Fumettilandia

Cinegatto

RECENSIONE: NOTTE FONDA DI PAOLO BONOLIS

Buongiorno Gattolettori,
un botta e risposta tra Lui e Lei per questo secondo libro di Paolo Bonolis, edito da Rizzoli, nelle librerie e online da ottobre. Questa volta, al contrario della precedente pubblicazione (“Perché parlavo da solo”) i personaggi coinvolti sono due, senza nome, indicati appunto semplicemente con un Lui e Lei.


Notte fonda
di Paolo Bonolis

                                                     

 
Genere: Narrativa
Editore: Rizzoli
Prezzo: € 17,50 (ebook € 9,99)
Pagine: 192
Uscita: 4 ottobre 2022

 


Un uomo e una donna, marito e moglie, escono da un “apericena” e si avviano a piedi verso casa. Era tanto che non passeggiavano insieme e l’occasione è quella di parlare a ruota libera. A lei fanno male le scarpe, ma lui le trova seducenti. Dalle minime cose si fa in fretta a passare ai massimi sistemi nel ping pong verbale. Il Cupolone, cioè la Chiesa, ci opprime o ci incanta? L’Onnipotente: chi è o cos’è? Quando arrivano a casa, il dialogo serrato non si interrompe e basta gettare lo sguardo nella stanza del figlio, al momento in gita scolastica, per veder sorgere delle preoccupazioni, tra un poster di Sferaebbasta e un paio di sneakers dal prezzo astronomico: perché vuole lasciare l’istituto cattolico? Perché se ne sta sempre solo? Da lì, marito e moglie tornano su loro stessi e sulle reciproche gelosie: chi è Mizuko e chi è Rocco, il bagnino che lei ha ripescato su Facebook? Lo scambio di battute lascia senza fiato e intanto i due mangiano, bevono, fanno l’amore. E riprendono a parlare di tutto, dei danni della tecnologia e di scorpacciate di sushi. Per tutta la notte. Fino al mattino.

RECENSIONE

 

Il dialogo si svolge in una notte, a seguito di un’apericena, dal tragitto verso casa e per tutta la notte. Gli spunti offerti da quella notte di riflessione sono tanti e vanno dalla religione alla tecnologia, dal rapporto genitori-figli a un mondo ormai troppo veloce. I buoni valori sembrano esser stati dimenticati in un cassetto, il tempo per annoiarsi sembra non esserci più. Eppure era fondamentale. Lo era perché si pensava, ci si riposava, si staccavano gli occhi dal mondo e ci si concentrava su di sé. Oggi non è più possibile, siamo sempre intenti a far qualcosa, e quasi mai è davvero importante o necessaria. Lui – che tanto ricorda Paolo – è contrario all’uso eccessivo della tecnologia, mentre Lei – che tanto ricorda la moglie Sonia Bruganelli – riconosce l’importanza che quest’ultima ha nelle nostre vite, oggi semplificate. 


Proprio Paolo e Sonia sono stati i protagonisti della presentazione presso il Cinema Teatro Don Bosco di Roma organizzata dalla Mondadori Bookstore di Roma Tuscolana. I loro punti di vista differenti sono emersi attraverso le parole di Lui e Lei (tra l’altro regalando agli spettatori un momento di lettura tratto proprio dal dialogo sulla noia), che non solo hanno potuto approfondire i diversi pensieri dei personaggi ma anche di loro stessi. Bonolis, a tal proposito, ha detto una cosa che continua a tornarmi in mente: il problema non è la tecnologia, ma il fatto che ce la portiamo dietro. 

 

Anche la sua generazione – ha detto – è stata travolta da un cambiamento, quello dell’avvento del televisore. Era affascinante a tal punto da restare quasi ipnotizzati davanti a quello schermo su cui scorrevano le immagini, però era lì, a casa. Fuori c’era la vita “vera”, quella fatta di amici e partite di calcetto, di gelati e di tramonti. Questa riflessione continua a tornarmi in mente perché forse abbiamo dimenticato quanto stiamo perdendo. Con gli occhi sempre su uno schermo (che sia di una tv, del pc o del cellulare), andiamo a ritmi inumani, siamo distratti, crediamo di conoscere tutto semplicemente perché è a portata di internet. Ma dopo? La domanda che si e ci rivolge Bonolis è: cosa rimane di tutto questo sapere, di questa velocità e progresso se ci disconnettiamo dalla rete? 

 

La risposta che mi sono data è: molto poco. Tutto ciò che crediamo di aver immagazzinato è pronto a scappare dalla nostra testa, ad essere dimenticato. Senza fatica non si ottengono risultati, ricorda Bonolis parlando delle ricerche scolastiche fatte “alla vecchia maniera”, in cui niente era a portata di mano e toccava a noi ingegnarci per portare a scuola qualcosa di decente. Talmente tanta era la fatica della ricerca e dei compiti che ancora oggi ce ne ricordiamo. Quei contenuti non sono scivolati via come nello schermo di un telefonino, ma sono rimasti in noi. Siamo schiavi di un oggetto che ci portiamo sempre dietro, che servirebbe a rendere la vita più semplice se non fosse che ci ha cambiati a tal punto da non poterne fare a meno.  

 

Dunque, perché leggere “Notte fonda”? Per lasciarsi prendere da riflessioni che possono sembrare banali, ma che invece sono importantissime. Per essere un po’ invidiosi di quella lunga notte di chiacchiere, che ormai non si fanno più. Per pensare e ascoltare punti di vista differenti dai nostri, per lasciar perdere gli schermi per qualche ora. Non sbuffate davanti a un dito puntato contro i cellulari, perché non è di questo che si tratta. C’è da riflettere dietro le parole di Lui e Lei, non da schierarsi. 





Nessun commento

Powered by Blogger.