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NERDLANDIA: L' ALBERO DI NEWTON EDITO CREATIVAMENTE

Buongiorno readers,
sul mio tavolo de Il Salotto del Gatto Libraio, tra libri illustrati e fumetti, questa volta è spuntato un albero.
Un albero vero… da costruire, da far crescere, da osservare mentre traballa.
E sì: L’albero di Newton è uno di quei giochi che ti conquistano non con regole complesse, ma con una tensione silenziosa che si crea turno dopo turno.

Il gioco è firmato da CreativaMente, casa editrice che negli anni ci ha abituati a titoli intelligenti, capaci di unire gioco e scoperta.


L' ALBERO DI NEWTON

Aperta la scatola, la cosa che colpisce immediatamente è la struttura tridimensionale dell’albero.
Non è un semplice tabellone: è un vero oggetto da montare e osservare da tutti i lati.

 

Tronco, rami, mele… tutto è pensato per essere maneggiato facilmente anche dai bambini, ma senza risultare “troppo giocattoloso”.
È uno di quei materiali che ti fanno venir voglia di iniziare subito, senza nemmeno leggere tutte le regole.

 

E infatti… è esattamente quello che è successo anche a me.

 

Il meccanismo è molto semplice, ed è proprio questa semplicità a renderlo così efficace.

 

A turno si è chiamati a intervenire sull’albero:
si aggiungono elementi, si spostano parti, si fanno azioni che modificano l’equilibrio complessivo della struttura.

 

Sulla carta sembra tutto facile.
Nella realtà… no.

 

Perché ogni pezzo che aggiungi cambia il baricentro.
Ogni mela messa “un po’ più in là” può trasformarsi, nel giro di pochi secondi, nella causa di un crollo spettacolare.

 

Ed è lì che succede la cosa più bella:
tutti smettono di parlare.
Tutti guardano l’albero.
Tutti trattengono il fiato.

 

È una tensione silenziosa, molto diversa da quella dei giochi competitivi rumorosi.
Qui l’attenzione è totale.

 

Giocandoci davvero, quello che si percepisce subito è che L’albero di Newton non è soltanto un gioco di mano ferma.

 

È un gioco di:

  • osservazione,
  • previsione,
  • lettura dello spazio.


Prima di muovere un pezzo ti chiedi:
se lo metto qui… cosa succede dopo?

 

È un modo estremamente naturale per far capire ai bambini (ma anche agli adulti) cosa significa equilibrio, peso, stabilità, conseguenza delle proprie azioni.

 

E senza mai trasformare il gioco in una spiegazione scolastica.

 

Una cosa che ho davvero apprezzato è che L’albero di Newton funziona benissimo come gioco condiviso.

 

Non c’è mai un vero momento morto.
Anche quando non è il tuo turno, sei coinvolta perché l’albero è lì davanti a tutti e basta un movimento sbagliato per cambiare completamente la situazione.

 

È uno di quei giochi che, secondo me, si sposano benissimo con il gioco in famiglia proprio perché:

non richiede letture lunghe,
non ha regole difficili da ricordare,
permette ai grandi di giocare davvero insieme ai piccoli, senza “aiutarli” in continuazione.
 

La cosa che mi ha fatto sorridere di più durante le partite è stata la totale imprevedibilità.
Ci sono turni in cui sei convinta di aver fatto una mossa sicura…e invece l’albero inizia a oscillare lentamente, come se si stesse prendendo tutto il tempo per decidere se cadere oppure no. E quando finalmente crolla, non è mai un momento di frustrazione. È sempre una risata generale. Perché il crollo, in questo gioco, fa parte dell’esperienza.

 

Consiglierei L’albero di Newton a chi, come me e come voi che leggete Il Salotto del Gatto Libraio, ama i giochi che:

  • non urlano,
  • non corrono,
  • ma costruiscono attenzione.
     

È un titolo ideale per:

  • bambini curiosi,
  • famiglie che cercano un gioco breve ma intenso,
  • insegnanti ed educatori,
  • chi ama proporre esperienze che uniscono gioco e pensiero.

 

L’albero di Newton è un gioco elegante, intelligente e sorprendentemente coinvolgente.
Un piccolo laboratorio di equilibrio da portare sul tavolo,
capace di insegnare – senza mai dirlo apertamente – che ogni scelta, anche la più piccola, modifica tutto il resto.
Ed è proprio questo, alla fine, il motivo per cui mi è piaciuto così tanto: perché, come nei libri migliori, ti fa divertire… e allo stesso tempo ti allena lo sguardo.

 


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