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CINEGATTO: L'UNICO E INSUPERABILE IVAN

Approda su Disney + un film tenero e commovente con protagonista un … gorilla artistico! La sua storia è accaduta realmente ed è importantissima per tutti noi. Perché? La risposta nella recensione.


Scheda Film


Trama. Nel 1973 un gorilla di nome Ivan vive in una gabbia di un centro commerciale in compagnia di Stella, un'anziana elefantessa africana, e di un cane di nome Bob, senza alcun ricordo di come sono giunti fino a lì.
L'UNICO E INSUPERABILE IVAN

Nel 1973 un gorilla di nome Ivan viveva in una gabbia insieme ad altri animali, attrazioni di un piccolo circo di un centro commerciale. Ivan è stato portato via dal suo habitat quando era solo un cucciolo, insieme alla sua famiglia mai più rivista. Successivamente adottato da Mack (Bryan Cranston) e dalla sua compagna, cresce come un animale domestico, dentro casa, trattato come un bambino. Di certo l’amore non gli manca, ma un gorilla non è un cucciolo di uomo. Così, una volta cresciuto e diventato troppo grande, Mack è costretto a chiuderlo dentro una gabbia, per poi usarlo per il suo show. 
 
Solo Julia (Ariana Greenbalt), figlia di uno dei dipendenti di Mack, riesce a vedere oltre: con il suo animo artistico – e con gli occhi di una bambina –, Julia ben presto si accorge che Ivan non è felice in una gabbia. Uniti da un animo artistico e dai pastelli lasciati di proposito nella gabbia, Julia e Ivan riusciranno a comunicare attraverso il disegno. “Non è uno scarabocchio, è uno scarafaggio”, dice Julia guardando il disegno di Ivan, l’unica a vedere ciò che effettivamente il gorilla aveva disegnato. Un riferimento al Piccolo Principe e al suo disegno: il protagonista di sei anni disegna un serpente che ingoia un elefante, in modo astratto; i grandi non riuscivano a vedere, per loro era solo il disegno di un cappello. 


Il bambino è costretto a disegnare l’elefante all’interno del serpente, e conclude: “Hanno sempre bisogno di spiegazioni, loro”. Purtroppo è così, i bambini vedono ciò che per noi ormai è blindato. Crescere non dovrebbe significare perdere sé stessi, anzi. Eppure spesso succede, rinunciamo alla magia delle piccole cose e alla verità davanti ai nostri occhi. Per fortuna Ivan aveva Julia, e poi un gran numero di gente pronta a manifestare lottando per la sua libertà. Sembra una storia incredibile, e di fatti lo è. Alla fine del film è spontaneo cercare su internet maggiori informazioni, e la meraviglia aumenta perché – salvo alcune cose – risulta tutto vero. 
 
I disegni di Ivan sono anche acquistabili online, e ricerche scientifiche hanno dimostrato non solo che alcuni animali sono in grado di disegnare, ma che capiscono ciò che stanno facendo. Quando Ivan disegna un paesaggio naturale, ricordo del suo habitat, è impossibile non commuoversi. Perché quel ricordo è il suo desiderio: i pastelli impressi qua e là in tonalità di verde ricordano gli spazi infiniti di alberi ed erba, quelli blu sono i laghi, così come il giallo è il sole. Un pugno allo stomaco per noi umani che in tutti i modi priviamo della libertà, della dignità e della loro essenza tutti gli animali. “E noi saremo mai liberi?”, chiede la piccola elefantessa nel film. “Ci sono dei posti sicuri, con alberi, erba, laghi, dove gli animali possono essere liberi. 


Come la Savana. Dove gli umani si fanno perdonare”, risponde Stella, elefantessa più grande. Cosa vuol dire essere privati per tutta una vita della luce del sole, degli spazi immensi della natura, della compagnia dei propri simili ed essere costretti da non-si-sa-chi e non-si-sa-per-cosa a guardare solo attraverso le sbarre? È una realtà estesa al circo, agli allevamenti e tutto quello che riguarda lo sfruttamento di una vita. Non si può nascere per questo, per essere oggetti degli esseri umani. La Disney e Thea Sharrock non hanno tirato fuori questo titolo a caso. Con le notizie crudeli che purtroppo arrivano da ogni parte del mondo, c’è bisogno di informazione, di commozione, di valori e di umanità. Non quella cattiva, quella buona. La Disney da sempre si schiera per i diritti e la difesa degli animali, e ancora una volta l’ha fatto. E noi con lei.


Che altro dire, Buona visione!


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