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IL TRONO DI PELLICOLE: ENNIO MORRICONE

Triste inizio settimana per gli amanti del cinema e della musica. Il 6 luglio ci lascia Ennio Morricone, maestro che non ha bisogno di presentazioni. La sua musica ha da sempre accompagnato film memorabili, rimarrà nella storia come eterno capolavoro. È impossibile, nella sua enorme produzione, rendere omaggio a tutto ciò che di meraviglioso ci ha lasciato, sia nel campo cinematografico che non. Ma è possibile riascoltare alcuni dei pilastri della storia del cinema che portano la sua firma.

ENNIO MORRICONE

C’era una volta in America
Sergio Leone nel 1984 firma un film indimenticabile. Basta sentite le prime note per richiamare alla mente quelle strade di New York 1933 che sembrano fin troppo vecchie e antiche, di un tempo passato e così diverso. Vediamo il viso di Robert De Niro, che si lascia andare ai ricordi; i ragazzi per strada; un giovane Noodles che spia la ballerina. La ricordiamo bene, ne sono sicura, nel suo tutù rosa che con grazia si eleva e volteggia. Tutto questo, nelle note del grande maestro Morricone.


Nuovo Cinema Paradiso
Uno dei film più belli della storia del cinema firmato da Tornatore premiato – tra gli altri riconoscimenti – con l’Oscar al miglior film straniero nel 1990. Più di ogni altro film, Nuovo Cinema Paradiso è indissolubilmente legato alla sua colonna sonora. Non ci potrebbe essere la perfezione in quella scena finale, unica e commuovente, se non fosse accompagnata dalla musica del maestro Morricone. L’amore per il cinema e l’amore del proiezionista Alfredo per Totò, un’amicizia che rimarrà sempre una delle più belle mai raccontate. Mi commuove sempre la scena finale, gli occhi lucidi di Jacques Perrin, le immagini così accuratamente conservate, il pensiero che un giorno sarebbero state proiettate per Totò proprio nel momento del bisogno. Tutto questo, senza la colonna sonora delicata, melodica, armoniosa, sognante e crescente, non sarebbe stato lo stesso.


Il buono, il brutto e il cattivo
Altro film di Sergio Leone, con una colonna sonora ritmata, avventuriera e iconica del western stesso. Ultimo film della trilogia del dollaro, nel 1966 il cinema crea gli intramontabili Clint Eastwood, Eli Wallach e Lee Van Cleef che si muovono sulle note di Morricone, di pari passo con la storia, gli sguardi e le azioni.


Appresa la notizia, è impossibile non ripercorrere col pensiero tutto ciò che ha creato, il suo amore per la musica che è sempre arrivato dritto fino a noi. Poi, il mio pensiero è andato alla Notte degli Oscar, a quel momento in cui, come ogni anno, ci sarà uno spazio di silenzio, dedicato agli artisti che ci hanno lasciati. Quest’anno sarà un duro colpo vedere la sua foto sullo schermo, sentire gli applausi meritati, sapere che non ci saranno nuove composizioni e idee provenienti da quel genio. Sarà surreale. Una carriera costellata da successi, emozioni, riconoscimenti. Non solo colonne sonore, ma tantissime – davvero tantissime – composizioni.


Maestro, compositore, direttore d’orchestra. È stato tanto, è stato un artista, è stato fondamentale per la musica e le immagini. E soprattutto, è stato tutto questo per tutti, senza eccezioni. Ciò che posso aggiungere di personale su una persona così ammirata e conosciuta a livello mondiale è poco, ma ho un ricordo che aggiunge un pezzettino in più a tutto questo: c’è un auditorium a lui dedicato presso l’Università Tor Vergata di Roma, l’Auditorium Ennio Morricone. Il maestro era lì a sentir suonare da spettatore un’orchestra emozionata che riproponeva i suoi pezzi. Musicisti che sono stati coraggiosi nel contenere l’emozione del suonare davanti al più grande, e che sono stati apprezzati da lui che, con la modestia che lo ha sempre contraddistinto, non si è mai risparmiato per un applauso, un complimento, un sorriso.

1 commento

  1. Per fortuna che quell'Oscar è arrivato (tardi, nel 2016), ma ne avrebbe meritati molti di più, alla carriera almeno sì, piccola grande consolazione.

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