Fumettilandia

Cinegatto

IL TRONO DI PELLICOLE: CULT NETFLIX BLADE RUNNER

Hola readers,
nuovo appuntamento con il trono di pelliccole dove la nostra Annalisa ha tirato fuori un altr Cult Netflix: Blade Runner


Rivedere ora un film di fantascienza del 1982 non può che stupire. Perché seppur siano passati 37 anni (!) il film di Ridley Scott risulta attualissimo nella storia, effetti e sviluppo. E stupisce ancora di più il fatto che neppure Blade Runner 2049 uscito nelle sale nel 2017 e diretto da Denis Villeneuve risulta all’altezza, nonostante le tecniche cinematografiche si siano evolute e non poco. Il primo, l’originale, è ambientato nel futuro e - pensate un po’ - proprio nel 2019. 


Quasi quarant’anni fa il futuro era stato immaginato decisamente diverso guardando la pellicola: niente macchine volanti né replicanti (ma l’inquinamento c’è, su quello siamo stati bravi), e nemmeno colonie extramondo in cui trasferirsi. Viene descritto un mondo “morto”, saccheggiato, annientato dall’eccesso di tecnologia e sviluppo, in cui si è vissuto per troppo tempo senza limiti, in cui si è soltanto preso senza curarsi del futuro. 

Con un’ambientazione fredda, rigida, priva di colore e personalità, anonima, elevata in grattacieli tutti uguali, costantemente avvolta dalla nebbia e bagnata dalla pioggia. Tutto questo, immaginato negli anni ’80 è abbastanza visionario. Ma lo è ancora di più se si pensa che l’idea di base va fatta risalire al 1968, data di pubblicazione del romanzo di Philip K. Dick intitolato Il cacciatore di androidi da cui è tratto il film. 
 

Interpretato da Harrison Ford, Rutger Hauer, Sean Young, Blade Runner non fu accolto bene alla prima proiezione, bensì rivalutato e innalzato a capolavoro dopo breve tempo. Forse il lavoro di Scott non era stato capito, forse era troppo innovativo e distaccato dal solito per poter essere accolto immediatamente. 


Ma il tempo gli ha dato ragione, diventando un esempio di cinema di fantascienza che ha ispirato pellicole successive e a cui si fa riferimento sul genere. E ancora oggi una delle frasi più celebri della storia del cinema è tratta proprio da qui, e non può essere che questa:
Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire.

4 commenti

  1. Uno degli ultimi grandi film completamente analogici (fondali dipinti, effetti ottenuti sovrapponendo i vari “strati” di pellicola etc.), viene ricordato per i motivi sbagliati, ha regalato la fama eterna al “mio” Rutger, ma andrebbe apprezzato per l’essere un noir incredibile, quando Ridley aveva ancora un occhio bionico per la fantascienza. Cheers!

    RispondiElimina
  2. Non solo un cult, ma un capolavoro! ;)

    RispondiElimina

Powered by Blogger.