Buon pomeriggio readers,
quello degli amori impossibili è un tòpos letterario antichissimo, di
cui troviamo già traccia nei miti greci e latini (Orfeo ed Euridice,
Enea e Didone…), e che è stato poi ripreso dalla letteratura medievale e
moderna (da Tristano e Isotta a Romeo e Giulietta, senza dimenticare
Werther e Carlotta, Heathcliff e Catherine, Anna e Vronskij…), nonché da
quella del XX secolo e da numerosi romanzi contemporanei – Eccone
alcuni fra i più significativi e innovativi del ‘900 e dei nostri
giorni, da (ri)scoprire per farsi travolgere dalla passione commovente e
inesorabile di chi, nonostante gli sforzi, deve scontrarsi con
l’impossibilità di coronare il proprio amore…
(Tratto dall'articolo IL libraio QUI)
Perché ormai è tardi, perché sembra sempre troppo presto.
Per una questione di equilibri familiari, di sesso, di età, di distanza, di condizioni sociali. Per un colpo di sfortuna, magari. Perché era scritto così, perché sarebbe stato sconveniente, perché non poteva essere altrimenti. Perché era troppo complicato, o perché il treno giusto è passato quando non c’era la voglia, la forza o la possibilità di salirci su…
Potremmo andare avanti all’infinito, nell’elencare i motivi per cui, a volte, due persone innamorate si scontrano con l’impossibilità di stare insieme, volenti o nolenti che siano.
E lo sa bene la letteratura, che fin dall’antichità ha dedicato agli amori impossibili racconti e romanzi di ogni genere e lunghezza, trasformandoli in un vero e proprio tòpos caratterizzato da ostacoli insormontabili, struggimenti e stati d’animo che, pur non potendosi concretizzare, sembrano destinati a non estinguersi mai.









Nessun commento