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RECENSIONE AUTORI EMERGENTI: SEGUIMI CON GLI OCCHI DI NADIA GALLIANO

Hola Gattolettori,
come ogni giovedì ecco qui la recensione della nostra carissima Simon che oggi ci parla di una storia molto delicata, Seguimi con gli occhi di Nadia Galliano.

Seguimi con gli occhi
di Nadia Galliano
                                                      

Genere: Narrativa
Editore: Bookabook
Prezzo: € 15,00 (ebook € 5,99)
Pagine: 262
Uscita: 31 Maggio 2018

Emma è giovane, ma da due anni ha messo in stand by la sua vita. Per la precisione dal giorno in cui ha scoperto - troppo tardi - che suo fratello era malato di HIV. Nico si è spento rapidamente e l'ha lasciata sola all'improvviso. Con una rabbia primitiva verso una malattia che l'ha colta di sorpresa, senza darle il tempo di capire, Emma si è allontanata da tutto ciò che le era familiare. Durante un lungo percorso, insieme a Met, Carlo, Teresa, Camilla, Federico, Andrea e Adele, cercherà le risposte alle sue domande, scoprendo una realtà molto più ricca e profonda di quanto credesse. Prefazione di Diego Passoni.
RECENSIONE

Tutto è nato da un sentimento che da ieri si è trasformato in diagnosi...
Emma si è chiusa in se stessa, a tratti polemica, cinica, rabbiosa, quando riesce a parlare, oppure stretta in uno sconfortante mutismo. Emma, giovanissima ragazza, cerca faticosamente di superare la crisi profonda che sta vivendo per la morte del fratello. Durante una delle sedute con il Proff-Psichiatra-Boris, dal quale è in cura, le viene dato un opuscolo: Gruppi di auto-aiuto, "Lotta all'AIDS", di questo è morto il fratello, inspiegabilmente e inaspettatamente.

Un giorno Emma, non volendo, si ritrova davanti a quel portone, non volendo lo apre e sale le scale e non volendo... conosce persone che la inizieranno ad una nuova visione della vita, persone che hanno un rapporto ironico, leggero, seppur dolorosamente consapevole, con la malattia, anche allegro a volte. Sempre non volendo, diventa un tutt'uno con questo gruppo di persone che la fanno crescere, la fanno tornare a vivere, alleviando il suo abissale senso di colpa, l'immenso tormento per non essere stata capace di dare un conforto totale, pieno, tangibile al fratello, per paura della malattia, per paura di vederlo morire, paura di dovergli dire addio.

Ho paura che tutto crolli. Come allora. Quando ho avuto paura di avvicinarmi a Nicola e sono scappata dal momento dell'addio. Sono scappata, capisce? Perché se non è mai accaduto, l'addio non è mai esistito. Non voglio altri addii. E non posso ricordare di non essere riuscita a salutare mio fratello.
Questo Emma non se lo perdona, poi incontra il "gruppo", incontra l'amore, Carlo, un ragazzo dolce, comprensivo, profondo, basterà uno sguardo e un tocco...

Qualcosa ora però la solleva, sono quelle braccia maschili, Emma è come inerte, si lascia trasportare, simile a una ballerina, affidandosi a un altro corpo come non faceva da tempo...
Le prime pagine mi hanno lasciata interdetta, distante, ma piano piano la storia ha iniziato a prendermi sempre di più e ne sono stata attratta irresistibilmente, libro poetico, tenero, profondo.
L'ironia fa da contorno a questa storia nei panni di Met, del professo Boris, delle due donne che hanno vissuto e sofferto, ma combattuto. Il tema della malattia è vissuto in modo leggero, toccante e profondo allo stesso tempo, non si appesantisce mai il racconto (tema ad alto rischio), ma naviga sempre sulle onde della delicatezza.
Tutto molto morbido nella crudezza della malattia. Parla di perdono verso se stessi ma anche verso gli altri, verso chi non volendo, ha fatto del male profondo. Parla di liberazione, liberarsi da un peso immane, un peso che non fa respirare.

Molto bella la scena dell'entrata nella casa del buio, dello sfiorarsi, del mangiare, dei profumi, dell'odorarsi, del perdersi ma riprendersi, smarrirsi ma ritrovarsi, cadere ma essere raccolti da chi può proteggerti, naturale e intenso come il finale spiazzante che ti lascia con un punto interrogativo: "Ma l'ho capito? Ho capito tutto fino in fondo?" Non importa è un finale giusto, bello, sentito.

Interessante il fatto che questo scritto sia venuto alla luce in un momento in cui questa malattia sembra regredire, sembra essere un po' sottovalutata e pare ti sussurri...
non è una malattia-Ghetto, ma viaggia in tutte le direzioni, ovunque. Stare all'erta, sempre. Mai abbassare la guardia, Mai. 



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