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RECENSIONE: INVISIBILI DI BERNARD MINIER

Buongiorno Gattolettori,
per affrontare questa nuova settimana, sono qui per parlarvi di un thriller che oltre a farmi cercare disperatamente il colpevole, è riuscito anche a lasciarmi qualche pensiero in testa una volta chiuso.


Invisibili
La seconda indagine di Lucia Guerrero
di Bernard Minier

                                        

Genere:
 Thriller
Editore: Baldini e Castoldi
Prezzo: € 22,00 (ebook € 11,99)
Pagine: 432
Uscita: 1 maggio 2026

 

In Galizia, nel Nord della Spagna, un killer rapisce donne all’alba, mentre si recano al lavoro. Donne che incrociamo ogni giorno senza vederle, donne delle pulizie, cassiere, commesse... Donne che scompaiono nel nulla, inghiottite dal silenzio. Le «invisibili» della società. A Madrid, invece, la violenza esplode sotto i riflettori. Qualcuno prende di mira persone benestanti, lasciando sulle pareti delle loro case una scritta identica ogni volta: «AMMAZZIAMO I RICCHI». Due assassini. Due mondi agli antipodi. Nessun legame apparente. E in un clima di rabbia e protesta sociale, Lucia Guerrero, tenente della Guardia Civil, dovrà indagare su entrambi i casi. Ma più si avvicina alla verità, più tutto si confonde. Messaggi anonimi la perseguitano, tra morti scenografiche e un dubbio assillante: è lei la cacciatrice… o la pedina di due menti diaboliche? Con Invisibili, Bernard Minier – maestro del thriller che con i suoi libri ha venduto più di 8,7 milioni di copie nel mondo, 450.000 solo con la saga di Lucia Guerrero – firma un romanzo adrenalinico, orchestrando con maestria la tensione che ci trascina verso l’ultima, incredibile rivelazione.

RECENSIONE

Già il titolo mi aveva incuriosita, ma quando ho capito chi fossero davvero queste “invisibili” devo ammettere che la storia ha assunto per me tutto un altro significato.
Perché le protagoniste della prima indagine sono donne normalissime. Donne delle pulizie, cassiere, commesse.
Persone che incontriamo continuamente nella nostra quotidianità e alle quali, probabilmente, non prestiamo quasi mai attenzione.

Ed è proprio questo particolare ad avermi attratta maggiormente.
In Galizia qualcuno rapisce queste donne all'alba, mentre stanno andando al lavoro e quasi nessuno sembra accorgersene immediatamente.

Quando ho letto questa parte mi sono fermata a pensare a quante persone incrocio ogni giorno senza sapere assolutamente nulla di loro. Magari sono sempre lì, alla stessa ora, nello stesso posto, eppure per noi finiscono quasi per diventare parte dello sfondo.

E se improvvisamente una di loro non ci fosse più, ce ne accorgeremmo?
È una domanda che mi ha accompagnata praticamente per tutta la lettura.
Nel frattempo, però, a Madrid succede qualcosa di completamente diverso.
Qui qualcuno ha deciso di prendersela con i ricchi e sulle pareti delle loro abitazioni lascia un messaggio che non ha bisogno di molte interpretazioni:

“AMMAZZIAMO I RICCHI”.

A questo punto naturalmente il mio cervello da investigatrice letteraria si è immediatamente attivato.
Due assassini, due città, vittime completamente diverse.
Coincidenze?
Io ormai quando leggo un thriller alla parola coincidenza non credo più. 
A indagare, per chi ha letto il primo libro, troverete nuovamente Lucia Guerrero, tenente della Guardia Civil.
Lucia è una protagonista imperfetta, è testarda, impulsiva, determinata e a volte prende decisioni che mi hanno fatto venir voglia di entrare nel libro e dirle:
“Lucia, magari pensiamoci cinque minuti prima no?” 
Naturalmente però... lei non mi ha mai ascoltata e per fortuna, altrimenti probabilmente il libro sarebbe durato la metà.

Piano piano l''indagine inizia a diventare anche molto personale. Qualcuno comincia a inviarle messaggi anonimi e la sensazione che dietro tutto ci sia una mente che sta giocando con lei diventa sempre più forte.
Ed è proprio qui che l'autore mi ha fregata. Ho iniziato a sospettare di tutti, avevo una teoria, poi un'altra.
A un certo punto credo di aver sospettato praticamente anche di chi passava casualmente sullo sfondo. 

Tra le due indagini devo ammettere che quella delle donne scomparse in Galizia è quella che mi ha coinvolta maggiormente, probabilmente proprio per il significato della parola “invisibili”.
C'è qualcosa di profondamente inquietante nell'idea di un assassino che scelga le proprie vittime perché pensa che siano persone delle quali nessuno sentirà davvero la mancanza.

Dall'altra parte, però, l'indagine di Madrid permette all'autore di parlare di un tema completamente diverso ma altrettanto attuale: la rabbia sociale, le disuguaglianze e il rancore verso chi possiede molto più degli altri.
Due mondi agli antipodi che, pagina dopo pagina, iniziano inevitabilmente ad avvicinarsi.
E io volevo assolutamente capire come.

Il ritmo cresce soprattutto andando avanti e nella seconda parte ho iniziato a fare quella cosa che faccio sempre quando un thriller mi prende davvero:
“Ancora un capitolo e poi smetto.” Naturalmente è una bugia!
Posso soltanto dire che Bernard Minier riesce a rimettere in discussione parecchie cose e che, quando sono arrivata alla rivelazione conclusiva, ho inevitabilmente ripensato ad alcuni passaggi precedenti e no, non avevo capito niente!

Consiglio la lettura a chi ama i thriller che non si limitano alla caccia al colpevole, a chi adora sospettare di tutti, come la sottoscritta, e a chi cerca un'indagine capace di intrattenere ma anche di lasciare qualche domanda una volta arrivati all'ultima pagina.

Io intanto, dopo questa lettura, credo che farò un po' più attenzione alle persone che incontro ogni giorno.
E per quanto riguarda le mie capacità investigative… direi che anche questa volta la Guardia Civil può tranquillamente fare a meno di me.

 


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