Fumettilandia

Cinegatto

PAGINA 69 #13

Buon pomeriggio readers,
come tutti i giovedì è arrivato il momento di presentarvi l'autore ospite della pagina 69. Eccomi qui con, "Il mondo perfetto di Elisa" di Salvatore Scalisi

Pagina 69

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Ricordo che la rubrica è stata ideata da Ornella di Peccati di Penna.

IL MONDO PERFETTO DI ELISA - SALVATORE SCALISI

Genere: Narrativa
Prezzo:  8,90 (ebook € 3,67)
Editore: Independently published
Pagine: 152
Pubblicazione: 19 settembre 2018

La bellissima protagonista, capelli biondi raccolti in un morbido chignon, fisico asciutto e slanciato, ci viene presentata dall’autore, riflessa in una vetrina del lungo corso di una città.Chi è? Che cosa nasconde il suo disinteresse per il mondo maschile? L’incontro casuale col fascinoso Lorenzo, farà affiorare profonde angosce infantili, mai risolte sul piano pratico della coscienza di sé.Elisa vive in un mondo perfetto, costruito attorno a lei da una figura assai losca, Mario, che ha saputo plagiare la nipote fino ad annullare in lei ogni voglia di riscatto, ogni voglia di vita normale.La storia, apparentemente fresca e piacevole, si snoda in un ambiente paradisiaco dove tutto appare perfetto e privo di problemi: una splendida villa elegantemente arredata, circondata da un fragrante giardino con piscina; qui la vita si dipana serenamente fra colorati aperitivi, cene gustose e rarissimi ospiti. La scena finale del romanzo mette in evidenza l’obiettivo dell’autore: presentare al pubblico dei lettori un’indagine sociale su certe aberrazioni della mente maschile che, a volte, assume atteggiamenti devianti dalla norma. Tali comportamenti, legati alla sessualità, sfociano nella persecuzione, nella riduzione in schiavitù, nella privazione di libertà personale, nell’ossessivo possesso dell’oggetto del desiderio che si vede solo come “cosa” d’appartenenza privata, ed esclusivo uso e consumo dell’orco-padrone.Comunissima vicenda che si ripete, da tempo immemorabile, in molte famiglie di ogni condizione e di ogni cultura.L’autore, con delicatissima penna e con impareggiabile maestria, lascia al lettore ogni possibile commento, più o meno etico, sull’argomento.
Pro. sa Maria Carmela Benfatto.

