Gattolettoriiiii,
oggi vi voglio parlare di Figli della foresta. Due vite africane rapite dal colonialismo italiano scritto da Igiaba Scego e illustrato da Chiara Abastanotti.
Un fumetto intenso che racconta una pagina della nostra storia troppo spesso dimenticata. Attraverso le vicende di due bambini africani strappati alla loro terra durante il colonialismo italiano, il libro invita lettori e lettrici a riflettere su identità, memoria, ingiustizia e appartenenza.
Figli della foresta
Due vite africane rapite dal colonialismo italiano
di Igiaba Scego - Chiara Abastanotti
"Nel 1873 l’esploratore e botanico tedesco Georg August Schweinfurth invia alla società geografica italiana un telegramma di poche righe dove è annunciata la morte di Giovanni Miani, la fine dell’esplorazione del Nilo Superiore finanziata dal governatore del Sudan Djafer Pascia e la presenza tra i beni lasciati da Miani di due “pigmei”. La parola pigmeo, oggi fortemente dispregiativa, indicava allora alcune popolazioni che abitavano i territori della foresta pluviale dell’Africa Centrale e Occidentale. Il mondo scientifico va in fibrillazione, eccitato dall’idea di poter vedere dal vivo, in carne e sangue, due persone di quei popoli. Ed è così che due bambini vengono di fatto deportati in Europa e violati nella loro intimità solo per essere osservati, classificati, analizzati. Due bambini ribatezzati dallo stesso Miani Tibò e Kairalla, togliendo così loro anche il vero nome delle terre natie, Tukuba e Makunka. Disumanizzati da una scienza che non li ha mai visti come persone, strappati ai loro affetti e alla loro foresta, costretti a viaggi estenuanti via mare e attraverso numerose città (Khartoum, Il Cairo, Alessandria, Napoli, Roma, Firenze, Rovigo, Verona), Tukuba e Makunka sono due simboli delle rimozioni sul passato coloniale italiano. Di loro restano solo una manciata di foto, i resoconti scientifici delle violazioni corporee subite, i volti mai illuminati da un sorriso, i commenti razzisti dei vari scienziati che li hanno esaminati e da oggi una graphic novel che restituisce loro dignità nella Storia."
RECENSIONE
La graphic novel prende avvio da un episodio realmente accaduto nel 1873. Alla morte dell'esploratore Giovanni Miani, emerge l'esistenza di due bambini africani che viaggiavano con lui e che vengono immediatamente considerati oggetti di interesse scientifico. Quei bambini avevano nomi, famiglie e una storia: Tukuba e Makunka. Eppure, una volta entrati nel sistema coloniale europeo, vengono privati persino della loro identità e ribattezzati Tibò e Kairalla.
Da quel momento la loro vita si trasforma in un lungo percorso di disumanizzazione. Strappati alla loro terra natale, costretti a viaggiare attraverso città e paesi sconosciuti, vengono esaminati da scienziati e studiosi che li osservano come curiosità etnografiche e non come esseri umani. Le loro emozioni, i loro desideri e il loro dolore non interessano a nessuno. Ciò che conta è soltanto catalogarli, misurarli e inserirli in teorie razziali che oggi riconosciamo come profondamente violente e prive di qualsiasi fondamento umano.
Il grande merito di Igiaba Scego è quello di riportare al centro proprio ciò che i documenti storici avevano escluso: l'umanità di Tukuba e Makunka. L'autrice parte dalle poche tracce rimaste – fotografie, relazioni scientifiche, testimonianze frammentarie – per ricostruire una narrazione che restituisce dignità a due bambini che per oltre un secolo sono stati raccontati soltanto attraverso lo sguardo dei loro oppressori.
La graphic novel non si limita a denunciare gli orrori del colonialismo. Invita anche a riflettere sulla memoria selettiva del nostro Paese. Il colonialismo italiano continua infatti a essere una delle pagine meno affrontate e discusse della nostra storia nazionale. Attraverso la vicenda di Tukuba e Makunka, il libro mette in luce quanto sia necessario interrogarsi su ciò che è stato dimenticato, rimosso o volutamente silenziato.
