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PAGINA 69 #5

Eccomi nuovamente qui readers,
è arrivato infatti il momento della Rubrica dedicata ai nostri autori emergenti, Pagina 69. Oggi sul Blog abbiamo come ospite Simona Cremonini, e il suo libro: "La pittrice delle Fate ".


Pagina 69

Se sei un autore emergente e vorresti anche tu il tuo spazio nella Pagina 69 pui inviarmi il tuo materiale a gattolibraio@libero.it

Autore Emergente se ti sei appena sintonizzato sul mio blog, il giovedì è dedicato a te quindi scegli come vuoi avere un po' di visibilità (segnalazione o pagina 69) e invia un email a gattolibraio@libero.it con il libro 

Sia per la pagina 69 che per la segnalazione dovrai inviarmi il seguente materiale:
- Libro da segnalare
- Piccolo estratto a piacere del libro
- Biografia
- Foto autore/autrice o qualcosa che vi rappresenti

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Ricordo che la rubrica è stata ideata da Ornella di Peccati di Penna.
 
LA PITTRICE DELLE FATE
SIMONA CREMONINI

Editore
: presentARTsì
Genere: Narrativa
Pubblicazione: 18 gennaio 2024
Formato: € 17,00 (ebook € 2,99)
Pagine: 404

Quattro giovani coraggiosi, l’oscuro ordine chiamato Fratellanza Ermetica Dorata che brama di dominare le creature magiche, una scia fatata tracciata dall’imperscrutabile drago barbuto Merlin: ispirata dalla corrente artistica del fairy painting, un’avventura fantastica a sfondo storico che in un romanzo autoconclusivo unisce pittura, fantasy, folklore, esoterismo nonché steampunk, e che trascinerà i protagonisti fra gli ambienti della Londra vittoriana e i minacciosi pericoli custoditi fra le mura del luogo più inquietante d’Inghilterra, il manicomio di Bethlem.
 


ESTRATTO
 

Capitolo 1

Nel quale due ragazzini ascoltano una conversazione che non dovrebbero sentire

 

Londra, 4 maggio 1854.

Rose Sanders fissò il fratellino negli occhi, si portò l’indice sulla bocca e fece uno sguardo cattivo.

«Ssst!»

Esalò un sibilo quasi impercettibile: non voleva che i genitori la sentissero e per questo era indispensabile che John smettesse subito di agitarsi. C’era il rischio che la pesante tenda di velluto rosso che li nascondeva al resto del salotto si muovesse troppo e rivelasse che si erano infilati lì, dietro al pianoforte. Se li avessero scoperti, sarebbero stati puniti. Claire, la madre, era molto severa con loro: pretendeva che i figli fossero sempre in perfetto ordine, che stessero in silenzio e che rispettassero gli spazi degli adulti. Non li baciava mai, non si comportava certo come la signora Osmond, la governante, che li stringeva al seno e li teneva abbracciati per istanti lunghissimi.

Per molto tempo Rose non si era interessata a ciò che avveniva in quella stanza quando lei e il fratello venivano mandati di sopra: ma ora aveva undici anni e cominciava a capire che c’era dell’altro che la affascinava, oltre alla enorme collezione di giocattoli con cui aveva riempito un intero baule in camera sua e che, a mano a mano che diventavano troppi o le venivano a noia, aveva in buona parte regalato ai bambini della servitù. Non che adesso le bambole non le piacessero più, ma da un po’ aveva iniziato a cogliere delle mezze frasi e degli sguardi ambigui scambiati tra i servitori che avevano catturato la sua attenzione. Il mondo dei grandi era strano e ne era incuriosita, voleva saperne di più.

Aveva scoperto per caso l’angolo in cui lei e John si trovavano quel pomeriggio.

Un giorno, dopo aver finito di esercitarsi davanti ai tasti dello strumento che suonava da sempre, alcuni fogli dello spartito le erano scivolati dietro al piano. Era andata subito a recuperarli, perché nessun altro si accorgesse di quanto fosse stata maldestra. Così, per la prima volta, aveva notato quanto spazioso fosse il pertugio di stoffa creato dalla tenda accartocciata su se stessa. Nessuno in casa, probabilmente, aveva mai pensato che laggiù potesse esistere un riparo come quello.

