Eccomi nuovamente qui readers,
è
arrivato infatti il momento della Rubrica dedicata ai nostri autori
emergenti, Pagina 69. Oggi sul Blog abbiamo come ospite Giuseppe Bresciani, e il suo ultimo libro: "L'uomo che pesò l'eternità".
Pagina 69
Autore Emergente se ti sei appena sintonizzato sul mio
blog, il giovedì è dedicato a te quindi scegli come vuoi avere un po' di
visibilità (segnalazione o pagina 69) e invia un email a gattolibraio@libero.it con il libro
Sia per la pagina 69 che per la segnalazione dovrai inviarmi il seguente materiale:
- Libro da segnalare
- Piccolo estratto a piacere del libro
- Biografia
- Foto autore/autrice o qualcosa che vi rappresenti
Avviso: Tutte le email sprovviste di questo materiale non saranno neanche prese in considerazione
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Ricordo che la rubrica è stata ideata da Ornella di Peccati di Penna.
L'UOMO CHE PESO' L'ETERNITA'
GIUSEPPE BRESCIANI
GIUSEPPE BRESCIANI
Prezzo: € 18,90
Editore: Altrevoci Edizioni
Pubblicazione: 22 settembre 2025
Roma, 1940. È la mattina di Natale e un uomo si aggira solitario sul Pincio, incurante della neve che imbianca la città. Confida alle statue del parco i suoi vissuti all’insegna dell’avventura e dei prodigi. Chi è? Chi aspetta e perché? L’uomo ha 246 anni e ha “navigato per tre secoli sulle acque impetuose della storia”. Nel corso della sua esistenza ha assunto molteplici identità e ha saputo custodire il segreto dell’eterna giovinezza. Molti lo hanno conosciuto come il “Conte di Saint Germain”, apprezzandone l’erudizione, la follia e il talento. Ha raggiunto le vette del sapere esoterico e il suo carisma gli ha permesso di essere protagonista di grandi eventi storici e spettatore dei cambiamenti della società. Ha amato l’eterno femminino, e forse è è proprio l’amore il vero motore della sua vitalità. Ma come ha fatto a ingannare la morte?
ESTRATTO
1940.
Era il primo Natale di guerra e le notizie dal fronte greco edall’Africa del Nord non erano confortanti. L’apprensione per la sorte dei soldati italiani gelava il petto al pari dei brividi causati dalla morsa di freddo e precarietà che aleggiava nell’aria.
Quando la città si risvegliò, il grigio sentore che opprimeva gli animi fu stemperato dal suono delle campane e dal radiomes- saggio in cui Pio xii invitava a vincere l’odio che divide i popoli.
A poco a poco, nella giornata che stava iniziando, l’ombra del conflitto mondiale fu messa in fuga dai riverberi luminosi dei focolari in festa, dove si scambiavano auguri e doni, e pazienza se il razionamento dei beni alimentari privava le festività delle insegne dell’abbondanza. La carta annonaria non avrebbe negato ai più fortunati la gioia di scoprire accanto al presepe piccole strenne di agrumi, frutta secca, torrone e calze di lana.
Verso mezzogiorno iniziarono a cadere sulla città corposi fiocchi di neve. Era una precipitazione più seria di quella avvenuta nel corso della notte. Non accadeva dal lontano 1788 che nevi- casse negli ultimi giorni di dicembre, ma che la neve imbiancasse Roma proprio il giorno della Natività era un evento strabiliante.
L’incerto stupore mattutino si trasformò in un momento di euforia, come se la trapunta bianca annunciasse una tregua, se non la fine delle ostilità. Grandi e piccini sciamarono nelle vie e nelle piazze per giocare con la neve.
Un uomo dall’aspetto elegante ma dall’andatura stanca, che si trovava sul Pincio, alzò gli occhi verso il cielo e sorrise. Era vecchio e forse gli vennero in mente le nevicate della sua gioventù, gli schiamazzi e i giochi che la neve ispira alle anime gentili.
O forse no, i suoi ricordi natalizi erano sbiaditi e sorrideva per dissipare la malinconia. Era dal mattino che passeggiava in solitudine, senza una meta apparente. Intabarrato nel suo cappotto nero, le scarpe di cuoio
protette da calosce, faceva la spola fra la terrazza panoramica affacciata su Piazza del Popolo e Villa Borghese, e ritornava sui suoi passi come un esploratore avido di tracce che seguiva un filo d’Arianna visibile a lui solo. Chi lo notava poteva dire che era in attesa di qualcuno o qualcosa. Sembrava un uomo alla deriva, avvinghiato alle proprie abitudini e perciò incurante sia del maltempo sia del fatto che non fosse un giorno qualsiasi ma il Dies Natalis.
GIUSEPPE BRESCIANI
Sono nato il 7 ottobre 1955 a Como, dove risiedo.
Nel 1980 ho conseguito la laurea in Lettere Moderne presso l’Università di Pavia.
Dopo trent’anni di attività imprenditoriale-umanistica ho iniziato a dedicarmi a tempo pieno alla scrittura.
Ho esordito nel 2011 con “L’inferno chiamato Afghanistan”, il racconto del mio soggiorno come osservatore nel paese dei talebani. Nel 2013 ho pubblicato i racconti “Il cantico del pesce persico”. Nel 2018 ho pubblicato il romanzo sul crepuscolo di
Leonardo da Vinci in Francia “Le infinite ragioni” (Albeggi).
Nel 2021 ho pubblicato il romanzo storico “Il cavaliere del fiordo” (Leone) con cui ho vinto il premio “Scrittori con gusto” assegnato dall’Accademia Res Aulica di Bologna. Nel settembre 2025 ho pubblicato il mio nuovo romanzo “L’uomo che pesò l’eternità” (Altrevoci).
Nel 1980 ho conseguito la laurea in Lettere Moderne presso l’Università di Pavia.
Dopo trent’anni di attività imprenditoriale-umanistica ho iniziato a dedicarmi a tempo pieno alla scrittura.
Ho esordito nel 2011 con “L’inferno chiamato Afghanistan”, il racconto del mio soggiorno come osservatore nel paese dei talebani. Nel 2013 ho pubblicato i racconti “Il cantico del pesce persico”. Nel 2018 ho pubblicato il romanzo sul crepuscolo di
Leonardo da Vinci in Francia “Le infinite ragioni” (Albeggi).
Nel 2021 ho pubblicato il romanzo storico “Il cavaliere del fiordo” (Leone) con cui ho vinto il premio “Scrittori con gusto” assegnato dall’Accademia Res Aulica di Bologna. Nel settembre 2025 ho pubblicato il mio nuovo romanzo “L’uomo che pesò l’eternità” (Altrevoci).
Allora che cosa ve ne sembra? Vi ho incuriosito?










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