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RECENSIONE: IL GIOCO DELL'ANGELO DI CARLOS RUIZ ZAFON

Buongiorno readers,
mancano meno di due giorni e finalmente anche io inizierò ad addobbare casa...e si sono molto tradizionalista quindi aspetto l'8 dicembre per "Babbalanizzare" la mia casetta ahhaha
Oggi continuiamo con la Maratona dedicata a Zafòn ed è la volta del libro Il gioco dell'Angelo che fa parte sempre della serie del Cimitero dei Libri Dimenticati.

Il gioco dell'angelo
di Carlos Ruiz Zafòn
                                               
Genere: Romanzo
Editore: Mondadori
Prezzo: €12,50 (ebook € 6,99)
Pagine: 466

Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, il giovane David Martín cova un sogno: diventare uno scrittore. E quando riesce a pubblicare un racconto, il successo arriva. Ma da quel momento la sua vita comincerà per la prima volta a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona sconosciuta e inquietante. Quando David si deciderà infine ad accettare l'offerta, fattagli da un misterioso editore, di scrivere un'opera tanto immane quanto rivoluzionaria, non si renderà conto che, al compimento di una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria...
Con uno stile scintillante e grande sapienza narrativa, l'autore de L'ombra del vento torna a guidarci tra i misteri del Cimitero dei Libri Dimenticati, regalandoci una storia in cui l'inesausta passione per i libri, la potenza dell'amore e la forza dell'amicizia si intrecciano ancora una volta in un connubio irresistibile.
Recensione

Immersi in una Barcellona degli anni venti ancora più tetra e cupa dell'Ombra del vento, nel "Il gioco dell'Angelo, facciamo la conoscenza di David Martin, un giovane che, abbandonato prima dalla madre e poi rimasto solo a causa dell'uccisione del padre, ha come sogno, quello di diventare uno scrittore famoso.
Preso sotto l'ala protettiva di Don Pedro Vidal, che diventerà ben presto amico e sostenitore, David ha la fortuna di realizzare il suo sogno iniziando a pubblicare racconti per la rivista “La Voz de la Industria”.
In pochissimi anni si ritrova a pubblicare un vero e proprio libro "La città dei Maledetti" che metterà in risalto tutta la sua bravura attirando così, l'interesse di un editore misterioso e molto singolare, il Sig. Andreas Corelli.
Ben presto però a causa di Corelli, David si ritroverà ad essere schiavo e prigioniero del suo stesso successo.
Infatti questa figura così enigmatica e misteriosa, sembra manipolare in tutto e per tutto, la vita di David e neanche l'amore di Cristina, riuscirà a salvarlo dal suo controllo, avvicinandola così sempre più al suo amico, Don Pedro Vidal con cui convolerà a nozze.


Ma chi è in realtà Andreas Corelli? Sappiamo che è un editore molto influente e che indossa una piccola spilla a forma di Angelo. David parla spesso con lui ma ben presto il lettore viene messo a conoscenza di un grosso particolare... Corelli non può essere una persona ancora viva.
Sotto l'influenza di quest'ultimo, Martin si macchierà le mani di sangue, ma soprattutto accetterà di scrivere un libro "peccaminoso" e blasfemo in cambio della sua stessa vita, sembra infatti che David abbia contratto una "presunta" malattia mortale.

"Sai qual è il bello dei cuori infranti?"
Domandò la bibliotecaria.
Scossi la testa.
"Che possono rompersi davvero soltanto una volta. Il resto sono graffi." 

Leggendo questo libro mi sono ritrovata dentro un vortice tra realtà e finzione, spesso infatti le azioni di Martin, si sono rivelate del tutto immaginarie...
Ancora una volta Zafòn è stato abilissimo a tenermi con il fiato sospeso e a giocare su questo aspetto,  ancora adesso non so se alcuni passaggi letti siano reali (nella storia) o frutto dell'immaginazione del protagonista. Devo dire in oltre che, rispetto all'Ombra del vento, questo libro è anche un pilino più inquietante, soprattutto per la figura di Corelli che può essere tranquillamente paragonata a quella del Diavolo. Il nostro David per un certo verso invece mi ha ricordato il personaggio di Oscar Wilde, Dorian Gray.
Il gioco dell'Angelo pur facendo parte di una serie che lo lega all'Ombra del vento, può essere letto tranquillamente da solo senza aver la necessità di seguirne la sequenza, infatti a parte qualche personaggio come Sempere (il nonno e il padre di Daniel) e i luoghi  in comune, come Barcellona o Il Cimitero dei libri dimenticati, non troverete altri riferimenti.

 Il signor Sempere credeva che Dio vivesse un po', o molto, nei libri e per questo dedicò la propria vita a condividerli, a proteggerli e ad assicurarsi che le loro pagine, come i nostri ricordi e i nostri desideri, non andassero mai perdute, perché credeva, e fece credere anche a me, che finché fosse rimasta una sola persona al mondo capace di leggerli e di viverli, sarebbe restato un frammento di Dio o di vita.

Come vi dicevo Il gioco dell'Angelo è una lettura un po' più inquietante dell'Ombra del vento, e anche se David è innamorato di Cristina, si da meno spazio alla storia d'amore per evidenziare di più quella esoterica. E proprio il titolo "Il gioco dell'Angelo" fa riflettere...ricordo infatti che Corelli indossa una spilla a forma di angelo e sembra, per tutto il tempo della loro collaborazione, "giocare" con le paure di David.
La storia è narrata dal punto di vista di David e anche se è lui il protagonista principale sembra che sia Andreas Corelli a dirigere i fili di David Martin.

Entrai nella libreria e aspirai quel profumo di carta e magia che inspiegabilmente a nessuno era ancora venuto in mente di imbottigliare. 

Ho adorato alla follia anche questo libro...anche se... mi sono rimasti un po' più di interrogativi, soprattutto per quanto riguarda il finale e per l'uso dei manichini...
Come per l'Ombra del vento anche "Il gioco dell'Angelo" può racchiudere diversi generi, a partire dall' horror con la parte esoterica, al Thriller con le indagini di David per scoprire la misteriosa sparizione di Diego Marlasca, autore del libro che David, come Daniel, ha preso nel Cimitero dei libri dimenticati. Ed è proprio per questa caratteristica che per me le letture di Zafòn saranno sempre una certezza.

4 commenti

  1. Sto leggendo questo libro proprio in questi giorni...spero di non rimanere delusa, ti aggiornerò il commento con il mio parere appena l'avrò finito :)

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  2. Ciao mi riaggancio al commento del precedente libro.. ho scoperto di avere anche questo quindi non ho più scuse! ps la cover che hai caricato qui è quella del primo libro!;)

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  3. Il gioco dell'angelo rappresenta la follia dell'autore per troppa voglia di voler eccellere .la storia parallela é UNA COINCIDENZA PER SIMILITUDINE CON LA SUA VITA. STESSO PALAZZO IL LIBRO SCRITTO DALLO STESSO AUTORE trovato e preso per caso .ma in realtà.

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