Le illustrazioni di Chiara Abastanotti svolgono un ruolo fondamentale. Il tratto espressivo e la costruzione visiva delle tavole accompagnano il lettore in un viaggio emotivamente intenso. Le immagini riescono a trasmettere la nostalgia per la foresta perduta, la paura dell'ignoto, la solitudine e il senso di sradicamento che accompagnano i due protagonisti. In molti passaggi, le tavole comunicano persino più delle parole, rendendo tangibile il peso delle violenze subite.
Uno degli aspetti più toccanti dell'opera è il continuo contrasto tra il modo in cui la società europea vede i due bambini e ciò che essi sono realmente: non "esemplari" da studiare, ma persone con sogni, paure, affetti e una propria identità culturale. È proprio questo contrasto a rendere la lettura così potente e dolorosa.
Da quel momento la loro vita si trasforma in un lungo percorso di disumanizzazione. Strappati alla loro terra natale, costretti a viaggiare attraverso città e paesi sconosciuti, vengono esaminati da scienziati e studiosi che li osservano come curiosità etnografiche e non come esseri umani. Le loro emozioni, i loro desideri e il loro dolore non interessano a nessuno. Ciò che conta è soltanto catalogarli, misurarli e inserirli in teorie razziali che oggi riconosciamo come profondamente violente e prive di qualsiasi fondamento umano.
Il grande merito di Igiaba Scego è quello di riportare al centro proprio ciò che i documenti storici avevano escluso: l'umanità di Tukuba e Makunka. L'autrice parte dalle poche tracce rimaste – fotografie, relazioni scientifiche, testimonianze frammentarie – per ricostruire una narrazione che restituisce dignità a due bambini che per oltre un secolo sono stati raccontati soltanto attraverso lo sguardo dei loro oppressori.
La graphic novel non si limita a denunciare gli orrori del colonialismo. Invita anche a riflettere sulla memoria selettiva del nostro Paese. Il colonialismo italiano continua infatti a essere una delle pagine meno affrontate e discusse della nostra storia nazionale. Attraverso la vicenda di Tukuba e Makunka, il libro mette in luce quanto sia necessario interrogarsi su ciò che è stato dimenticato, rimosso o volutamente silenziato.
Le illustrazioni di Chiara Abastanotti svolgono un ruolo fondamentale. Il tratto espressivo e la costruzione visiva delle tavole accompagnano il lettore in un viaggio emotivamente intenso. Le immagini riescono a trasmettere la nostalgia per la foresta perduta, la paura dell'ignoto, la solitudine e il senso di sradicamento che accompagnano i due protagonisti. In molti passaggi, le tavole comunicano persino più delle parole, rendendo tangibile il peso delle violenze subite.
Uno degli aspetti più toccanti dell'opera è il continuo contrasto tra il modo in cui la società europea vede i due bambini e ciò che essi sono realmente: non "esemplari" da studiare, ma persone con sogni, paure, affetti e una propria identità culturale. È proprio questo contrasto a rendere la lettura così potente e dolorosa.
Figli della foresta è una graphic novel che ha una grande forza narrativa. Non offre facili consolazioni e non cerca scorciatoie emotive. Chiede invece al lettore di guardare in faccia una realtà scomoda e di interrogarsi sul significato della memoria, della dignità umana e della responsabilità storica.
È una lettura importante per gli adulti, per i giovani lettori e per chiunque creda che la letteratura possa contribuire a illuminare le zone d'ombra del passato.
Perché ricordare Tukuba e Makunka, significa restituire loro ciò che è stato negato troppo a lungo: il diritto di essere riconosciuti come persone e non come oggetti della Storia.
Una graphic novel intensa e profondamente umana, che merita di essere letta, discussa e condivisa.
È una lettura importante per gli adulti, per i giovani lettori e per chiunque creda che la letteratura possa contribuire a illuminare le zone d'ombra del passato.
Perché ricordare Tukuba e Makunka, significa restituire loro ciò che è stato negato troppo a lungo: il diritto di essere riconosciuti come persone e non come oggetti della Storia.
Una graphic novel intensa e profondamente umana, che merita di essere letta, discussa e condivisa.
Storia: 10/10
Disegni: 10/10
Disegni: 10/10








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