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CINEGATTO: SWALLOW

Su Sky Cinema Swallow, il thriller psicologico diretto da Carlo Mirabella - Davis e interpretato da Haley Bennet. 


Scheda Film



Hunter è sposata con Richie, facoltoso manager che lavora nell'azienda del padre, e vive con lui in una villa lontana dalla metropoli. Apparentemente ha tutto, ma nessuno la considera come una persona, con dei bisogni e dei desideri propri. Intanto il picacismo da cui è affetta la induce a inghiottire oggetti sempre più pericolosi per il suo organismo.


SWALLOW

Ci sono delle certezze che circondano Swallow e alcune incertezze. Partiamo dalle prime. Il film è ben strutturato nella trama a tre atti: introduzione della storia con panoramica su una apparentemente normale famiglia americana - lui ricco, lei casalinga -, zoom verso l'infelicità della donna con conseguente disturbo di picacismo, e risoluzione del problema. Detto così suona proprio come un film in cui una donna infelice sviluppa il disturbo compulsivo di inghiottire oggetti non commestibili (appunto picacismo) finché non risolve i problemi con il suo passato e con il suo presente. Niente di stravolgente, se non fosse che lo spettatore si trova davanti a tre momenti molto diversi tra loro: sballottato tra un senso di disagio e paura per ciò che la donna ingoia, ma anche curiosità di vedere fin dove ella può spingersi; poi rasserenato sul fatto che c'è di più, che quella donna può risolvere il suo problema. E per questo Swallow tiene incollati alla poltrona. 


Il fatto è che da sempre noi spettatori siamo attratti da situazioni strane, spesso cruente, che mai vorremmo accadessero nella realtà. Ed è un bene che esista il cinema, che spesso riesce a soddisfare voglie malsane dettate dalla curiosità, che si fermano fortunatamente alla visione sullo schermo. La struttura studiata della trama è palese anche nella scelta registica di inquadrature e scenografia, con spazi infiniti e freddi, pieni di spigoli e geometrie che hanno tutta l'attenzione della macchina da presa. Proprio queste geometrie dividono nella scena Hunter e suo marito Richie, che sembrano quasi essere rispettivamente l'incarnazione di uno spettro e del ricco uomo di casa ignaro della sua presenza.


Le false apparenze, la solitudine, l'infelicità sono altri punti chiari del film, soggetti che il regista ha voluto mostrare e raccontare. Quello che invece rientra tra le incertezze di cui parlavo all'inizio, è il vero messaggio - se c'è - che Carlo Mirabella - Davis ha voluto raccontare. Non è una critica, anzi. Credo sia impossibile definire l'intento del regista perché questa storia è necessariamente assorbita in modo diverso da ogni spettatore. Credo sia soggettivo, credo che ognuno raccolga emozioni e conclusioni a seconda del suo modo di vedere. Per me, Swallow racconta di una donna che si è persa nei progetti di vita di qualcun altro, che ha inizialmente scelto la via facile, ma che non poteva coincidere con la via giusta. Perché lei, in realtà, di carattere ne ha da vendere. E così viene raccontata una trappola, che non è quella del matrimonio, ma di situazioni create da noi stessi. Si racconta di quanto possiamo spingerci oltre quando non riusciamo a sentire più nulla, di quanto sia indispensabile il desiderio di sentirci vivi e di essere noi stessi. E alla fine, racconta anche che non è mai troppo tardi per ritrovarci. 






2 commenti

  1. Visto in "anteprima" l'anno scorso, e fu un film che mi colpì abbastanza, anche perché non conoscevo e non avevo mai visto su schermo il picacismo, ma Swallow è questo e tanto altro, certamente un film da non sottovalutare ;)

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    1. Un film che rimane tra i pensieri anche nei giorni successivi alla visione!

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