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INTERVISTANDO.... LISETTA RENZI

Buongiorno readers,
come è andato il vostro week end? Siete riusciti a salvarvi da questa ondata di caldo? Io sabato ho fatto un po' di giri con il maritozzo mentre domenica ancora mareeeee!
Iniziamo questa giornata con un ospite... è venuta infatti a fare visita al salotto del gatto libraio, Lisetta Renzi, l'autrice del libro uscito questa estate per Leggereditore, Il casale dei sogni perduti.



Prima di tutto benvenuta nel mio piccolo spazio virtuale e partiamo con la domanda di rito...Chi è Lisetta Renzi e cosa fa nella vita oltre a scrivere.

Oltre a lavorare nel marketing del Gruppo 24 ORE, mi piace uscire con gli amici, gustarmi un buon bicchiere di vino, fare giardinaggio in terrazzo e arredare la mia casa di Roma di cui sposto i mobili di continuo. E naturalmente amo leggere e fantasticare, forse per questo scrivo.

Dal titolo del suo libro “Il casale dei sogni perduti” e da alcuni passi del romanzo, si respira un grande amore per la Toscana, è così?

Sì, è vero. Un amore che, a dir la verità, non è solo per la Toscana ma per tutto il paesaggio, le bellezze artistiche, gli odori e i sapori dell’Italia centrale. Oltre alla Toscana, dove sin da ragazza sono stata più volte in Val d’Orcia, nei luoghi del Casale dei sogni perduti, conosco molto bene le Marche. La mia famiglia ha una casa a Fermo, un’incantevole cittadina medievale sulla sommità di una collina, e dalla mia finestra, quasi che io fossi nel castello del romanzo, posso vedere tutta la valle, dai monti, ai paesi di fronte, al mare, fino purtroppo anche agli orrori che, qui e là, sono stati costruiti. Se quello del paesaggio e della bellezza è uno dei temi centrali del libro, lo è infatti anche quello della loro conservazione e della necessità per un paese come il nostro di avere un’educazione scolastica e una cultura diffusa che li possa far riconoscere, apprezzare e dunque preservare. Come scrivo nel romanzo, chi non conosce il proprio passato non ha un futuro.

Nel libro c'è zia Ada che pur non essendo "realmente" presente nella storia, è una guida per Isabel, al punto che nei momenti più difficili sembra di sentirla parlare tra le mura della casa, anche lei ha avuto una guida simile nella sua vita e nei momenti più stressanti la sente così vicino?

Magari! No, una guida unica e incisiva come zia Ada non l’ho avuta. In parte lo è stato mio padre, un intellettuale colto ed ironico, per le scelte di studio, scrittura e lettura, e mia madre, una pittrice bella e anticonvenzionale, per tutto ciò che riguarda il gusto visivo, l’amore per le case e il lato femminile. Ma forse più che definirli guide si può dire che mi hanno molto influenzato. Ed essendo due personalità molto forti, forse di più di quanto avviene solitamente con i genitori.

Facciamo ora un piccolo giochino… Faccia finta di essere Isabel e chieda qualcosa a Neri che non ci ha mai rivelato...

Cosa ti piace di più di me?

Ovviamente ora vogliamo la risposta del bel tenebroso Neri

I tuoi difetti.

Rispondo così perché da alcuni lettori mi è stato detto che Isabel non è abbastanza bella. O perlomeno non ha una bellezza standard. E a loro voglio dire che quando si è innamorati si amano anche i cosiddetti difetti delle persone, quei difetti unici che hanno solo loro. E allora, come dico nel romanzo, un odore se è dell’amato diventa un profumo. Unico, sensuale e che ci riempirà per sempre di nostalgia.

Quale messaggio ha voluto inviare al lettore con Il casale dei sogni perduti?

Che non è mai troppo tardi per realizzare i propri sogni. Ma che lo si può fare solo conoscendo se stessi, tornando alle proprie radici, a una casa originaria da cui poi ripartire verso il futuro.

