Ciao Gattolettori,
oggi per la rubrica Gatto TV torniamo a parlare di investigazioni, ma questa volta dimenticate detective cupi, silenziosi e tormentati perché la protagonista di questa serie è praticamente l'esatto contrario.
Sto parlando di Morgane – Detective geniale, serie franco-belga che mescola giallo, commedia e vita familiare e che, puntata dopo puntata, è riuscita a conquistarmi soprattutto grazie alla sua protagonista.
Perché Morgane Alvaro può piacere o irritare, ma una cosa è certa: è praticamente impossibile ignorarla!
Morgane Alvaro è una donna delle pulizie, madre di tre figli e con una vita privata decisamente caotica. Ma Morgane possiede anche una caratteristica molto particolare: ha un quoziente intellettivo di 160 e una straordinaria capacità di osservazione e deduzione.
Una sera, mentre sta lavorando negli uffici della polizia di Lilla, nota alcuni particolari relativi a un'indagine e riesce a trovare una soluzione che era sfuggita agli investigatori.
Il suo incredibile talento non passa inosservato e il commissario Céline Hazan decide di coinvolgerla come consulente nelle indagini della polizia.
C'è però un piccolo problema: Morgane ha un pessimo rapporto con l'autorità e soprattutto con le regole.
A dover lavorare al suo fianco sarà l'ispettore Adam Karadec, uomo preciso, metodico e rigoroso che non potrebbe essere più diverso da lei.
E da qui, potete immaginarlo, iniziano i guai.
Se c'è una cosa che Morgane – Detective geniale riesce a fare fin dalle prime puntate è rendere praticamente impossibile annoiarsi.
Morgane Alvaro è un uragano.
Parla continuamente, si veste con colori improbabili, non rispetta quasi nessuna regola, entra ed esce dalle scene del crimine come se fossero casa sua e soprattutto riesce a vedere collegamenti che nessun altro nota.
E devo ammetterlo: è proprio lei il motivo principale per cui ho continuato a guardare una puntata dietro l'altra.
Audrey Fleurot è semplicemente perfetta nel ruolo. Riesce a rendere Morgane esagerata, irriverente e a volte persino irritante, senza però farcela mai diventare antipatica. Dietro tutta quella sicurezza, infatti, scopriamo poco alla volta una donna molto più fragile e complicata di quanto voglia far credere.
Morgane è una mamma che cerca di tenere insieme una famiglia decisamente movimentata, una donna con un passato che continua a tormentarla e soprattutto una persona che, proprio a causa della sua intelligenza fuori dal comune, spesso fatica a trovare il proprio posto nel mondo.
Ma se Morgane è il caos, Adam Karadec è l'ordine assoluto.
Preciso, controllato, rispettoso delle procedure e sempre impeccabile, Karadec sembra essere stato creato appositamente per perdere la pazienza con lei.
Ed è proprio il rapporto tra i due a diventare uno dei punti di forza della serie.
I loro battibecchi sono esilaranti. Morgane invade continuamente i suoi spazi, Karadec tenta disperatamente di riportarla dentro le regole e, puntata dopo puntata, tra i due nasce una complicità sempre più evidente.
Ovviamente non vi dico altro perché una buona parte del divertimento sta proprio nel vedere come evolve il loro rapporto.
Ho apprezzato molto anche il modo in cui vengono costruiti i casi.
Ogni episodio presenta generalmente una nuova indagine e Morgane arriva alla soluzione attraverso dettagli apparentemente insignificanti: un oggetto fuori posto, una frase, un comportamento strano o qualcosa che soltanto lei sembra aver notato.
La parte divertente è vedere come funziona la sua mente. Quando Morgane inizia a collegare gli indizi, la serie ci porta quasi dentro i suoi ragionamenti e quello che inizialmente sembrava completamente privo di senso diventa improvvisamente evidente.
Ma Morgane – Detective geniale non è soltanto un poliziesco. Anzi, secondo me è proprio questo a renderlo così piacevole.
