LE ACCHIAPPA VIP... MARCO DEL VECCHIO


Un grandissimo atleta, carismatico e stacanovista. Chiamato familiarmente dai suoi tifosi e dalla stampa Super Marco o Uomo derby. Il suo gesto dopo aver segnato un gol è portare le mani all'altezza delle orecchie spalancate, nato come risposta polemica alle contestazioni della curva Sud.  Ancora non avete capito di chi sto parlando? Ma ovviamente del grandissimo Marco Del Vecchio.

LE ACCHIAPPAVIP... mARCO DEL VECCHIO


Ciao Marco, grazie mille per esserti prestato a questa intervista e benvenuto sul blog Il salotto del gatto libraio.
Tutti conosciamo la tua carriera calcistica, l'esordio in serie A con l'Inter fino ad approdare alla Roma per dieci anni. Ora però siamo curiosi di conoscere il Marco Del Vecchio di oggi che lo abbiamo visto anche nelle vesti di ballerino... Dal calcio al ballo quindi, chi è oggi Marco Del Vecchio?

Oggi sono una persona che fino adesso ha avuto la fortuna di realizzare i propri progetti e di fare per lavoro, ciò che è sempre stata la mia passione.


Di tutte le città in cui hai miliatato qual é quella che ti é rimasta più nel cuore?

La squadra che mi è rimasta più nel cuore è sicuramente la Roma, non ci sono dubbi!

A Roma sei stato e sei ancora molto apprezzato per quello che hai fatto, soprattutto si ricordano con piacere i tuoi goal nei derby e lo scudetto vinto, quali sono invece i tuoi ricordi di quei 10 anni in maglia giallo rossa? Vuoi raccontarci qualche aneddoto 

Quello che ricordo di più dei dieci anni passati alla Roma sono sicuramente lo scudetto, i goal fatti nei derby, i giocatori forti con il quale ho giocato e con il quale ho condiviso tante emozioni.

Chi è l'allenatore che ricordi con più affetto e quello che ti ha dato di più nella tua carriera?

Gli allenatori che mi hanno dato tanto sono molti ma citandone solo alcuni ricordo: Marini che mi ha dato la possibilità di giocare nella Primavera dell'Inter lanciandomi poi in prima squadra, Bianchi che mi ha fatto giocare nella prima squadra dell'Inter e quindi mi ha aperto le porte verso il grande calcio, Mazzone che ha confermato e consolidato la mia posizione facendomi giocare subito titolare al mio primo anno di Roma, Zeman che a livello tecnico mi ha insegnato tanto e Capello con il quale ho ritagliato anche diversi ruoli e sono riuscito a vincere tutto quello che ho vinto con la Roma.


Quanto è cambiato secondo te il calcio rispetto a "ieri"? In un documentario, Roberto Baggio ha dichiarato che gli sarebbe piaciuto giocare ai giorni nostri, tu che ne pensi? Oggi è più semplice rispetto al passato? Quanto è cambiato lo spogliatoio, il legame tra i giocatori a causa della tecnologia?

Negli anni passati, secondo me c'è stato un periodo nel calcio italiano in cui si è vista poca qualità, facendo diventare il nostro calcio di basso livello soprattutto a causa della scarsità di giocatori forti. Ultimamente, per fortuna, con l'arrivo di grandi giocatori, si è ripreso e quindi adesso, è ritornato il bel calcio, anche se prima, forse, quando giocavo io, i giocatori di qualità erano molto di più. Sicuramente tra i giocatori di oggi, nonostante la tecnologia, c'è un buon rapporto ma sono certo che non è così forte come ai miei tempi quando la tecnologia non c'era e quindi passavi meno ore sul telefonino e magari ti facevi qualche chiaccherata e risata in più.
  
Ci sono diversi giovani calciatori italiani che si stanno facendo notare come Zaniolo, Chiesa, Barella, Tonali ecc. Qual è il tuo preferito? C'è qualcuno che ricorda Marco Del Vecchio?

Tra le giovani promesse che mi hai citato penso che siano tutti buoni giocatori ma non ce n'è uno in particolare che preferisco e da qui a dire che saranno grandi giocatori ce ne vuole del tempo. infatti, non basta un anno per potersi definire un giocatore affermato, ma tanti anni in serie A.
 
