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CINEGATTO: JUMPERS MOSTRA L'IMPORTANZA DEL MICROCOSMO NEL MACROCOSMO

Jumpers è al cinema dal 5 marzo. 


Scheda Film


 

L'amante degli animali Mabel (voce di Tecla Insolia) coglie l’occasione di usare una nuova tecnologia per “trasferire” la sua coscienza in un castoro robotico realistico e comunicare direttamente con gli animali. Mentre scopre misteri nel mondo animale che vanno oltre ogni sua immaginazione, Mabel stringe amicizia con il carismatico castoro Re George (voce di Giorgio Panariello) e deve riunire l'intero regno animale per affrontare una grave e imminente minaccia umana: il sindaco Jerry Generazzo (voce di Francesco Prando).

 

JUMPERS MOSTRA L'IMPORTANZA DEL MICROCOSMO NEL MACROCOSMO

Daniel Chong firma il nuovo film Disney Pixar con protagonisti gli animali. Vi state chiedendo dov'è la novità? Vi posso assicurare che la novità c'è eccome...!


SE NON AVETE VISTO IL FILM NON PROSEGUITE CON LA LETTURA: SPOILER!!!




Siamo abituati ad entrare nel mondo degli animali fin dal meraviglioso lungometraggio del 1942 Bambi, e nel corso dei decenni ne abbiamo viste di ogni, dai gatti che suonano il jazz ai dalmata che sventano il piano di un'amante di pellicce. Ma questa volta non si tratta di costruire sugli animali dei dialoghi o delle situazioni che si adatterebbero di più a noi esseri umani che a loro, né viene scritta una storia che sia solamente dal nostro punto di vista. Forse proprio Bambi è ciò che si avvicina di più all'operazione di Jumpers, con le tante dovute differenze. Entrambi i cartoni riescono a far immergere lo spettatore nell'habitat naturale degli animali protagonisti, mostrando i paesaggi, raccontando la quotidianità e l'interazione tra le specie. Nel classico Disney questo focus viene mantenuto per tutta la durata del film, lasciando che l'irruzione dell'uomo nella natura si avverta forte e chiara, ma non permettendo di diventare protagonista. In Jumpers, invece, abbiamo un'intersezione di tutto: umani, animali, tecnologia. Tutti e tre sono presenti massicciamente dall'inizio alla fine, si mescolano e si fondono per dar vita a una storia nuova, intelligente e piena di spunti di riflessione. 

La prima a farci riflettere è Mabel, una ragazza che ha molto a cuore gli animali, fin da piccolissima. Un personaggio impulsivo, arrabbiato, mai ascoltato, come la maggior parte delle adolescenti (di sempre). Questo suo carattere deciso è guidato da un ideale e da giusti valori, da un rifiuto per le ingiustizie e per la sottomissione delle specie considerate meno importanti. Mabel ha ragione, ma il suo modo di fare testardo e istintivo porta guai. Così il personaggio della nonna è la controbilancia perfetta per il temperamento della ragazza, una nonna che racconta di essere stata come lei da giovane, ma di aver capito solo con l'età che la rabbia non è una soluzione. Viene introdotto qui un elemento fondamentale per il film: un habitat naturale locale che la nonna protegge e ascolta. Quel posto, con gli alberi e l'acqua, le rocce e il vento, è un luogo di pace non solo per gli animali ma anche per chi sa restare in silenzio e ascoltare. Mabel impara da quel posticino così piccolo e così importante a respirare, ma quando viene a mancare la nonna è lei a doversene prendere cura. L'antagonista del film è il sindaco Jerry, un uomo determinato a costruire la super strada proprio su quel paesaggio incantevole a discapito degli animali che abitano lì.




