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PAGINA 69 #11

Buon pomeriggio readers,
come tutti i giovedì è arrivato il momento di presentarvi l'autore ospite della pagina 69, ecco qui L'ultima luna di Camillo Carrea.

Pagina 69

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Ricordo che la rubrica è stata ideata da Ornella di Peccati di Penna.
 
L'ULTIMA LUNA - CAMILLO CARREA

Genere: Narrativa
Prezzo:
€ 8,99 (ebook € 2,99)
Editore: Lettere Animate
Pagine: 166
Pubblicazione: 24 Settembre 2018

Nelle pagine di questo romanzo agiscono tanti personaggi, vecchi e giovani, principali e secondari, più uno: il paese. Il paese si trova nel centro Italia ed è pervaso da un'aura misteriosa che sembra echeggiare di via in via, di porta in porta. Il paese parla, borbotta e spettegola continuamente, e dice che sulle sue donne pende una maledizione che nemmeno un luminare americano è riuscito a sfatare: sono destinate a morire prematuramente nelle notti di luna nuova e soltanto poche di loro riusciranno a mettere al mondo un figlio. Il paese dice anche che è meglio tenersi alla larga dalla grande casa che si affaccia su l'Eterna, la quercia che lo domina da chissà quanti secoli e sotto le cui fronde si sono compiuti chissà quali atti sacrileghi e violenti. E poi che chi abita nel Quarto Gliostro è matto e non deve mescolarsi con il resto del paese, soprattutto quando lo spirito malvagio del Vecchio Principe risale le fogne portando con sé il fetore dell'Odio e le strade si fanno buie, sinistre e pericolose.
In quest'atmosfera elettrica, carica di antichi e oscuri segreti, rivalità e rancori, nasce e cresce Alessandro Attilio, il narratore che accompagnerà il lettore sciogliendo e riannodando continuamente il filo dei ricordi. Alessandro Attilio ha due nomi, il primo usato da quelli del Quarto come sua madre, il secondo dal resto del paese; ha due nonni tra cui corre un antico e irrisolvibile rancore, Celestino proprietario del bar della Luna Nuova e reduce della campagna di Russia, e Bonifacio che, non credendo alle dicerie del paese, vive nella grande casa de l'Eterna; tre zii poco più grandi di lui, frutto di un miracoloso parto plurigemellare, e Zelda, la ragazza dei suoi sogni.
Sono gli anni Settanta e i giovani vogliono divertirsi, conquistare il mondo e baciarsi in pubblico, mentre i vecchi mugugnano e gridano allo scandalo. Toni vuole fare il ballerino, Virgilio il pittore e andare in un posto dove non ci siano da dipingere solo nature morte, Infinita parla pochissimo, è comparsa all'improvviso e assomiglia in maniera inquietante a quel volto di donna che campeggia su una delle pareti del bar della Luna Nuova e che a poco a poco va sbiadendosi. Lodovico e Adelchi, i più colti, risalgono le scale della storia per capire da dove nasca tutto quel mistero che aleggia nell'aria, tra il disprezzo per i medici gattopardi che da sempre spadroneggiano in paese, strane storie di eretici, alchimisti e streghe, e atipiche ricostruzioni sulla spedizione dei Mille che li porteranno fino in Indonesia.
Intanto il paese si fa sempre più vuoto, i tempi continuano a cambiare, le donne continuano a morire alla luce della luna nuova accompagnate dal suono di un pianoforte che rimanda le note del Chiaro di Luna di Debussy. Rimarrà solo Alessandro Attilio a trascinarsi come un vecchio fantasma centenario, tra le strette vie del paese ormai in rovina.

ESTRATTO


           
Tolsi lo sguardo dalle vetrine. Mi resi conto che non me ne fregava nulla del cappotto e della sciarpa e neppure di mio padre senza fiato per il prezzo del mio cappottino di Natale. Io pure ero senza fiato, in quel momento, ma per altri motivi. E tu caro papà, censore come Catone, non lo puoi sapere quali sono i miei motivi, o forse mi capiresti, visto il tuo consueto imbambolarti davanti al sorriso di tua moglie. Mi strinsi di più a Zelda e sentii lo sguardo di lei. La coda del mio occhio sbirciò il suo sorriso appena accennato, che irruppe in me sfondando porte e finestre. Un vento caldo e impetuoso, altro che tramontana. Avevo dentro lo scirocco che imperversava, vento incendiario, appunto: nel frattempo il vigore sotto il fustagno non s’arrestava.

“Virgilio, ma è proprio vero che tuo cognato non vuole che Alessandro veda certi film?”
“Già, è così. Ci tiene all’educazione di suo figlio, lui” le rispose lo zio Virgilio roteando gli occhi.
“Ma ormai è grande, Alessandro” osservò Zelda.
“Sì, e questo è molto evidente, anche” aggiunse poi con quel soffio di voce Mi strinsi che solo io potevo udire. Lo scirocco imperversava e accendeva vampate gigantesche.
“Chissà a cosa stai pensando, Alessandro. Sei silenzioso come Infinita” disse Zelda.
Infinita… Il paese diceva che i genitori adottivi l’avessero trovata un mattino d’inverno in riva al fiume. E che in quel mattino facesse molto freddo, e la bimba stava con un abitino di pelo d’ermellino, come una piccola regina.

I genitori le avevano messo quel nome strano. Infinita, ovvero la parola scritta sulla medaglietta che le pendeva dal collo.

CAMILLO CARREA

Sono nato a Atessa, in provincia di Chieti, e vivo da sempre a Colledimezzo, nella stessa provincia.
Leggo libri da sempre e sono innamorato di essi.
Libri che amo: Farhenheit 451, Memorie di Adriano, Il medico di corte.  I Buddenbrook.
Scrittori che amo:  Jorge Amado,  Osvaldo Soriano, Borges e tutta la letteratura latino americana, Thomas Mann, Manuel Vazquez  Montalbàn, Leonardo Sciascia, Wu Ming, Umberto Eco, John Fante.
Studi: Istituto Magistrale.  Allora leggevo Porci con le ali, Todo modo, Il nome della Rosa, al posto dei libri di  Piaget e Montessori. Non ho mai creduto che fossero meno importanti di questi. Pubblicazioni di poesia e narrativa. 

Allora che cosa ve ne sembra? Vi ho incuriosito? Qui potete trovare il link d'acquisto.



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