Nelle ore seguenti la bambina aveva rivolto delle domande alla signora Osmond sui drappi che ornavano il salotto, in particolare aveva voluto sapere perché fossero stati messi alle pareti e con che frequenza venissero rimossi. Le aveva lasciato capire che voleva usarne di simili nella sua casa delle bambole ed era stata subito accontentata con alcuni pezzi di tessuto recuperati chissà dove. Non aveva rivelato il vero motivo del suo interrogatorio.

Tutte le volte che si era infilata nel nascondiglio, Rose aveva fatto scoperte sorprendenti: per esempio che certe cameriere, che in presenza della mamma e del papà non osavano proferire parola, in realtà avevano una bella parlantina e spesso prendevano in giro i padroni in loro assenza, scimmiottandone gli ordini. Oppure che il signor Miller, che si occupava della manutenzione della casa, aveva un debole per la governante e le rivolgeva parole che la donna definiva “troppo ardite”.

Per Rose era divertente avere un posto segreto tutto per sé, ma John le stava sempre appiccicato e, alla fine, aveva scoperto il suo rifugio e aveva preteso di condividerlo. Non c’era stato verso di fargli cambiare idea: d’altronde aveva nove anni e mezzo e soltanto lei con cui giocare. Quando abitavano in India, fino a un anno prima, erano invece sempre circondati da altri ragazzini, figli di ufficiali dell’esercito che erano colleghi del padre e che come lui erano di stanza là come parte della Compagnia delle Indie Orientali. I genitori si erano trasferiti in quella terra lontana poco dopo il loro matrimonio.

La ragazzina sospirò di impazienza. Il fratello continuava a muoversi e presto, come ogni sabato, la mamma e il papà si sarebbero accomodati in salotto credendoli di sopra: non voleva che li smascherassero! Tentò di nuovo di farlo stare buono e finalmente parve riuscirci.

«Signor Sanders, ho provveduto stamattina a mandare un biglietto di condoglianze alla vedova Clark».

Rose sentì esordire così la madre, quando fu servito il tè e il marito si sistemò accanto a lei, di fronte al camino. I due bambini li ascoltavano a poche iarde di distanza.

Mentre i genitori gustavano la bevanda calda, la loro conversazione fu interrotta dall’arrivo di una cameriera. Portava un biglietto che un fattorino aveva appena consegnato per Percy e che era stato spedito da suo fratello Jonathan.

Rose tese l’orecchio. Lo zio era venuto a cena a casa loro solo tre giorni prima, la sera di Calendimaggio: per lungo tempo aveva fatto il giornalista, ma poi aveva dovuto smettere di lavorare per un brutto incidente alle mani. Abitava a Londra da ben prima del loro ritorno dall’India.

Lo zio Jonathan era il parente più simpatico che avessero e lei e John lo adoravano. Faceva sempre tanti complimenti a Rose quando gli mostrava i suoi disegni e ne aveva voluto qualcuno da appendere nella propria camera da letto, come regalo per l’ultimo Natale. Lei stessa l’aveva aiutato a scegliere dove metterli e quando avevano finito la signora Hanson, proprietaria dell’appartamento in cui l’uomo viveva, aveva servito il tè con dei biscotti squisiti.

Il padre tacque per un po’, mentre la moglie continuava a dargli informazioni su vari avvenimenti che riguardavano i vicini, gli amici e i parenti, un lungo elenco che annoiò Rose.

«Jonathan è partito» annunciò Percy. Il tono della sua voce aveva qualcosa di strano. Sembrava preoccupato.

Claire non parve farci caso e finì di riferirgli ciò che era successo nell’ultima settimana in città a tutti coloro che conoscevano.

«Mio fratello se n’è andato dall’Inghilterra, vi ho appena detto». Il padre era chiaramente turbato.

Rose fece di nuovo capire a John di stare fermo e zitto, perché voleva ascoltare.