Ora facciamo un piccolo giochino: il difensore che ti ha fatto più soffrire e quello invece che proprio non riusciva a fermarti.

Tra i difensori che mi hanno fatto più penare, sicuramente Delli Carri, perchè anche se probabilmente era meno conosciuto di altri, si aiutava sempre con le mani e ricorreva spesso al fallo, quindi era molto difficile superarlo. Quello che invece mi soffriva tanto, soprattuto per quanto riguarda la mia storia nei derby, è stato sicuramente Nesta.


Altro giochino: stai facendo la tua fanta squadra e ti manca solo un giocatore, chi sceglieresti tra Messi e Ronaldo e perchè?

Tra Messi e Ronaldo sinceramente non saprei risponderti perchè se mi mancasse un giocatore nella mia rosa farei fatica a scegliere tra i due: Messi è un fenomeno come lo è anche Ronaldo. Hanno caratteristiche diverse quindi, veramente, non so come rispondere a questa domanda. Farei giocare uno dei due e l'altro lo terrei in panchina per subbentrare, insomma li vorrei tutti e due nella mia rosa.

Tornando al presente, visto la situazione attuale, forse quest'anno non ti vedremo guidare la nazionale di beach soccer, cosa ne pensi?

Si, sicuramente quest'anno non si farà il beach soccer ma stiamo vivendo tutti un momento particolare a causa di questa Pandemia che ha colpito tutto il mondo, quindi ci sono cose più importanti a cui pensare, il beach soccer quindi può aspettare e sicuramente l'anno prossimo potremmo ritornare sulla sabbia a giocare 

Siamo purtroppo arrivati alla conclusionde di questa intervista... io non ti svelerò mai per quale squadra tifo eheheh ma tu puoi dirci cosa ci sarà nel futuro di Marco Del Vecchio?

Cosa vedo nel mio futuro? Crescere bene i miei figli, esser sereno fino in fondo e godermi la vita che è breve e per questo, va vissuta fino in fondo.

MARCO DEL VECCHIO

Marco Delvecchio (Milano, 7 aprile 1973) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante.
Chiamato familiarmente dai suoi tifosi e dalla stampa Super Marco e Uomo derby per le sue marcature nei derby di Roma, è stato uno degli attaccanti di riferimento della Roma alla fine degli anni novanta e l'inizio degli anni duemila. Con i giallorossi vinse uno scudetto e una Supercoppa Italiana, diventando — dal 2002 al 2009 — il miglior marcatore di sempre nei derby di Roma con 9 gol, prima di essere superato da Francesco Totti.
Conta 22 presenze e 4 gol con la Nazionale italiana, con cui è stato vicecampione d'Europa nel 2000.

8 commenti

  1. Grande intervista!!
    Delvecchio fu fondamentale l'anno dello scudetto perché pur giocando da attaccante, arretrava a centrocampista laterale, lasciando più libertà a Totti di affiancare Batistuta in prima linea. Lo stesso "gioco" fece Mourinho con Eto'o all'Inter, per liberare Sneijder davanti al fianco di Milito. Ricordo bene anche il primo Delvecchio, ai tempi dell'Inter.
    Nel 1994 - 95 fece un gran bel gol al Genoa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazieee ma tu invece chi sei un'enciclopedia vivente :-) Grande

      Elimina
  2. Peccato per l'Europeo, il suo apporto poi fu notevole.

    RispondiElimina
  3. Grande acchiappo... era uno di quei giocatori che avrebbero voluto avere tutti gli allenatori x la sua duttilità e la voglia di sacrificarsi x la squadra... da tifoso ricordo con piacere i goal nei derby... lo scudetto e in nazionale... tacco di Totti, cross di Pessotto, piatto di Del Vecchio... 1 0 italia... poi sappiamo bene come è andata purtroppo.
    Complimenti x l intervista e vola super Marco vola

    RispondiElimina
  4. Che bella intervista, io sono poco ferrata sul calcio quindi mi piace approfondire. Baci

    RispondiElimina
  5. Che bella intervista, come calciatore Del Vecchio non lo conosco moltissimo quindi mi ha fatto piacere saperne un po' di più attraverso le sue risposte;)

    RispondiElimina

Powered by Blogger.