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PAGINA 69 #20

Eccomi nuovamente qui readers,è arrivato infatti il momento della Rubrica dedicata ai nostri autori emergenti, Pagina 69.
Oggi sul Blog abbiamocome ospite Maria Chiara Piazza, e il suo libro: "Il signore della comunicazione".


Pagina 69

Se sei un autore emergente e vorresti anche tu il tuo spazio nella Pagina 69 pui inviarmi il tuo materiale a gattolibraio@libero.it

Autore Emergente se ti sei appena sintonizzato sul mio blog, il giovedì è dedicato a te quindi scegli come vuoi avere un po' di visibilità (segnalazione o pagina 69) e invia un email a gattolibraio@libero.it con il libro 

Sia per la pagina 69 che per la segnalazione dovrai inviarmi il seguente materiale:
- Libro da segnalare
- Piccolo estratto a piacere del libro
- Biografia
- Foto autore/autrice o qualcosa che vi rappresenti

Avviso: Tutte le email sprovviste di questo materiale non saranno neanche prese in considerazione

Ricordo che la rubrica è stata ideata da Ornella di Peccati di Penna.
 
  IL SIGNORE DELLA COMUNICAZIONE
MARIA CHIARA PIAZZA

Genere: Urban fantasy
Prezzo:  €18,00
Editore: ISEAF Books
Pubblicazione: 8 ottobre 2020


Hermes, il dio della comunicazione, è un anziano pellegrino che vaga per la Terra incessantemente, presidiando ogni flusso di notizie. Ma tutto è un Far West e tutto è mosso da vanità. Vorrebbe farla finita, ma a un immortale non è concesso neanche di morire. Non resta che la vendetta, con un piano di comunicazione volto al male per realizzare, attraverso Social Media, Dark Web, Fake News e balorde app informatiche, il suo programma di distruzione totale. Sarà l'arrivo sulla scena di Marie, infaticabile ufficio stampa dell'ONU, di una celebre coppia di youtubers e di uno scienziato pazzo a mandare di traverso i suoi piani, mostrando che ancora per l'uomo, forse, c'è una flebile speranza.

ESTRATTO
 
Avanzava solitario, con passo fermo e pesante. La testa piegata verso terra, senza guardarsi intorno, senza contare più le miglia percorse, né il tempo trascorso.
Camminava. Camminava sempre. Ora in una landa infuocata ripresa dall’alto da un elicottero, ora sul luogo di un delitto illuminato da un flash, ora nel corridoio di un Ministero spiato da una fonte in incognito, ora su un barcone clandestino alla deriva, inquadrato da un fotoreporter.
Il suo incedere aveva un ritmo rallentato, viaggiava su una frequenza fissa, con un’andatura moderata e prudente. Attraversava folle di persone in fuga da paesi in guerra, code di automobili su autostrade allagate, scalava gli spalti di uno stadio in delirio e percorreva navate di cattedrali gremite. Sapeva parlare ogni lingua, padroneggiava tutte le culture e conosceva la totalità dello scibile.
Il mondo, nella sua vastità, era il luogo della sua esistenza e, percorrendolo incessantemente, dava forma e sostegno alla sua dottrina. Non si fermava mai, non poteva farlo, il suo compito lo obbligava ad andare ovunque ci fosse bisogno di lui.

Nei secoli, il suo potere si era esteso in maniera titanica, ma contrariamente i segni di questa potenza non risiedevano nella sua fisicità. Poeti, scultori e storici lo avevano sempre ritratto come un giovane atletico senza barba. Oggi, invece, era un vecchio canuto, irsuto e appesantito. Il viso rugoso, il corpo segnato dai colpi del tempo e dalla sua vertiginosa evoluzione. Gli occhi stretti in piccole fessure lasciavano intravedere poco della sua forza e della sua astuzia proverbiale. Uno sguardo spento e triste contrassegnava il suo viso, espressione di rassegnato disinganno.
A ogni passo, si sosteneva al suo caduceo o kerỳkeion, un bastone vecchio e scheggiato come lui.
A tracolla portava sempre un borsellino di pelle, custode di una molteplicità di risorse. Un piccolo guscio di tartaruga era il ciondolo che ondulava intorno al suo collo, un avvoltoio lo scortava dall’alto volando e un gallo, dal piumaggio nero, trotterellava zelante al suo seguito.

I suoi abiti da viaggiatore erano consunti e strappati in più punti. L’himation, il mantello che gli ricadeva sulle spalle, usurato da millenni di peripezie, era liso e frusto e nulla faceva ipotizzare che quell’indumento potesse essere tanto prodigioso da renderlo invisibile a occhio umano. I mortali non potevano vedere né lui, né gli animali a lui sacri che lo accompagnavano sempre. Da secoli ormai, aveva scelto di non apparire, di non intervenire più sul libero arbitrio altrui, ma solo di presenziare agli eventi e catalogare gli atti. Gli bastava battere le mani o schioccare le dita oppure soffiare l’aria con le labbra sulle orecchie degli uomini perché il suo potere si manifestasse, assecondando le loro relazioni, trasmissioni e informazioni. Sapeva da tempo che il suo intervento non avrebbe contribuito a migliorare le cose, l’uomo era divenuto un corridore indipendente, incurante dei segnali divini e poco incline all’ascolto.

Portava come di consueto il petaso e i talari, il cappello e i sandali alati, strumenti indispensabili al suo mestiere, ma anche quei simboli divini erano consumati e logori. Riusciva ancora a volare, certo, ma quanta fatica a ogni salto nello spazio, quanto dolore sentiva sulle gambe e sulla schiena a ogni svolta e atterraggio. Lo sbattere delle ali non era più agile e lesto come un tempo, si era fatto arduo e gravoso. Un’artrosi connaturata lo piegava e non c’era cura per la sua infermità.
Neppure il riposo gli era consentito, era vincolato alla sua natura e alla sua funzione. Era una macchina ammaccata, ingolfata e lorda che procedeva solo per inerzia.
Poteva ritrovarsi di fronte allo scenario spaventoso di intere foreste abbattute da venti tempestosi di scirocco, oppure a quello di ruderi di costruzioni, divelte da terremoti, e di corpi morti sotto le macerie.
L’ubiquità era il suo dono e la sua maledizione.
 
MARIA CHIARA PIAZZA

Maria Chiara Piazza vive e lavora a Roma. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un master in Scrittura e Produzione per la Fiction, ha frequentato il corso Il libro che non c’è della Rai Eri e ha lavorato presso la Rai e presso l’ufficio Sky Fiction di Roma; ha scritto sceneggiature per cortometraggi, vincendo numerosi concorsi, e testi teatrali, molti dei quali sono stati portati in scena in alcuni teatri di Roma. Il signore della comunicazione è il suo primo romanzo.
 
ISEAF Books è una casa editrice di Ancona, realizza ogni tipo di attività editoriale rivolta alla diffusione e alla promozione della cultura. Il suo progetto letterario "I Sassi Neri" mira a far conoscere i talenti nascosti del panorama letterario italiano. A tale scopo, sono emanati appositi bandi per le varie edizioni, con cadenza trimestrale. "Il signore della comunicazione" è stato selezionato nell’edizione estiva 2020.
https://www.iseaf.it/negozio/il-signore-della-comunicazione/
Allora che cosa ve ne sembra? Vi ho incuriosito? Se volete potete acquistarlo direttamente dal link sottostante.



  

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