LE ACCHIAPPAVIP... RICCARDO LIONE


Non è da tutti arrivare ad un traguardo tanto grande quanto le Olimpiadi. È un sogno che ogni atleta custodisce nel proprio cassetto. Per far si che questo si avveri, bisogna lavorare tanto, avere del talento, la forza di non mollare mai ma soprattutto, quella fiamma ardente che ti permette di dare tutto fino a che cada anche l'ultima palla del set.

Queste sono tutte qualità e caratteristiche che appartengono al grandissimo giocatore di Beach Volley che ora andremo ad intervistare, Riccardo Lione.

LE ACCHIAPPAVIP... RICCARDO LIONE


Ciao Riccardo, benvenuto nel salotto del gatto libraio.
Hai calpestato i campi da pallavolo giocando in serie A per quasi cinque anni ma poi ti sei dedicato soprattutto al beach volley rappresentando l'Italia ai Giochi olimpici di Pechino 2008. Raccontaci in breve questa fantastica esperienza.

Inizio a giocare a pallavolo all’età di 10 anni seguendo mio fratello Davide di 6 anni più grande. Come ogni bambino giocavo per divertimento ma verso i 16 anni ho scoperto di avere una grande passione, e con l’applicazione sono iniziati ad arrivare le prime soddisfazioni. 
A 20 anni venni preso dalla Lazio volley che al tempo militava in serie A2, ho avuto la fortuna di potermi allenare da subito con grandi campioni del calibro del brasiliano Andrè Ferreire detto “Pampa” campione olimpico e con il super campione e capitano del CSKA Mosca e della Russia Andrey Kuznetzov. 
Poi due anni a Bologna in serie A1 ed infine a Montichiari dove ero in campo con tanti campioni olimpici e mondiali, tra gli altri Marco Meoni, Pasinato, Giazzoli, Postuma (olandese) Gorzen (olandese), e di essere allenato dal miglior allenatore che abbia mai avuto Andrea “nano” Anastasi, ct anche della nazionale italiana.
Dell’olimpiade in se per se non ho un bel ricordo, è stata una parentesi particolarmente sfortunata, a 6 settimane dall’inizio delle Olimpiadi ho perso mio padre per un cancro e a 5 settimane il mio compagno Matteo Varnier (attuale tecnico e medagliato olimpico di Nicolai-Lupo). 
Il cammino per arrivarci, durato 4 anni però è stata un’esperienza molto formativa, entusiasmante e faticosa!

Come è nato il tuo amore per il beach volley?

Il mio amore per il beach volley nasce sulle spiagge di Ostia dove si allenavano i migliori giocatori dell’epoca.
Ma la decisione di lasciare i guadagni sicuri e cospicui dell’indoor per l’incertezza di quelli del Beach volley nasce dalla volontà di raggiungere un traguardo altrimenti impossibile per me, le Olimpiadi. 
Il primo torneo all’estero del world tour lo faccio ad Alanya (Tur) nell’estate del 95, avevo appena concluso la mia miglior stagione indoor (Montichiari) dove avevo giocato moltissime partite titolare. 
Ero in coppia con Alessandro Rigo e ci qualificammo al tabellone principale, capii che quella era la mia strada e che avrei fatto quello per il resto della mia carriera sportiva.
Con chi hai diviso gioie e dolori in campo? Descrivici con un aggettivo ognuno di loro...

Sono veramente tanti, ma sono tre le persone con le quali ho condiviso tante avventure ed emozioni e sono in ordine di apparizione Gianni Mascagna, Andrea Ghiurghi e Matteo Varnier. Di loro posso dirti che Gianni era un ragazzo divertente, serio e scanzonato come me! 
Andrea era il veterano del circuito un ragazzo intelligente ingamba e colto, una guida per me!
Matteo è stato il mio amore, talento puro, nessuno come lui a livello mondiale (sfortunato ad avere me come compagno e non un Nicolai, con il quale avrebbe vinto tutto), un ragazzo introverso chiuso e... dannatamente ingenuo e giovane, ma pulito e sincero!
A livello mondiale hai preso parte a tantissimi tornei, qual è il tuo ricordo più bello?

