RECENSIONE AUTORI EMERGENTI: IL RAGAZZO CHE SUSSURRA AL MARE DI ARTURO BUZZAT E RITA MUSUMECI

Hola Gattolettori,
come ogni giovedì ecco qui la recensione della nostra carissima Simon che oggi ci parla di un libro molto particolare, Il ragazzo che sussura al mare di Arturo Buzzat e Rita Musumeci.

Il ragazzo che sussurra al mare
di Arturo Buzzat e Rita Musumeci
                                                   
Genere: Narrativa
Editore: Dri Editore
Prezzo: -
Pagine:-
Uscita: 30 Settembre 2016


RECENSIONE

Mazotos-Cipro-
Davanti al mare, ascoltando il suono provocato dalla risacca delle onde, un giovane e un vecchio si incontrano, si parlano, stringono un contatto, un'amicizia. Si capiscono come se si conoscessero da anni, perchè Kyriakos, un adolescente di tredici anni adoratore del mare, di una sensibilità profonda, e Mihalis, che ha vissuto una guerra, sulla sua pelle, sono due persone speciali.
Stringono una preziosa alleanza, in virtù di una storia.

Sei mai stato ad Aleppo?...
Quando la vista era un pullolare di storia, di cinquemila anni di storia per essere più esatti, svelatimi da moschee, chiese, sinagoghe, fabbriche di sapone, bagni turchi e caravanserragli.
Passeggiare per le sue piccole e grandi strade era una bellezza incredibile, tante erano le opportunità di vedere, di scoprire, di conoscere.
L'ultima volta che ho potuto parlare con Amira e i suoi genitori però, loro mi hanno detto che ora, della città di cui mi ero innamorato, restano solo cumoli di macerie...
La storia di Amira.
La storia di un viaggio.

Un viaggio di profughi, dalla Siria, bombardata, defraudata, saccheggiata, alla Turchia, attraverso Grecia e Macedonia, poi Serbia, Ungheria, Austria e infine la tanto desiderata, agognata, sognata, Germania.
Il viaggio di Amira con la sua famiglia è lungo, straziante, doloroso, è un viaggio che i bambini non dovrebbero mai affrontare, è uno sbarramento di fili spinati, di mura, barriere, polizia, gas lacrimogeni, che bambini non dovrebbero mai vedere.

Vorrei tanto, assieme ai miei genitori, vivere in un luogo qualsiasi, lontano dalla guerra, dove, il mattino, ci si possa alzare con il sorriso, senza temere la morte in ogni momento.
Ho paura, Inas. Ho paura delle bombe, della fame, dell'incertezza del domani, che il nostro viaggio non ci porti in nessun luogo...
Ma questo, vedono gli occhi di Amira. Nel lungo e tormentato cammino, questo viene alla luce nelle mail che lei riesce a spedire a sua cugina Inas, che vive a Mazotos-Cipro, amica di Kyriakos amante del mare, amico del vecchio Mihalis, nonno di Inas e di Amira.
Sono queste mail spedite a Inas, lette con gli occhi di Kyriakos, ascoltate dal nonno Mihalis, a diventare un ponte di amore e speranza che unisce i loro destini.

Dopo quanto ho vissuto, mi sono convinta che la speranza sia davvero una radiosa attesa che ci spinge a sognare, a cercare, a costruire con forza e passione, come abbiamo fatto io, mamma è papà, il futuro..

Una storia sentita, toccante, una storia che racconta di unione di cuori "diversi" come quelli di un vecchio e un ragazzo, una storia di conoscenza, di crescita, di stupore sbigottino, in Kyriakos c'è tutto questo.
E' la storia di migliaia di bambini, ragazzi, che hanno affrontato l'incubo di un viaggio apocalittico in cui lo smarrimento, la paura, lo sgomento, li attanaglia, ma è anche il racconto, fatto testimonianza, di una forza, di una speranza che mai deve mancare, che guida anche quando il corpo, i piedi, il freddo, la fame, ti immobilizzano.

E' grazie alla speranza, alla determinazione, alla tenacia, che Amira, come migliaia di altri bambini, non si arrende. E prosegue, seppur terrorizzata e stremata, verso una probabile salvezza.
Una coraggiosa lotta per la sopravvivenza che mai nessun bambino, di ogni nazione, etnia, sesso, razza, religione, dovrebbe mai sperimentare.



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