Mi ha colpito come nel caos del mondo umano si sia scelta una bellezza così proporzionata per tenere in piedi un concetto così enorme: il senso della vita risiede nelle piccole cose. Uno stagno e dei piccoli animali rappresentano tutto il mondo di Mabel. La natura ci affascina e ci calma, riallinea i battiti del nostro cuore con il nostro respiro, ci fa dimenticare tutto ciò che è superfluo e ci fa ricordare quanto piccoli siamo. Ma è proprio nel nostro essere piccoli che risiede il tutto, è nelle parti che si compone il cosmo. Così quel microcosmo tanto importante per Mabel fa parte di un macrocosmo che ci contiene tutti quanti, che va rispettato, ascoltato, protetto in ogni modo, compreso con la tecnologia. Gli sviluppi scientifici rappresentati in questo film sono costruiti sulla base più giusta, solida e significativa che ci possa essere: la passione e l'amore per gli altri. La dottoressa e i suoi assistenti amano gli animali, sono stati in grado di costruire un castoro-robot che si confondesse tra i castori reali e di trasferire la mente umana in quel piccolo capolavoro meccanico. L'interazione tramite umani e animali in un contesto così è un sogno di tutti noi amanti degli animali. Per questo fa sognare e commuovere la scena in cui Mabel si trova in quell'habitat, quello stagno che è sempre stato il suo rifugio di pace, che ha vissuto dal di fuori, ma questa volta è una di loro. Il regista ha spiegato quanto fosse importante lavorare su ogni dettaglio affinché lo spettatore si sentisse all'interno di quel mondo animale. La mia sensazione è stata di ritrovarmi dentro a un sogno che accomuna molti di noi: poterli capire, poter parlare con loro, poterli proteggere. Mabel versione castoro robotico è in grado di fare esattamente questo. Capisco la sua emozione, ne condivido la gioia, sgrano anche io gli occhi di fronte alla rappresentazione della bellezza della natura e mi rendo conto di quanto gli animali siano in simbiosi con essa, mentre noi no. Siamo tutti sotto lo stesso cielo, viene detto, eppure spesso non lo guardiamo allo stesso modo.

I piani del sindaco sono dettati dalla classica fame di voti e di compiacimento degli elettori, calpestano tutto ciò che risulta essere di ostacolo al progresso e alla comodità. Eppure questo antagonista non è cattivo, costruito su un altro concetto che viene più volte ribadito nel film, ovvero quello che tutti in fondo sono buoni. Anche lui ha delle debolezze, si protegge dietro al potere della sua carica, si coccola con cravatte colorate e prepara la colazione alla sua mamma. Non è un mostro, è solo un essere umano. A sottolineare che a render qualcuno cattivo è il modo in cui persegue i suoi obiettivi è il personaggio di Titus: un insetto piccolo ma deciso a schiacciare l'umanità. Convocato il consiglio di tutte le specie presenti vicino l'habitat a rischio, il re dei castori Re Giorgio e la sua nuova consigliera Mabel spiegano a pesci, insetti, volatili e rettili che il sindaco ha piazzato degli alberi finti con sopra delle casse in cui vengono riprodotti degli ultrasuoni in grado di allontanare tutti gli animali dallo stagno al fine di ottenere i permessi per costruire la sua superstrada. Ma l'entusiasmo di Mabel nel mettere i bastoni tra le ruote a Jerry scatena una serie di eventi che portano rabbia da parte di tutte le specie, sottolineando ancora una volta che la nonna aveva ragione. Solo la calma e la cooperazione porteranno a dei risultati e di trovare un accordo per mantenere in equilibrio natura e progresso. Per arrivare a questo, verranno impiegate le forze di umani, animali e robot. Ma proprio questa unione farà accadere errori da cui si può solo imparare, schiarirà l'offuscamento dato dalle nostre convinzioni e porterà a una visione completa di ciò che si ha davanti.

Jumpers è divertente e commovente, con la sua grafica permette quasi di sentire il morbidissimo pelo di Re Giorgio e il suo profumo di vaniglia! Il suo ritmo è incessante e non annoia mai, la storia è innovativa e brillante. Gli animali sono meravigliosi sia nella loro rappresentazione con occhi a palla quando interagiscono tra loro, sia nella versione dolciotta in cui nessun umano può comprenderli. E poi ci sono i temi, il vero fulcro di tutto questo. Dal rispetto per il nostro pianeta alla cooperazione tra le specie, dalla protezione dei più deboli ai compromessi, dall'importanza del più piccolo alla lotta per ciò che è giusto (nel modo giusto, anche!). E poi c'è lei, la scena di chiusura perfetta: Mabel umana che resta in silenzio accanto al suo amico castoro Re Giorgio a contemplare la bellezza di quel posto, ad ascoltare il vento e il rumore delle foglie, dell'acqua, degli altri animali. In sintonia senza bisogno di parlare la stessa lingua, in grado di ascoltarsi mettendo da parte tutta la confusione di quella caotica realtà in cui siamo immersi. 









                                          

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