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CINEGATTO: IT SECONDO CAPITOLO

Hola readers,
l'attesa è finita, la seconda parte di IT è finalmente uscita... la nostra grandissima Annalisa come sempre è andata al cinema a vederlo per noi... come le sarà sembrata questo nuovo epilogo?


Scheda Film

IT 2 un film di Andy Muschietti. Con James McAvoy, Jessica Chastain, Isaiah Mustafa, Jay Ryan, James Ransone. continua»
Titolo originale It: Chapter Two. Horror, Ratings: Kids+13, durata 165 min. - USA 2019. - Warner Bros Italia uscita giovedì 5 settembre 2019.

Il male risorge a Derry con IT - Capitolo 2, il sequel del grande successo IT, sempre firmato dal regista Andy Muschietti, che ha deciso di scorporare in due lungometraggi diversi le due linee temporali che nel monumentale romanzo di Stephen King si alternano. Ridefinendo e trascendendo il genere, IT è diventato il film horror dai più alti incassi di tutti i tempi.
27 anni dopo gli eventi narrati nel primo IT, un ormai adulto Mike (Isaiah Mustafa) richiama i membri del Club dei Perdenti a Derry: basandosi su diversi elementi in alcuni efferati recenti omicidi, è sicuro che ormai Pennywise (Bill Skarsgård) sia tornato a colpire.
Pur con un ricordo confuso del passato, Bill (James McAvoy), Richie (Bill Hader), Eddie (James Ransone), Ben (Jay Ryan) e Beverly (Jessica Chastain) rispondono al richiamo lasciandosi momentaneamente alle spalle le proprie vite lontane.
Ma riaffrontare IT non sarà più semplice al secondo giro: di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, e non sono affatto sicuri di riuscire a ricreare la magica alchimia che li unì in quella fantomatica estate. Soprattutto, pesa l'assenza di Stanley, che non si è presentato con gli altri alla nuova chiamata alle armi. Che il segreto per affrontare IT si celi nei differenti legami che tutti i Perdenti hanno mantenuto, volenti o nolenti, con l'insopportabile Derry e le loro infanzie?
RECENSIONE


Il romanzo di Stephen King è fin troppo famoso per non aver sentito almeno una volta parlare del pagliaccio che terrorizza la città di Derry. Ed è anche troppo maestoso per essere analizzato, non ci si sente all’altezza. Conosciamo tutti la storia, la chiave di lettura che vede in Pennywise il male del mondo, radicato sempre di più nel cuore delle persone; ricordiamo i temi che spaziano dal fortissimo legame di un gruppo di amici considerati perdenti, in lotta fin da piccoli con sé stessi, con gli altri, costretti a confrontarsi con bullismo, violenza, indifferenza e terrore. It è conosciuto da diverse generazioni che hanno letto il libro, visto la mini serie degli anni ’90, la prima parte del film uscita due anni fa (o tutti e tre, se siete grandi fan come me). Si parla di “parte” perché l’immenso libro di oltre mille pagine scritto nel 1986 non può essere riassunto - nemmeno coi dovuti tagli cinematografici - in meno di due film. 


Il regista Andrès Muschietti ha discusso a lungo con lo scrittore papà di It per cercare di adattare al meglio la sua creatura alle esigenze del grande schermo, chiedendosi anche se non fosse il caso di dividere la storia in tre parti. Il libro stesso, che copre un periodo temporale totale di ventisette anni, è diviso in cinque parti più l’epilogo; risulta pertanto difficile non smarrire il cuore dell’opera nei limiti del cinema, che è costretto a tagli e velocizzazioni necessari per non perdere l’attenzione dello spettatore e rientrare in un minutaggio adatto. La sfida del regista non è stata dunque delle più semplici: rinchiudere la lunga storia di Bill, Beverly, Eddie, Ben, Mike, Stan e Richie, la loro amicizia, l’essenza crudele della città di Derry, la crescita e la lotta con i fantasmi del passato, sono tutte tematiche ampiamente sviscerate nel romanzo. 


