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REVIEW PARTY: BEAUTIFUL BOY DI DAVID SHEFF

Buongiorno Gattolettori,
oggi ho il piacere di iniziare la giornata parlandovi di un libro molto commovente, una storia delicata, spesso triste ma anche molto emozionante.


Beautiful Boy
di David Sheff
                                                       

Genere: Narrativa
Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo: € 17,90 (ebook € 4,50)
Pagine: 303
Uscita: 12 Febbraio 2019

Perché il mio meraviglioso ragazzo si è perso? Che cosa è successo alla mia famiglia? Dove ho sbagliato? Sono le laceranti domande che hanno ossessionato David Sheff in ogni istante dello straziante viaggio nella tossicodipendenza del figlio Nic e nel difficile percorso verso la guarigione.
Prima dell'incontro con la droga, Nic era il figlio che ogni genitore vorrebbe: cresciuto con amore dal papà giornalista e dalla mamma artista, era un ragazzo allegro e simpatico, studente modello, campione nello sport, adorato dai fratellini. Ma quando raggiunge l'adolescenza, Nic comincia a sperimentare le droghe, cadendo in una devastante discesa agli inferi, fatta di metamfetamina ed eroina. La dipendenza lo rende un relitto tremante «con due buchi neri al posto degli occhi», e inizia a mentire, rubare, scappare di casa. A chiedere aiuto e a precipitare di nuovo nel tunnel.
In questo memoir straziante, spietato e sincero, scritto con il cuore e con le lacrime di un padre che ama disperatamente il figlio, David Sheff racconta i primi segnali d'allarme, le bugie, le telefonate alle tre del mattino (sarà Nic? La polizia? L'ospedale?), i tentativi di disintossicazione, le ricadute. Lo stato di continua preoccupazione diventa per lui, a sua volta, una forma di dipendenza; panico, ansia e stress incessanti richiederanno un prezzo altissimo. Eppure non si è mai arreso e ha sondato e percorso ogni strada possibile per salvare suo figlio. Un libro duro, coinvolgente ed emozionante, da cui è stato tratto l'omonimo film con Steve Carell e il candidato Premio Oscar Timothée Chalamet.
RECENSIONE

Beautiful Boy non è un libro come tanti... è un libro di speranza, paura, dolore, gioie e ossessioni... un libro dalle emozioni contrastanti: ansia, rabbia, esasperazione, rimorso... un libro che racconta la storia di un padre, David Sheff, giornalista brillante e Nic, suo figlio, un tossicodipendente.

Nel raccontare la nostra storia, ho resistito alla tentazione di suggerire che si possano prevedere gli sviluppi di una dipendenza. Non sapevo mai che cosa sarebbe successo il giorno dopo. Ho cercato di riportare con la massima fedeltà gli eventi più importanti che hanno segnato Nic e la nostra famiglia, nel bene e nel male.
Prima che nella sua vita entrasse la droga, Nic era il figlio perfetto... brillante a scuola, educato, sempre presente con i fratelli più piccoli, un campione nel nuoto, insomma, il classico ragazzo modello.
Con l'adolescenza però iniziano ad arrivare i primi cambiamenti... nuove amicizie, spesso al quanto discutibili, prime delusioni d'amore e l'irrefranabile voglia di sentirsi diverso, di fare nuove "esperienze"... iniziano così i primi tiri di marijuana, per poi passare a sperimentare la metamfetamina e l'eroina, tutto questo non farà altro che portare Nic dentro al circolo vizioso della tossicodipendenza.


Attraverso le parole di un padre, Sheff, che ancora oggi non riesce a darsi pace, incolpandosi per la dipendenza del figlio, saremo accompagni in un viaggio straziante e doloroso verso la tossicodipendenza, dandoci così la possibilità di conoscere l'esperienza di un genitore con un figlio drogato.

Sono ormai abituato all'ansia incessante e agli attacchi di depressione provocati dalla dipendenza di Nic. Non ricordo più nemmeno com'ero prima.
Capitolo dopo capitolo infatti, il lettore senza imbattersi mai con il punto di vista di Nic, si ritroverà a vivere l'ansia, la preoccupazione durante i periodi di sparizione, l'angoscia ad ogni squillo nel cuore della notte, la rabbia nel non capacitarsi di come il proprio figlio non abbia avuto la forza e la determinazione per non farsi trascinare in quel vicolo cieco della dipendenza... il dramma... che come un uragano, non può che investire tutta una famiglia.
Ci saranno momenti di speranza, gioia, contentezza, stabilità ma anche momenti di delusione, rabbia, rassegnazione...

Nic era splendido, carismatico e adorabile ma, come tutti gli altri tossicodipendenti, quando era sotto l'effetto della droga diventava un estraneo, autodistruttivo e pericoloso. Ho lottato duramente per riconciliare queste due persone. Quale che fosse la causa - una predisposizione genetica, il divorzio, la mia esperienza con le droghe, la mia iperprotettività, l'incapacità di proteggerlo, la mia indulgenza, la mia severità, la mia immaturità, o tutte queste cose insieme - la dipendenza di Nic sembrava avere una vita propria.
Beautiful Boy è stata una lettura veramente molto toccante, spesso impegnativa a volte anche un po' pesante, ma l'autore con la sua scrittura coinvolgente, commovente, emozionante e la capacità di parlare al lettore da genitore a figlio, è riuscito a tenermi incollata al libro fino alla fine.
Sicuramente questo è un romanzo che può essere apprezzato in tutta la sua interezza soprattutto da chi è già genitore, non avendo infatti avuto ancora quel piacere, è stato difficile immedesimarmi in quei determinati stati di ansia o di preoccupazione che solo un genitore può provare nei confronti del proprio figlio ma questo libro è stato così intenso, che mi sono sentita arricchire da questa testimonianza illuminante e positiva.

Perchè leggere Beautiful Boy? Perchè David Sheff con il suo libro ha voluto trasmettere e diffondere speranza a tutte quelle persone che purtroppo si trovano a dover combattere la tossicodipendenza e perchè in fondo, bisogna avere la capacità di comprendere, che di fronte ad una dipendenza, solo il diretto interessato, con i dovuti aiuti, può decidere veramente di uscirne.

Ero ansioso di aiutare Nic a fermare la sua caduta, di salvare mio figlio. E questo, insieme ai miei sensi di colpa e alle mie paure, mi consumava. Poiché sono un giornalista, non deve sorprendere che scrivessi per cercare di dare un senso a quello che accadeva a me e a Nic, e anche per trovare una soluzione, una cura. Cercavo ossessivamente informazioni su questa droga, la dipendenza, le terapie. Non sono il primo scrittore per il quale questo lavoro è diventato un’arma con cui combattere un terribile nemico, oltre che una purificazione, la ricerca di un bagliore di speranza nell’abisso, e uno straziante processo attraverso il quale la mente organizza e regola l’esperienza e l’emozione che la sommerge. In definitiva, i miei sforzi non potevano salvare Nic. E la scrittura non poteva guarirmi, anche se mi sosteneva.


4 commenti

  1. Questo romanzo ha toccato le corde del cuore e anche quelle della mia ansia. Non vedo l'ora di vedere il film

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    1. Ci credo!! Si hai ragione sono anche io curiosissima di vedere il film

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  2. In rampa di lancio, anche se le aspettative alle stelle sono per il film. Che attori!

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