ESTRATTO


Mi sono sempre chiesta perché mai fai il lavoro di traduttrice … insomma, per quanto gratificante possa essere, e anche se di tanto in tanto scrivi libri di storia moderna, non esalta certo le tue vere qualità. Avresti potuto dedicarti totalmente a scrivere romanzi. Il tuo primo e unico lavoro di narrativa a me è piaciuto molto e mi sembra che anche come vendite non è andata decisamente male; ma credo che non stia dicendo nulla di nuovo che tu non sappia già. –
- Non so in questo momento se esaltarmi per gli elogi che mi fai come romanziere, o deprimermi per il lavoro che finora ho svolto per vivere. –
- Se non fossi brava nel tuo lavoro, mi sarei sbarazzata di te al primo approccio. –
- Ne sono sicura. –
- In questo momento non è l’editore e il tuo datore di lavoro che ti parla, ma la tua cara e sincera amica. Conoscendoti bene negli anni ho la sensazione che tu voglia sfuggire dalla notorietà... certo non sono affari miei, ma mi dispiace. -
- Pensi forse che io non mi senta appagata, o peggio ancora, che viva in uno stato di incoscienza totale? - risponde serenamente Elisa, facendosi dondolare dall’altalena che si trova in giardino.
- Sembrerebbe di no, ma è proprio questo il punto, mia cara - replica l’amica, dinanzi in piedi a godersi l’inusitato spettacolo.
- Credo con tutta sincerità di non essere ancora pronta come autrice di romanzi. Il mio precedente e unico scritto è stato un diversivo di percorso, riuscito, lo devo ammettere, ma niente di più. Ho bisogno un po’ di tempo per capire quanto sia importante per me intraprendere il nuovo lavoro – dice Elisa, quando sopraggiunge Mario.
- Ci sono visite. -
- Oggi è una giornata movimentata. Chi sarebbe? -
- Un grosso cane dal colore chiaro - risponde l’uomo, tra lo stupore delle due donne che, una volta entrate nell’appartamento, osservano nel piccolo monitor l’animale seduto per terra, con le due zampe anteriori dritte e un bellissimo mazzo di fiori variopinti nella morsa inquietante delle sue mascelle. La porta d’ingresso si apre per assistere alla parte conclusiva della più sorprendente trasformazione mai realizzata: da grosso cane dall’aria poco rassicurante, ma in realtà simpaticissimo, a uomo di mezza età dallo sguardo affascinante.
- Salve, questi sono per lei. È un pensiero di Juri, il mio cane... è dispiaciuto per quello che è successo l’altro ieri sera al parcheggio; sa, è molto avanti negli anni e anche la vista non è più come una volta. L’ho perdonato, in fondo ha un buon carattere – spiega Lorenzo, cercando di apparire simpatico.
-... dov’è andato adesso? - chiede Elisa.
- È parecchio timido, preferisce rimanere in macchina - replica l’uomo, accennando un leggero sorriso.
-... si tratta sicuramente di una storia interessante... cara, perché non offri da bere al signore, stai certa che con questo caldo non si farà pregare più di tanto. - interviene furbamente l’amica, col chiaro intento di fare da mediatrice tra i due interlocutori, accolta non favorevolmente da Elisa, la cui espressione diventa improvvisamente seria.
- Beh, nel frattempo mi sono ricordata di avere un impegno importante. Tolgo il disturbo - dice l’amica.
- Ti prego, rimani! - sembra supplicare Elisa.
- Non vorrei essere di troppo... – dice l’uomo.
- Perché mai dovrebbe, signor... –
- Perdonatemi, ho detto il nome del mio cane, trascurando il mio; sono Lorenzo. –
- Carino come nome – osserva l’amica.
- Si accomodi – dice Elisa. - Il suo cane lo lascia in macchina? –
- La macchina ha il finestrino abbassato ed è parcheggiata all’ombra, non mi vorrà male se ritarderò un po’. –
- Le confesso che mi ha messo parecchio paura quella sera al parcheggio – ammetta Elisa, mentre attraversano il salone per andare nel giardino.
- Ho assistito, mio malgrado, alla scena in lontananza – afferma Lorenzo. - E mi sono sentito impotente per non aver fatto in tempo a darle il mio aiuto. –
- Si è rifatto alla grande – commenta l’amica con la solita verve. 

SALVATORE SCALISI

Nato e residente a Catania, ho frequentato studi classici. Nella vita ho svolto diversi lavori: manovale, lavapiatti, cameriere, vendita porta a porta, rappresentante e antiquario… Da ragazzo, ma ancora oggi possiedo la stessa vivacità, avevo una spiccata fantasia che mi permetteva di elaborare a livello mentale una serie di scene adrenaliniche che, messe insieme, diventavano delle vere storie. Questa situazione è durata fino all’età di 14 – 16 anni, per poi passare alla scrittura vera e propria. I miei primi lavori erano dei brevi racconti, di tre quattro pagine; nel giro di pochi anni ne avrò scritti qualche centinaio che, purtroppo, alla fine sono andati perduti. Poi, intorno ai quarant’anni, la passione per il cinema mi porta a cimentarmi con i soggetti cinematografici. Pure in questo caso la produzione è stata importante, sul numero delle decine. Successivamente passo a storie più articolate, racconti lunghi, per finire al romanzo. Ho sempre pensato che la scrittura sarebbe stata nella mia vita una presenza predominante. Alle storie che scrivo mi piace spesso abbinare ai temi sociali una introspezione psicologica dei personaggi, il tutto condito da un’atmosfera di mistero. Gli episodi di Parker vanno letti rispettando l’ordine cronologico.
Allora che cosa ve ne sembra? Vi ho incuriosito? Qui potete trovare il link d'acquisto.



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