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AUTORI EMERGENTI RECENSIONE: POKER DI STEFANO GRAIFF

Buon pomeriggio Gattolettori,
inizia la nostra fantastica giornata dedicata agli Autori Emergenti. La nostra Simon oggi ci parlerà di un libro molto particolare ambientato in una Trento corrotta.

POKER
di Stefano Graiff

Genere: Romanzo
Editore: Lettere Animate
Prezzo: € 14,00 (ebook € 2,99)
Pagine: 234
Uscita: 13 aprile 2018

In una Trento velatamente corrotta si snoda una crudele partita con la vita, giocata ora a carte scoperte ora con il fiato sospeso per il terrore di un "bang". Rinchiuso in una fabbrica abbandonata, sotto l'occhio libidinoso di telecamere spia, Max sta giocando una drammatica partita di poker: texas hold 'em; le pistole sul tavolo, proiettili come fiche pronti a essere messi sul piatto. Qui Max invoca il passato, una finestra sull'infanzia in orfanotrofio e sugli eventi che lo hanno portato a giocarsi la vita. E poi Mary, vivace e sfrontata da bambina, ora è una donna fredda, distaccata, indifferente. Nasce così un bisogno irrefrenabile di rivederla, di capire cosa le sia successo, eppure tutti non fanno altro che convincerlo a lasciarla stare anche perfetti sconosciuti che si intromettono nelle sue scelte. Perché? In un'ambientazione al limite della distopia, corruzione e disperazione si contendono il privilegio della vittoria e in questo miserabile scontro sarà l'istinto a decidere quale sentiero imboccare.
RECENSIONE

Lei. E' per Lei. In cerca di Lei. Per il desiderio di Lei. Per la salvezza di Lei. Per questo, Lui mette in gioco la sua vita in una partita di Poker, tra la vita e la morte.

Il Poker è come la vita, da un momento all'altro può andare tutto a puttane...
Max, orfano di padre, fin da bambino non ha avuto una vita semplice... ha infatti visto morire assassinata in cucina, in una pozza di sangue, sua madre.
Portato in orfanotrofio e senza l'affetto dei genitori, qui farà la conoscenza di quelli che in seguito diventeranno gli amici di sempre tra cui Mary... la donna della sua vita.
Ed è qui che tra le "pinguine", suore rigide, inflessibili e corrotte, che inizierà il percorso di crescita del nostro protagonista.

Raggiunta la maggiore età però, è arrivato il momento di lasciare la "casa" che lo aveva accudito fino a quel momento e tra lavori saltuari per sbarcare il lunario, scorribande poco legali e vizi alcolici, incontra nuovamente Lei, Mary.
In Mary, Max vede la sua opportunità di riscatto, in Lei infatti riesce a trovare quella spinta capace di fargli cambiare vita, di rinascere. Ed è proprio per Lei, per cercarne la salvezza, che si imbatterà in una delirante e inquietante partita di Poker.

Oggi ci giochiamo la vita, quella che è una sola, quella che ci fa soffrire un istante e gioire quello dopo, quella che ci permette amori, amicizie e speranze tutto in un colpo solo.
A causa delle vicende poco delineate, inizialmente l'ho trovato abbastanza ostico e ci ho messo un po' ad addentrarmi nella storia. Scritto infatti come se si stesse giocando veramente una partita di Poker, Stefano Graiff, non scopre subito le carte della storia... ma piano piano, ci darà modo di vedere e proseguire il gioco.
Il punto di vista è stato affidato interamente a Max, è con lui infatti, che vi ritroverete a giocare...
Con lui saremo catapultati in un vortice di eventi che ci permetterà di immergerci in un mondo allucinogeno, psichedelico... ai limiti della realtà.


La storia è veramente ben congeniata, si salta da una "carta" all'altra come in una danza macabra gaudente, triste, rabbiosa, malinconica e a tratti surreale.
Il linguaggio usato dall'autore è crudo, diretto e se il suo intento era voler essere dissacrante, c'è riuscito alla perfezione.

Nonostante nel finale, per le ossessive ripetizioni dei concetti, si scivoli troppo in un trip, tri trip, megatrip, è stata una bella sorpresa. 
Che altro dirvi se non che la scrittura incalzante e senza respiro di Stefano Graiff, mi ha tenuta per tutto il tempo incollata al libro?




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