Come è stato il percorso che l'ha portata a pubblicare Il casale dei sogni perduti? Ci può spiegare come è andata, siamo curiosi…

Il casale è il mio terzo romanzo, dopo Sognavo di sposare il principe azzurro uscito in libreria con Libromania/De Agostini e Come un fiore nel deserto, un self di buon successo su Amazon, entrambi pubblicati con pseudonimi. Eppure la sua prima stesura non è stata accettata dagli editori e agenti a cui l’avevo inviato. Invece di abbattermi ho ascoltato le critiche, fatto fare delle schede di lettura e l’ho riscritto modificandone il tono e lo stile fino a quando è stato accettato da Leggereditore. Il canale di contatto con l’editore, è stato lo Scrivere Festival di Macerata, uno di quei festival (come ad esempio il Women Fiction Festival di Matera) dove è possibile incontrare di persona editori e agenti e presentargli in dieci minuti il proprio romanzo. In gergo si chiama fare un pitch, una modalità che consiglio a tutti gli aspiranti scrittori.

Ci sono autori classici o molto noti che abbiano influenzato, in qualche modo, il suo stile?

Lo stile non lo so (magari…) di certo il gusto per le emozioni e la trama o per, come diceva in un suo bel saggio E.M Forster, per quel quid misterioso che ti spinge a chiederti: e dopo? Dopo cosa succede? Tra i tanti miei autori e libri preferiti, potrei citare: Jane Austen, Stendhal, Balzac, Flaubert, Thomas Mann, Saffo, Leopardi, Salgari, Pippi Calzelunghe. Per quanto invece riguarda chi mi ha influenzato nella scrittura del Casale dei sogni perduti direi: Orgoglio e pregiudizio, Il figlio del diavolo di Georgette Heyer, Ti prego lasciati odiare, di Anna Premoli per il tema dell’amore contrastato; Un’Ottima annata e Sotto il sole della Toscana per l’aspirazione a una vita più autentica in campagna; il godibilissimo Snob, di Julian Fellowes, lo sceneggiatore di Gosford Park e Downtown Abbey, gli aforismi di Oscar Wilde e Il gattopardo per l’ambiente aristocratico. Senza dimenticare il film French Kiss con Meg Ryan ed Elisa di Rivombrosa.

Parlando di libri in generale, qual è il libro che ti ha lasciato un segno e perché?

Madame Bovary per il contrasto tra illusione e realtà, tra la vita sognata nei romanzi e la vita quotidiana. Tonio Kroger di Thomas Mann per il tema della diversità dell’artista e della sua estraneità e al tempo stesso aspirazione alla vita borghese.

Siamo arrivati al momento dei saluti… ma prima di lasciarci le volevo domandare una piccola curiosità… Sta già lavorando ad un prossimo libro?

Credo proprio di sì. Ho scritto una sinossi di due pagine e appena iniziato il primo capitolo, vediamo come va e se riesco a proseguire. Sarà un libro diverso dai precedenti: un romanzo storico con protagonista una donna ribelle del Trecento.
LISETTA RENZI

Lisetta Renzi è nata a Bologna e vive a Roma, dove si occupa di marketing e comunicazione presso Il Sole 24 Ore. Laureata in Letteratura italiana, ha un master in Scrittura per la fiction (Università Cattolica) e si è specializzata in Letterature comparate alla University of California e in Women’s Studies alla University of York. Sceneggiatrice e autrice di saggi sull’immagine femminile, nel 1996 ha vinto il Premio Musa (Marsilio) per il progetto di CD-Rom Le dive italiane del cinema muto. Ha esordito nella narrativa col romanzo Sognavo di sposare il principe azzurro (Libromania, De Agostini), con lo pseudonimo di Lisa Lorenzi. Con Il casale dei sogni perduti fa il suo ingresso nel catalogo Leggereditore.

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