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L'ANGOLO DI GIO': LA RESISTENZA DELLE DONNE DI BENEDETTA TOBAGI

Buongiorno Gattolettori,
oggi la nostra amica Giò ci parlerà di un libro che ha concluso qualche giorno fa e che, per raccontarlo, servono le giuste parole.



La resistenza delle donne
di Benedetta Tobagi

                                       

Genere:
 Narrativa
Editore: Einaudi
Prezzo: € 20,90
Pagine: 376

 

Le donne furono protagoniste della Resistenza: prestando assistenza, combattendo in prima persona, rischiando la vita. Una «metà della Storia» a lungo silenziata a cui Benedetta Tobagi ridà voce e volto, a partire dalle fotografie raccolte in decine di archivi. Ne viene fuori un inedito album di famiglia della Repubblica, in cui sono rimesse al loro posto le pagine strappate, o sminuite: le pagine che vedono protagoniste le donne. "La Resistenza delle donne" è dedicato «A tutte le antenate»: se fosse una mappa, alla fine ci sarebbe un grosso «Voi siete qui». Insieme alle domande: E tu, ora, cosa farai? Come raccoglierai questa eredità? La storia delle donne italiane ha nella Resistenza e nell'esperienza della guerra partigiana uno dei suoi punti nodali, forse il più importante. Benedetta Tobagi la ricostruisce facendo ricorso a tutti i suoi talenti: quello di storica, di intellettuale civile, di scrittrice. "La Resistenza delle donne" è prima di tutto un libro di storie, di traiettorie esistenziali, di tragedie, di speranze e rinascite, di vite. Da quella della «brava moglie» che decide di imbracciare le armi per affermare un'identità che vada oltre le etichette, alla ragazza che cerca (e trova) il riscatto da un'esistenza di miseria e violenza, da chi nell'aiuto ai combattenti vive una sorta di inedita maternità, a chi nella guerra cerca vendetta e chi invece si sente impegnata in una «guerra alla guerra», dalle studentesse che si imbarcano in una grande avventura (inclusa un'inedita libertà nel vivere il proprio corpo e a volte persino il sesso), alle lavoratrici per cui la lotta al fascismo è la naturale prosecuzione della lotta di classe. Tobagi racconta queste storie facendo parlare le fotografie che ha incontrato in decine di archivi storici. Ne viene fuori quasi un album di famiglia della Repubblica, ma in cui sono rimesse al loro posto le pagine strappate, o sminuite: le pagine che vedono protagoniste le donne. Un libro che possiede il rigore della ricostruzione storica, ma anche una straordinaria passione civile che fa muovere le vicende raccontate sullo sfondo dei problemi di oggi: qual è il ruolo delle donne, come affermare la propria identità in una società patriarcale, qual è l'intersezione tra libertà politiche, di classe e di genere, qual è il rapporto tra resistenza civile e armata, tra la scelta, o la necessità, di combattere e il desiderio di pace?

 

RECENSIONE
 
La resistenza delle donne è un libro della post-memoria, che tratta di un argomento ignorato, dimenticato e che forse qualcuno neanche immagina: la partecipazione delle donne ai venti mesi di lotta partigiana (8 settembre 1943-25 aprile 1945) per la liberazione del territorio italiano da fascisti e nazisti. Ebbene si, le donne parteciparono, e non lo fecero perché obbligate, bensì perché volevano, perché avevano degli ideali. Anzi, molti furono i padri e mariti che non volevano che queste si arruolassero con i partigiani.

Diversi furono i ruoli e i compiti che le donne assunsero: chi ospitava e nascondeva partigiani dentro casa per nasconderli dai nemici, sfamandoli, togliendo cibo (che non abbondava) alla propria famiglia; chi cuciva e\o regalava loro vestiti; chi ha fatto la staffetta, trasportando bombe, messaggi, esplosivi con il rischio di essere scoperte, carcerate e torturate; chi l’infermiera, inventandosi qualsiasi cosa pur di aiutare un partigiano; chi si arruolò nelle brigate, dopo non poche difficoltà e pregiudizi affrontati, chi della propria brigata ne diventò il capo; chi le armi le impugnò e le utilizzò e chi per la libertà morì o si fece uccidere pur di non rivelare niente.

Queste cose si danno per scontate, ma scontate non sono affatto; la Resistenza non fu solo armi, guerra e uomini come si crede. 

Un altro aspetto che Tobagi tocca, e che è di fondamentale importanza perché dialoga strettamente col presente, è l’ambivalenza del termine liberazione: infatti, le donne lottarono non solo per la liberazione dal dominio nazifascista, ma anche per la liberazione dal patriarcato, dagli stereotipi che le hanno da sempre condannate e relegate a quello che l’autrice chiama “maternage di massa”. Queste donne hanno lottato per l’emancipazione, per la nostra emancipazione.

Il libro è diviso in capitoli tematici, ognuno dei quali caratterizzato da immagini, citazioni di diari, interviste di queste donne, che permettono di ridare loro un volto e un’identità, ma che soprattutto rendono viva la lettura, trasformandola in un’esperienza vera e propria che coinvolge i sensi.

Consiglio questo libro agli appassionati di storia, che vorrebbero approfondire temi resistenziali e della lotta partigiana che sono stati lasciati più ai margini; lo consiglierei anche a tutte le donne, perché meritano di sapere quello che le nostre “antenate” hanno fatto; e anche a tutti quegli uomini che credono che la liberazione si debba solo a loro.
 
 



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