La loro madre non diede segno di essere interessata alla notizia, ma Percy lesse a voce alta quello che pareva un messaggio d’addio del fratello:

Caro Percy,

Con l’aiuto della cara signora Hanson ti scrivo un biglietto perché, per una serie di motivazioni che non posso rivelarti, ho lasciato Londra oggi stesso per fare un lungo viaggio, lontano dall’Inghilterra. Potrei assentarmi per diversi anni, ma cercherò di tornare, per rivedere te e la tua famiglia, non appena ci saranno le condizioni adatte.

Desidero salutarti e rinnovarti il mio affetto. Non mi è possibile farlo di persona, ma ci tengo a dirti che resti e resterai sempre il mio caro fratello e che tu e nostra madre siete stati la migliore famiglia che io potessi avere.

Prenditi cura dei tuoi figli e fa’ in modo che ognuno di loro sia felice. Da parte mia, intendo fare ciò che è in mio potere per Rose e John. Presso la casa della signora Hanson, oltre ad alcuni miei effetti personali e libri che non porto con me, e che deciderai tu se conservare o meno, troverai alcuni documenti che li aiuteranno ad affrontare al meglio il loro avvenire e a realizzare i loro sogni futuri.

Abbraccio te, Claire, Rose e John, nella speranza di rincontrarvi al più presto.

Il tuo affezionato fratello,

Jonathan

 


SIMONA CREMONINI


Simona Cremonini è nata nel 1979 e vive a Montanara (Mantova) ma fin da bambina ha trascorso le estati nella casa di famiglia a Manerba del Garda.
Giornalista, editor di libri e copywriter per professione, è appassionata da sempre di folklore e per i suoi romanzi si ispira alle leggende popolari di varie tradizioni. È ospite fissa di Radio Gamma Cinque con una rubrica mensile su leggende e tradizioni d’Italia e collabora con la rivista Mistero Magazine con una rubrica fissa sugli eventi a tema magico.
È autrice di racconti horror e fantastici, pubblicati su numerose antologie e riviste (Inchiostro, Cronaca Vera) e vincitori in diversi concorsi letterari (1° posto Premio Akery, 1° posto Turno di Notte sez. Giallo Garda, 2° posto Premio Ghost).
Dal 1998 conduce una ricerca sulle leggende della “Regione del Garda”, che è stata la base per numerosi saggi del mistero pubblicati con PresentARTsì (“Leggende, curiosità e misteri del lago di Garda”, “Misteri Morenici”, “Mincio Magico” con menzione speciale al premio nazionale Publio Virgilio Marone, il bestiario delle creature fantastiche “Fantastico Garda”, “La leggenda vien mangiando” su storie di cibi e vini di tutta Italia) e per la “Saga delle Streghe Quinti”, la trilogia di fantasy esoterico ispirata alle leggende del lago di Garda, composta dai tre romanzi autoconclusivi “Il Sigillo di Sarca” (2016), “Le streghe del Monte Corno” (2017) e “La leggenda degli amanti del lago” (2019) e completata dai racconti dell’antologia “Gardesaniana” (2019).
Nel 2022 ha pubblicato il romanzo fantasy di ambientazione vittoriana “Il Pittore delle Fate” nato dalle suggestioni della corrente artistica del fairy painting, che ha fatto da spunto anche al nuovo romanzo “La Pittrice delle Fate” (2023).
Nel 2023 ha curato la prima traduzione italiana del poemetto “Eliminazione di un Quadro e del suo Soggetto” di Richard Dadd, con cui l’artista raccontò la genesi del suo dipinto-capolavoro “The Fairy Feller's Master-Stroke”.
Su Instagram sul suo profilo @simonacremonini cura la rubrica #Scoprendoilfairypainting sulla pittura di fate vittoriana, per aiutare i followers a conoscere le opere di questa corrente artistica.

www.leggendedelgarda.com
Instagram: @simonacremonini
Facebook: www.facebook.com/leggendemisteridelgarda

Allora che cosa ve ne sembra? Vi ho incuriosito?




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