uncino, che odia così tanto Peter per la sua giovinezza e sfrontatezza, che ha paura dello scorrere del tempo e dell'oblio, della morte, di essere dimenticato. Odia l'altra parte di sé, rappresentata appunto da Peter, quella parte soppressa, un tempo presente e ora scomparsa. Un personaggio che meriterebbe un film a sé, che per forza di cose viene banalizzato nel cartone animato, ma a cui viene resa più che giustizia nel libro. 
 

Differenze

Sonia: Mentre nel libro Peter è un bambino capriccioso e che detta legge, nel film è solo un ragazzino immaturo, fondamentalmente buono. Nel cartone invece è stato caratterizzato più come un folletto che un bambino vero, sai spiegarci il perché amica Disney?

Annalisa: Una volta ho visto un documentario in cui Walter Disney parlava dei classici da lui realizzati. Peter Pan era uno dei suoi preferiti, se non il suo preferito. Amava quel personaggio e quella storia, e c'è voluto parecchio tempo prima di capire come poter trasferire la sua essenza in un film principalmente per bambini, senza tradire del tutto ciò che Peter Pan rappresentava. Se si guarda la statua nei Giardini di Kensington, Walter Disney non è andato poi così lontano. Ha mascherato, per ovvie ragioni, la vera natura di Peter e la sua storia, descrivendolo nel modo più leggero possibile, come capitano di mille avventure. Ma se si guarda con attenzione il personaggio, la sua "follia" rimane, la sua forma non del tutto umana (metà bambino metà uccello) anche. Disneyianizzato, ma con criterio!


Sonia: Uncino è un cattivo abbastanza comico nel cartone, mentre nel libro è molto feroce e anche abbastanza malinconico.

Annalisa: Uncino nel libro è una parte di Barrie, e la controparte di Peter. Sono personaggi opposti, uno eterno, che non può crescere né vivere, l'altro alla fine della sua vita. Nel cartone si è dovuta trasformare questa paura molto seria (per la morte, per lo scorrere del tempo) in qualcosa di più comico, come il coccodrillo pronto a mangiare il capitano. Nel libro, però, il coccodrillo è presente, sempre con il suo ticchettio. La caratterizzazione buffa di Uncino nel cartone è sempre legata al pubblico a cui è destinato il cartone.


Sonia: Nel libro la battaglia tra Pirati, Indiani e Bimbi sperduti è una vera e proprio battaglia che causa anche delle morti. Nel cartone invece tutto è sempre visto come un gioco.

Annalisa: Nel cartone ci sono vere e proprie macchiette, come Spugna ad esempio, che servono a rimarcare la leggerezza necessaria. Le battaglie ci sono, la cattiveria delle fate e delle sirene anche, ma il tutto è sempre smorzato. Tuttavia è bello pensare che la trama principale di Peter e Wendy sia rimasta la stessa, nonostante le necessarie modifiche alla crudezza del racconto.

 

Sonia: Nel cartone, i tre fratelli tornano a casa e Peter torna sull’Isola che non c’è con i Bimbi Sperduti. Nel romanzo invece tutti i Bimbi si trasferiscono a casa Darling, diventando poi adulti di successo.

Annalisa: Questo è un tasto dolente del libro mi sa, perché ci sono varie interpretazioni sui Bimbi Sperduti descritti da Barrie: è molto probabile che si tratti di bambini in transizione, compresi Wendy e i suoi fratelli. La scena dei Darling che scoprono della scomparsa dei figli e guardano la finestra spalancata nel libro è descritta in modo molto tragico, a voler suggerire un evento appena successo e anticipato nel primo libro dalla storia di Peter (che ricordiamo è un bambino piccolissimo, morto in seguito a una caduta dalla finestra a cui si era avvicinato affascinato da quel senso di libertà nel volo degli uccelli e dalla bellezza dei giardini sottostanti, una natura a cui sentiva ancora di appartenere). Tuttavia, non sono come Peter, ma in transizione, potrebbero cioè essere sospesi tra la vita e la morte. Lo stesso vale per i Bimbi Sperduti: si sono persi o sono stati abbandonati, ma ce l'hanno fatta. L'unico davvero intrappola risulta sempre Peter. Da qui la differenza tra libri e film che parte proprio dal messaggio diversissimo che si vuole dare: l'Isola che non c'è è un bellissimo luogo di fantasia nel film, un posto in cui vivere per sempre di avventure e rimanere bambini; nel libro, invece, è un luogo che imprigiona, da cui è meglio scappare, cosa di cui la stessa Wendy si renderà conto.

Sonia: Come vi ho accennato prima, nel cartone, nonostante i piccoli battibecchi, Campanellino e Peter sono comunque inseparabili ma nel libro, quando il ragazzo ritorna da Wendy per le pulizie di Primavera e lei gli chiede notizie della fata, scopriamo che lui si è dimenticato della sua esistenza. Sarà morta? Questo non è dato saperlo.

Annalisa: si dice che le fate muoiano se dimenticate o se non si crede nella loro esistenza. Probabilmente anche Campanellino non ha fatto una bella fine nel momento un cui Peter si è dimenticato di lei ...! Nel film il personaggio ha un ampio spazio, tanto da aver avuto in seguito anche un film a lei dedicato!

 
Vi ricordiamo i prossimi appuntamenti:
 


Febbraio - Pinocchio - 26/2/21
Marzo - Alice nel Paese delle Meraviglie- 26/3/21
Aprile -  La Sirenetta - 30/4/21
Maggio - Raperonzolo - 1/6/21

 

2 commenti

  1. Indistintamente mi piace sia il classico Disney che il film di Spielberg (di conseguenza il libro), perché adoro Peter Pan, perché io sono Peter Pan ;)

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