Il secondo capitolo è dunque il proseguimento naturale del primo, che impone allo spettatore di conoscere e ricordare minuziosamente la prima parte (non si tratta di un sequel, va visto più che altro come un unico film diviso per ovvie ragioni). La pausa richiesta dai tempi di produzione ha anche aiutato nel somatizzare ciò che si è visto dell’infanzia dei ragazzi, far passare il giusto tempo per ritrovarli grandi, ognuno con le loro vite - fintamente riscattate -, e al tempo stesso non dimenticare i tratti caratteristici che ancora oggi non li hanno abbandonati. Torniamo così da Jaeden Martell (Bill) affiancato da James McAvoy, e ancora Sophia Lillis/Jessica Chastain (Beverly), Jeremy Rey Taylor/Jay Ryan (Ben), Finn Wolfhard/Bill Hader (Richie), Chosen Jacobs/Isaiah Mustafa (Mike), Jack Dylan Grazer/James Ransone (Eddie), Wyatt Oleff/Anfy Bean (Stan) e ovviamente Bill Skarsġard (Pennywise). Il cast è imponente, con nomi importanti e performance dei più piccoli che non hanno nulla da invidiare ai loro colleghi più grandi. C’è meno Derry, meno attenzione sulla cattiveria e indifferenza della gente che si limita a essere mostrata nella prima scena del film (anche in questo caso fedele al romanzo); scelta probabilmente collegata a ciò che si è detto prima, ovvero che questo va visto come un unico film legato al precedente, ragion per cui sarebbe superfluo tornare ancora su un concetto ampliamente mostrato nella prima parte. 


Adesso ci si concentra più che mai sui protagonisti, sul loro ritorno, su ciò che hanno sepolto nella memoria, perché spaventoso. Le libertà di trama vanno di pari passo con la fedeltà al nocciolo delle questioni nel romanzo, dando un senso di familiarità ai lettori del libro e mostrando le differenze volute. Ne risulta un film abbastanza strano, a volte confusionario, paradossale, che inizia bene seguendo schematicamente i passaggi del romanzo, e che prosegue tra un “ha senso” e un “è troppo”. Eppure, incredibilmente, alla fine il prodotto è buono. Il rito di Chud, i pozzi neri, la reale forma delle cose ci sono tutte, molte promesse sono state mantenute. 

Era impossibile, ovviamente, lasciare intatte alcuni parti del romanzo (come è stato per la prima parte con la scena d’amore con cui si sono salvati i protagonisti da piccoli, raccontata in contemporanea con la vittoria da adulti), ma il finale è rimasto fedele nella modalità e nel messaggio: il male da sconfiggere alla radice, portando via con sé (si spera per sempre) cattiveria, pregiudizi, violenza. 
It viene attaccato allo stesso modo del romanzo e con delle aggiunte messe lì probabilmente per “spiegare” agli spettatori cosa realmente si stava combattendo. Muschietti si concede anche qualche libertà in più nella scelta di non specificare il sesso di It (nel romanzo ricorderete essere una femmina gravida che minacciava con la sua prole di attecchire ancora di più alle viscere della città e dunque diffondersi altrove) e nello sviluppo di due personaggi. Ma per conoscere la nuova trovata dovrete aspettare di vederlo al cinema. 

Per un romanzo incredibile, che spazia tra il delirio e l’assoluta grandezza, non si poteva che tentare di imitare quel cocktail perfetto puntando decisamente più in basso, consapevoli dei limiti di cui abbiamo parlato, ma riuscendo forse a tirar fuori il prodotto migliore che si potesse fare con un peso letterario di spessore come It. E credo proprio che se lo stesso Stephen King ne ha preso parte con un cameo (memorabile) e ne ha seguito lo sviluppo, il film nel suo complesso è approvato.


Voto


2 commenti

  1. Troppi Jumpscare per i miei gusti :D e a questo punto anche troppa Cgi! Certo il primo omicidio di Pennywise è decisamente tosto, un brividino mi è venuto!

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    1. L'inizio mi aveva fatto ben sperare infatti! Mi ha ricordato l'inizio del libro...poi il nulla ahha

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