Le indagini si alternano alla vita privata di Morgane, ai problemi con i figli, alle sue relazioni sentimentali e a una quotidianità che sembra essere costantemente sull'orlo del disastro.
E poi c'è il mistero legato a Romain, il suo primo compagno scomparso anni prima, che accompagna la storia e ci permette di conoscere un lato molto diverso della protagonista.
Se devo proprio trovare un piccolo difetto, probabilmente direi che dopo un po', lo schema delle indagini può risultare prevedibile: arriva il caso, Morgane nota qualcosa che nessuno vede, sconvolge completamente il lavoro della squadra e alla fine riesce a mettere insieme tutti i pezzi.
Ma sapete una cosa? A me non ha dato particolarmente fastidio.
Perché alla fine non guardavo più la serie soltanto per scoprire chi fosse l'assassino, ma soprattutto per Morgane, Karadec e tutti gli altri personaggi che ruotano intorno a loro.
E soprattutto perché è una di quelle serie perfette quando si ha voglia di qualcosa di leggero, divertente e investigativo allo stesso tempo.
E ora qualche curiosità:
1. Il titolo originale significa qualcosa di molto preciso
In Francia la serie si intitola HPI – Haut Potentiel Intellectuel, espressione utilizzata per indicare le persone con un alto potenziale intellettivo. Morgane, infatti, ha un QI di 160.
2. Audrey Fleurot è diventata praticamente inseparabile da Morgane
Gran parte del successo della serie è sicuramente dovuto alla sua interpretazione. Look eccentrici, tacchi vertiginosi, colori accesissimi e una personalità incontenibile hanno trasformato Morgane in un personaggio immediatamente riconoscibile.
3. La serie è ambientata a Lilla
Le avventure di Morgane e Karadec si svolgono a Lilla, nel nord della Francia, una città che diventa parte integrante dell'atmosfera della serie.
4. Morgane ha conquistato anche gli Stati Uniti
Il successo della serie franco-belga è stato tale da portare alla realizzazione di un remake americano intitolato High Potential, con Kaitlin Olson nel ruolo della protagonista.
La base della storia è la stessa: una donna delle pulizie con tre figli e un'intelligenza eccezionale finisce per collaborare con la polizia.
5. Morgane e Karadec sono davvero agli opposti
E non soltanto caratterialmente. Tutto, dal modo di vestire al modo di lavorare, è costruito per sottolineare quanto siano diversi: Morgane è colore, improvvisazione e caos; Karadec è sobrietà, metodo e controllo.
Forse è proprio per questo che insieme funzionano così bene.
6. La prima stagione è composta da otto episodi
Una formula che la serie ha mantenuto anche nelle stagioni successive: episodi abbastanza lunghi da sviluppare il caso della puntata ma anche da portare avanti le vicende personali dei protagonisti.
7. Dietro la comicità c'è anche un tema più profondo
La straordinaria intelligenza di Morgane non viene presentata soltanto come un superpotere. Nel corso della serie vediamo anche quanto possa complicarle la vita, le relazioni e il rapporto con le altre persone.
8. Il successo è stato enorme
La serie ha ottenuto ascolti particolarmente importanti in Francia e Belgio, trasformandosi in uno dei maggiori successi televisivi francesi degli ultimi anni e arrivando poi in numerosi altri Paesi.
In conclusione, Gattolettori, se amate i gialli ma non avete voglia del solito poliziesco serio e cupo, Morgane – Detective geniale potrebbe essere la serie perfetta per voi.
Ci sono omicidi da risolvere, misteri, situazioni assurde, una famiglia completamente caotica e soprattutto una protagonista che riesce a essere geniale e disastrosa praticamente nello stesso momento.
Ma attenzione: dopo qualche puntata potreste scoprire che il vero mistero che volete vedere risolto non riguarda più gli omicidi...ma Morgane e Karadec.
E su questo, Gattolettori, non aggiungo altro.










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