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CINEGATTO: MI CHIAMO FRANCESCO TOTTI

Il documentario diretto da Alex Infascelli è un viaggio raccontato in prima persona da Francesco Totti, in una toccante carrellata di ricordi, di sogni realizzati e di tre grandi passioni per la vita: il pallone, la sua famiglia e Roma.


Scheda Film

È la notte che precede l'addio al calcio e Francesco Totti ripercorre tutta la sua vita, come se la vedesse proiettata su uno schermo insieme agli spettatori. Le immagini e le emozioni scorrono tra momenti chiave della sua carriera, scene di vita personale e ricordi inediti. Un racconto intimo, in prima persona, dello sportivo e dell'uomo. Tratto dall'autobiografia "Un Capitano" scritta insieme a Paolo Condò.
MI CHIAMO FRANCESCO TOTTI 


Francesco Totti è un nome impossibile da nascondere: troppo ingombrante, troppo famoso, troppo vicino alla parola talento. Eppure così legato a terra, non solo con i piedi, ma anche con la sua personalità. Si definisce timido e semplice, e questa è l’impressione che di fatto ha sempre dato al pubblico. Ha conquistato i cuori di tantissimi tifosi e non solo, perché di Francesco colpisce il suo talento, ma anche il suo modo di essere. Il documentario Mi chiamo Francesco Totti, disponibile su Sky On Demand, ripercorre la vita del campione fin dai suoi primi passi, proponendo in chiave assolutamente personale – del resto è Totti stesso che narra – il vortice di emozioni ed esperienze che lo hanno travolto nel corso dei suoi primi quarantaquattro anni. Su una cosa insiste molto Francesco: nella vita tutto è scritto, il destino non lo capiamo finché non è compiuto. 

 


E infatti gli ingredienti per il successo c’erano già dall’inizio: precisione, istinto, bravura, passione; il tutto modellato negli anni da duro allenamento, costanza e determinazione. Risulta chiaro, guardando la sua storia, che era già scritto tutto ciò che poi è avvenuto. Ogni stadio pieno, ogni tifoso che ha urlato il suo nome, ogni gol, ogni vittoria, ogni successo sarebbe stato assolutamente meritato. La domanda che sorge spontanea è: questo documentario è solo per gli appassionati di calcio?

 



La risposta è no. Io non lo sono, eppure ho sempre stimato Francesco Totti e ho apprezzato il suo racconto in questo documentario. Conosco la sua storia perché non è possibile, anche per i non tifosi, rimanere allo scuro delle sue imprese calcistiche, o del suo grande amore per Ilary Blasi. Ho apprezzato molto che questo documentario non celebra il Capitano, ma la sua immensa passione per la Città Eterna, per il campo da calcio e per i suoi amori, Ilary, Cristian, Chanel e Isabel. E questo non può essere che un esempio e un messaggio da cogliere al volo. 



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