Sono quattro, il primo e più importante quello di Acapulco dove arrivammo quarti, purtroppo Matteo fu colto da crampi lancinanti che non gli permisero di giocare come avrebbe potuto. 
Il secondo sempre con Matteo, quando l’anno prima arrivando dalle qualifiche sfiorammo ad Atene il passaggio alle semifinali (free ball nelle mie mani, schiacciata uscita per un palmo).
Il terzo sempre con Matteo, quando facemmo la finale dell’europeo ad Alanya... persa!
Il quarto, sempre con Matteo, la medaglia d’oro ai giochi del mediterraneo di Almeria nel 2005. 
 
Credit PH. Albano Venturini - Riccardo Lione e Matteo Varnier
Sappiamo che da un paio di anni hai lasciato la sabbia per diventare un personal trainer, come mai questa scelta?

In realtà sono sei anni che sono entrato nel mondo del tennis dove svolgo l’attività di preparatore atletico, sport individuale e molto probante. Amo gli sport individuale (non ti puoi nascondere).
Che rapporto c'è tra il training e la fisicità?

La fisicità riguarda il dono che madre natura o DNA ti fanno.
Il training è determinato dalla bravura del preparatore e dalla voglia che ogni atleta ha di sudare.
Sono due componenti essenziali per lo sport di alto livello.
Che tipo di Personal Trainer sei? Come prepari i tuoi allenamenti?

Se sono bravo o meno lo lascio dire agli altri, quello che posso dirti è che amo e rispetto la bio meccanica e che dunque prediligo allenamenti a corpo libero con sovraccarichi.
Ritornando al beach volley, secondo te, rispetto a ieri, com'è considerato oggi il beach Volley?

È cambiato molto sia per l’aspetto della fisicità degli atleti sia per l’aspetto del training. Oggi si giocano schemi molto più veloci rispetto ai miei tempi. 


Avremo il piacere di rivederti sui campi da beach volley come allenatore?

Assolutamente no, non mi piace allenare! 

Cosa ci sarà nel futuro di Riccardo Lione?

La speranza di seguire un tennista professionista, mi sto impegnando molto per questo, nel frattempo seguo ed alleno mio figlio che ha talento e fisicità nel tennis.
RICCARDO LIONE


Ha esordito nel Campionato Italiano il 25 giugno 1994. Ha disputato 53 tornei del Campionato Italiano, conquistando undici vittorie, altrettanti secondi posti e sei terzi posti. Si è laureato campione italiano nel 2004 e nel 2005.
A livello mondiale ha preso parte a 78 tornei del World Tour raggiungendo come miglior posizione il quarto posto (Acapulco nel 2005 ed Espinho nel 2006). Nel circuito europeo ha ottenuto un 2º posto (Alanya nel 2006) e due 3° posti (Vienna nel 1997 e Valencia nel 2005). Ha vinto la medaglia d'oro ai Giochi del Mediterraneo nel 2005.
Ha giocato anche a pallavolo in serie A per cinque anni militando nelle stagioni (1991-1992 e 1992-1993) a Roma, nelle stagioni 1993–1994 e 1994–1995 a Bologna e nella stagione 1995–1996 a Montichiari, dove ha conquistato anche il 3º posto in Coppa Italia.

8 commenti

  1. Intervista molto interessante! È stato davvero emozionante scoprire cosa si cela dietro un campione di uno sport non molto conisciuto come il beach volley!

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  2. Innanzitutto complimenti x l'intervista davvero bella... poi avendo avuto la fortuna di conoscere Rick e di essere stato allenato da lui mi ha fatto piacere conoscere dei particolari di un grande atleta e di una grande persona... complimenti

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  3. Bella intervista complimenti!
    Mi hai fatto tornare la voglia di giocare, non vedo l'ora che torni l'estate per le nostre splendide giornate al sole!

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  4. Bella!
    Queste sono le interviste interessanti e che ti invogliano a sapere di più! :)

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  5. Non seguo questo sport ma grazie a te scopro sempre di più ogni volta. Bella intervista ;)

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  6. A parte che amo tutto ciò che è volley (pallavolo, beach...), vorrei sottolineare: Poi due anni a Bologna in serie A1, per dire xD

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