Buongiorno readers,
quando ho iniziato a sfogliare Un curriculum per la creatività, pensavo di trovarmi davanti al classico libro di attività artistiche. In realtà, già dalle prime pagine, ho capito che era qualcosa di diverso: un invito a cambiare prospettiva, a rallentare e a osservare davvero il processo creativo.
Questo libro parla ai bambini, certo, ma allo stesso tempo parla anche a noi adulti. A chi insegna, a chi educa, ma anche a chi, semplicemente, vuole riscoprire il valore dell’immaginazione, dell’errore e della libertà di esprimersi.
Genere: Narrativa x ragazzi
Editore: Erickson
Prezzo: € 23,00
Pagine: 200
Uscita: 30 gennaio 2026
Non si tratta infatto di una semplice raccolta di esercizi artistici, ma di un vero e proprio percorso educativo strutturato, nato dall’esperienza di Expo Idéale. Il volume propone 20 lezioni, pensate come le tappe di un viaggio che accompagna bambine e bambini verso la costruzione di una mostra collettiva. Eppure, sorprendentemente, l’obiettivo finale non è il fulcro del progetto.
Il cuore del libro è il processo creativo.
Pagina dopo pagina, emerge con forza un’idea di arte come strumento educativo potente, capace di andare ben oltre il risultato estetico. L’arte diventa un linguaggio attraverso cui i bambini possono esprimersi, sperimentare, sbagliare e soprattutto crescere.
Uno degli aspetti che colpisce di più è proprio il modo in cui vengono affrontati temi fondamentali come:
- la libertà espressiva
- l’accoglienza dell’errore come parte integrante dell’apprendimento
- la collaborazione all’interno del gruppo
- l’osservazione di sé e degli altri
Ogni proposta è concreta, accessibile e facilmente adattabile a diversi contesti: dalla scuola primaria ai laboratori creativi, fino alle attività in biblioteca o in ambienti extrascolastici. Non è necessario essere esperti d’arte per utilizzarlo: il libro guida passo dopo passo, lasciando comunque spazio alla personalizzazione.
Particolarmente preziose sono le schede di osservazione presenti alla fine di ogni lezione. Non si tratta di semplici verifiche, ma di strumenti di riflessione che permettono di cogliere i cambiamenti del gruppo, i progressi individuali e le dinamiche relazionali che si sviluppano durante il percorso.
Sotto la superficie delle attività, il libro lavora su concetti profondi come il pensiero creativo, l’intelligenza emotiva, la metacognizione e l’atteggiamento proattivo. E lo fa senza mai risultare teorico o complesso: tutto passa attraverso l’esperienza diretta, il segno, il colore e il movimento.
Per questo motivo lo considero uno strumento estremamente valido non solo per insegnanti ed educatori, ma anche per tutte quelle realtà che desiderano trasformare l’aula in uno spazio vivo, fatto di ricerca, relazione e scoperta.
In un’epoca in cui spesso si dà più importanza al risultato che al percorso, questo libro ci ricorda qualcosa di essenziale: fare arte ogni giorno significa educare allo sguardo, alla libertà e alla fiducia.
E forse è proprio da qui che dovrebbe ripartire ogni forma di apprendimento.








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